Aonuma: l’open world sarà lo standard per Zelda da ora in avanti

Il producer della serie conferma su Famitsu la nuova formula di gioco anche per il futuro

In una recente intervista a Famitsu, Aonuma (producer della serie Zelda ormai da diversi anni) ha confermato che la formula di gioco adottata per Breath of the Wild sarà la base standard per le future incarnazioni del brand. L’evidente successo di critica e pubblico avrà senza dubbio pesato sulla decisione anche artistica qui confermata, nella speranza ovviamente che la varietà continui a farla da padrone sia dal punto di vista artistico che ludico, come da sempre nella serie in oggetto.

Cosa ne pensate? Siete contenti di sapere che la struttura aperta sarà presa come punto di partenza anche per i futuri capitoli di Zelda?

10 Commenti

  1. Anch’io ho sentito la mancanza del classico dungeon, ma sopratutto la mancanza di un villaggio o borgo del castello molto popolato…. spero nel prossimo che ci siano molti villaggi popolati ognuno con la propria cultura e vita… e ovviamente con gente strana e le loro richieste di aiuto 😂

    • Beh ma di villaggi, popolati ciascuno da diverse tipologie di “persone”, ciascuna con le sue sub-quest, ce ne sono. Diversi. Ben più che in passato. I dungeon invece ovviamente avevano una struttura diversa, qui. Onestamente sono combattuto: non amo gli open world di per sé, ma sto Zelda mi ha fatto innamorare. Fino a ieri, per dire, preferivo TP a WW, proprio per l’approccio “dungeon VS overworld”, ma oggi non saprei cosa volere.

  2. si, ma va migliorato molto. E’ un mondo vivo, ma a tratti parecchio morto, nel senso che molto spesso sembra un survival. Mi piacerebbe vedere un mondo più popolato, con piccoli enigmi ambientali quali sono i sacrari, ma con dungeon più ampi. E mi piacerebbe vedere quest più elaborate, non il classico “trova l’oggetto e mostramelo”. Si sono fatti dei passi avanti senza dubbio, ma c’è molto di migliorabile

    • si, anche quest più elaborate non sarebbero male.
      Per quanto riguarda il mondo più popolato che sia tu che Lobo avete nominato non lo trovo fondamentale perchè in questo zelda i villaggi piccoli e poco popolosi e in generale la “desolazione” del mondo ha una sua spiegazione; però non posso dire che non mi piacerebbe visitare città più grandi e complesse quindi in un prossimo zelda me le auguro anche io!

  3. Quoto Serp, per me una cittadina come Clock Town di Malora s Mask non avrebbe fatto male…. anche la musica del gioco rispetto alla serie é un po sottotono, azzeccata il fatto che all aperto si sentono i suoni della natura, ma per il resto non sono un po deluso a parte quando il falchetto intona le musiche degli altri Zelda 😂
    Per i dungeon ok per questa scelta, é giusto cambiare, ma sotto sotto spero che il dungeon del DCL sia quello classico 😊

  4. Credo che quasi ogni Zelda sia stato open world, più o meno grande, ad esempio Wind Waker era open world senza dubbio e con dei veri dungeon, Ocarina of time era open world a quel tempo, Spirit tracks ad esempio non era a mondo aperto ma per me non fa differenza, preferisco giochi intensi rispetto ai giochi lunghi e dispersivi, poi dipende dai gusti personali e a me un mondo aperto in questo modo mi piace poco.

    • Si, ma è ovvio che la struttura di questo Zelda sia diversa da altri episodi, con WW visto come il più simile in 3D e il primo capitolo in 2D. Mi ricorda la discussione su Mario 3D, che Nintendo stessa ha recentemente chiarificato con la “tabella informativa” che divide i prodotti in “lineari” e “aperti”.

    • I veri open world non hanno le sezioni di caricamento da un posto all’altro (tralasciando quando si entra dentro qualche edificio), altrimenti si parla di finto open world, cosa per altro già scomparsa in altri giochi tempo fa