Lego City Undercover è stata una delle migliori produzioni esclusive terze parti per Wii U, capace di elevarsi al di sopra della media delle produzioni della serie per diversi motivi: ironia, struttura narrativa, pulizia d’esecuzione ludica, piccole chicche Nintendo e un ottimo utilizzo dell’interfaccia offerta dal GamePad, tanto da meritarsi l’encomio anche dal nostro vecchio sito Wiitalia.it, come potete vedere dalla sua recensione. Con l’uscita di Switch, Warner Bros decide di aprire le porte della Città…anche alla nuova generazione di console, senza dimenticare per fortuna anche gli appassionati Nintendo: ed è così che arriviamo alla versione Switch del titolo.

Inizialmente, sul web si erano sparse strane voci riguardanti proprio questa versione, con presunti gigabyte da scaricare per poter avviare il gioco e obblighi di connessione online, a causa di misteriose (erronee) indicazioni sul packaging della versione americana del titolo. Per fortuna, occorre ribadirlo per sgombrare il campo da potenziali equivoci, niente di tutto questo corrisponde a verità. Il gioco infatti è completamente presente sulla cartuccia di gioco e la connessione online serve per possibili patch future, attualmente di dimensioni molto ridotte. Evitato il pericolo, quindi, di un approccio anti-consumatore da parte del grande publisher Warner Bros., passiamo anche ad analizzare la qualità del prodotto. Che, lo anticipiamo, è discreta anche se non perfetta. Lego City Undercover su Switch, infatti, pur perdendo un po’ il senso di freschezza dovuto alla sua natura di porting, che ha per altro eliminato la riuscita integrazione del doppio schermo del GamePad, appare un buon prodotto per quello che è: cioè un’avventura rivolta principalmente a chi non avesse ancora provato il titolo su Wii U. Giochi di questa tipologia, infatti, con una solida base narrativa alle spalle e una struttura esplorativa guidata per lo più dal progredire del racconto, non guadagnano poi così tanto da una riproposizione (al contrario ad esempio di giochi come FAST rms o, immaginiamo, Mario Kart 8 Deluxe), nonostante l’evidente elemento di novità di poter affrontare la sfida anche in modalità portatile. Ma, tolto l’elemento “riproposizione”, insito nella natura stessa del prodotto trasportato da una console all’altra, nel caso specifico il lavoro svolto merita la promozione, anche a fronte di alcune critiche.

Innanzitutto, confermiamo come il titolo sia esattamente il medesimo già visto su Wii U, cioè probabilmente il miglior titolo della serie Lego mai fatto. Il gioco, infatti, prende la formula dell’open world adventure ormai tipica del franchise e lo eleva ad un livello narrativo, strutturale e ludico superiore. La trama è semplicemente più fresca e soprattutto originale rispetto ai tanti prodotti a licenza visti in questo ambito: con continui e voluti richiami alle serie TV poliziesche degli anni ’70 e ’80 (come Starsky e Hutch, per intenderci) il prodotto risulta ironico e divertente, ben più di quanto fosse in origine lecito aspettarsi. La costruzione del mondo di gioco è altrettanto ampia e varia, capace di offrire un grado di interesse all’esplorazione libera superiore a quello di molti altri capitoli, anche se il meglio il titolo lo offre seguendo il dipanarsi delle missioni principali. I difetti principali, dal punto di vista ludico, risiedono nelle tipiche “magagne” della serie Lego, cioè un livello di difficoltà molto basso, un campionario di azioni piuttosto limitato e in generale un ritmo di gioco piuttosto lento. Detto questo, l’intelaiatura di questo capitolo resta la più solida del franchise, con il porting capace di riempire la principale lacuna del predecessore: il multiplayer locale. Sì, perché infatti è ora possibile affrontare tutta l’avventura anche in compagnia di un amico, a patto (come su ogni altra console fino a oggi, anche se Switch ci stava abituando bene da questo punto di vista) di avere un secondo controller “completo” (sia esso un Pro controller o una coppia di JoyCon aggiuntivi). Con anche questa inclusione di nuova modalità, Lego City si conferma il miglior episodio della saga Lego uscito finora (escluso Lego World, poco confrontabile con le altre incarnazioni action-adventure).