NES Classic Mini: 2.3 milioni di pezzi venduti nel mondo

Ma è ora tempo di guardare al futuro

In una intervista al Time, Reggie Fils-Aimé ha annunciato come Nintendo sia stata in grado di vendere 2.3 milioni di Nintendo Mini Classic: NES nell’arco degli scorsi 6 mesi. Un risultato impressionante, che ha colto impreparata la stessa Nintendo che aveva pianificato una tiratura su scala mondiale limitata al periodo natalizio. A fronte dell’elevata domanda, la casa di Kyoto ha cercato di fornire ulteriori scorte supplementari, chiudendo alla cifra complessiva oggi confermata da Nintendo of America, prima di interrompere la produzione.

Nonostante l’enorme successo e la domanda apparentemente ancora presente sul mercato, Nintendo ha però deciso di chiudere questo capitolo e di dedicare le proprio risorse interne ad altri sviluppi, sia hardware che software, con particolare riferimento al nuove New 2D XL appena annunciato, nonché ovviamente a Switch.

E al nuovo Nintendo Classic Mini: SNES edition, vero Nintendo?

 

10 Commenti

  1. La cosa veramente vergognosa in tutta questa faccenda non è tanto Nintendo e la sua tiratura limitata, ma il bagarinaggio che è nato su sta cosa.
    Ticketone recentemente ha pagato una multa salatissima per una faccenda simile: i biglietti dei concerti. Per la responsabilità di non aver controllato.
    Stessa cosa doveva avvenire nei confronti di Amazon o altri distributori, utilizzando gli stessi capi di accusa imputati a Ticketone: quando ci sono dei flussi anomali, ovvero dei singoli compratori comprano decine e decine di pezzi……la cosa è evidentemente a scopo di lucro.
    Un vero peccato, ci sono un sacco di console nuove in rete che risultano si vendute ma sono in mano a dei veri speculatori.

    • Nel caso di TicketOne si trattava di una carenza sistematica, cioè si parlava di tutti i concerti degli ultimi anni, e di contravvenzioni alle clausole contrattuali con gli artisti o le compagnie discografiche.

    • Beh si, difatti credo il problema non riguardi solo il mini nes ma molti altri oggetti che divengono “preda” dei furbetti.
      Mea culpa per non essermi aggiudicata subito la console ma chi se lo immaginava?

    • E’ un po’ la scoperta dell’acqua calda. Come quando mi stupii dei prezzacci su eBay di giochi come Tales Of Symphonya GC o Fire Emblem Path of Radiance. Recentemente anche giochi come KH 3DS hanno avuto una supervalutazione, idem alcuni amiibo quali Bowser Smash o quelli della serie Zelda. La speculazione fa rabbia, ma è colpa di nintendo, dovrebbe stampare più copie dei suoi prodotti (pensa che di Amiibo della Principessa Zelda versione BotW, ne hanno stampato un centinaio di copie e basta).

    • Colpa di Nintendo per quale motivo?
      Avesse prodotto ben 500.000 copie in più, ci sarebbero 500.000 copie del prodotto in giro su ebay sovraprezzato.
      A un certo punto per Nintendo le copie sono vendute, la colpa non è certo sua ma dei distributori che non mettono un limite sugli acquisti singoli.

    • Potrebbe esserci anche un limite, ma se io per qualche strano destino dovessi avere due console, una la metterei all’asta, anche partendo da un prezzo basso, anche dal singolo euro, se gli acquirenti continuano a rilanciare (come sempre capita, vedi gli amiibo in questi tempi) e se si raggiungono i 150, la colpa è dell’utente, mica mia che ho venduto il Mini Nes.

    • Il punto importante, secondo me, è che una buona fetta di rivenditori non finisce ad avere console multiple “per qualche strano destino”. C’è un chiaro intento di speculazione (con accezione negativa) e la malafede di questi individui travalica il classico ragionamento di domanda e offerta (non particolarmente simpatica al sottoscritto già di per sé, tra l’altro).
      In un processo che di etico ha ben poco, scaricare la colpa sugli acquirenti mi sembra un ragionamento semplicistico che non fa altro che decolpevolizzare i veri responsabili. Perchè alla fine a rimetterci sono i giocatori con minori disponibilità economiche che si ritrovano in un meccanismo nel quale l’unico strumento per segnalare il loro interesse è il denaro.

  2. In particolare, la differenza tra questo caso e quello di TicketOne è che i biglietti dei concerti sono ovviamente limitati: il numero di biglietti è deciso prima sulla base del posto dove si tiene, delle date, etc. Per il NES Mini, Amazon (così come gli altri rivenditori) ovviamente non potevano sapere quante copie sarebbero state prodotte – così anche gli speculatori, che ne hanno acquistate molte “sulla fiducia”, cioè sperando che alla fine ne fossero prodotte poche. Il motivo per cui Nintendo ha smesso di produrlo è per concentrare l’attenzione sullo Switch – non mi trova d’accordo come strategia però questo è.

    Per quanto riguarda i giochi, semplicemente non ha più senso stampare nuove copie se la domanda non c’è. Certo, ci sarà sempre qualcuno che vuole ottenere una copia di KH3D a 5 anni dal lancio, però non abbastanza da giustificare una ristampa. In realtà a volte succede (casi recenti Pikmin 3 e Radiant Historia), ma sono casi rari.

    • Una parte della “colpa” va data anche agli utenti. Se su eBay si vende all’asta, magari partendo da 1 euro (e ne ho viste), ma a forza di rilanciare si arriva a 120/150, la colpa è dell’utente e si merita il sovrapprezzo.