Nippon Ichi Software è stata una delle prime case di sviluppo giapponesi a dimostrare l’intenzione di supportare Nintendo Switch in maniera significativa, rispetto alle proprie disponibilità di portafoglio prodotti. Subito per il lancio giapponese ha infatti presentato Disgaea 5 Complete, versione contenente tutti i DLC del gioco originariamente uscito per PlayStation 4 e probabilmente punta di diamante delle produzioni interne alla casa. Il tutto per successivamente confermare le strategie di sviluppo del gruppo, fermamente intenzionato a muoversi anche verso Switch con le proprie tipiche produzioni, probabilmente confermate alla luce degli ottimi risultati di prevendita del gioco in occidente. In attesa di veder arrivare conferme concrete con ulteriori nuovi titoli in sviluppo, godiamoci Disgaea 5 Complete, che come vedremo è capace di offrire abbastanza contenuti di interesse da tenervi impegnati piuttosto a lungo!

Per chi fosse a digiuno del brand, di base possiamo definirlo come uno strategico a turni. Ma a parte la definizione generica, non ha molto a che spartire con Fire Emblem, tanto per fare un nome piuttosto familiare in casa Nintendo. Il gioco infatti ha un approccio molto più complesso e stratificato, per una struttura che potremmo definire semplice da imparare ma difficile da padroneggiare. Sul campo di battaglia, ci aspetta la tipica struttura a griglia che, ovviamente, selezionato il personaggio visualizzerà le sue possibilità di spostamento e azione sull’arena; una volta però entrati in contatto con il nemico, il menù di azioni disponibili subisce una serie di variazioni, sia in relazione ad esso che al posizionamento dei nostri compagni di battaglia. Il turno infatti termina non alla selezione dell’azione da compiere, bensì con la selezione dell’esecuzione di tutte le azioni impostate ai nostri combattenti durante il corso del nostro turno di gioco. La concatenazione delle mosse di combattimento dell’esercito di guerrieri schierato sulla griglia, a quel punto, andrà a strutturarsi a seconda sia dell’ordine con il quale abbiamo impostato le mosse, sia del reciproco posizionamento delle unità sul campo di battaglia. Più difficile spiegarlo a parole che eseguirlo nel gioco, ma questo aspetto da un lato è esemplificativo dell’approccio “di gruppo” che dà in Disgaea 5 grande importanza al party nel suo insieme e alla sua costruzione in termini di rapporti reciproci tra combattenti, e dall’altro al livello di complessità e stratificazione delle concatenazioni tra elementi tipico del gioco in questione.

La complessità infatti non riguarda soltanto il campo di battaglia, ma anche (soprattutto?) l’Hub dove si svolge la fase preparatoria: in quest’area infatti potremo ovviamente gestire i diversi membri del gruppo di combattimento sotto diversi punti di vista. Se all’Ospedale potremo curarci dai danni subiti e ripristinare (dietro pagamento) i nostri valori, all’Emporio o all’Armeria potremo recuperare diversi oggetti utili per le sfide, dagli oggetti alle armi. Tutte funzioni già viste in molti altri prodotti, certo, ma con una dinamica di interazione davvero molto più profonda, anche difficile, ma indubbiamente ricca. Ogni singolo aspetto del gioco, infatti, dalla crescita delle statistiche dei personaggi, passando per la selezione degli equipaggiamenti, finendo alla scelta della classe di appartenenza del combattente…tutto si articola in maniera estremamente stratificata e intrecciata con tutti gli altri elementi di gioco. Ogni singolo oggetto, che sia essa un’arma o un’armatura, ad esempio, possono crescere di livello, indipendentemente dal personaggio, tramite una struttura che però andrà ad aumentare le statistiche e le conseguenze d’uso a seconda della classe del personaggio e delle specifiche abilità che avremo scelto di sviluppare per quel singolo protagonista. Il percorso selezionato per intrecciare i valori di combattimento quindi andrà a sfaccettarsi sempre più nel dettaglio, salvo ovviamente rendere meno efficace se non addirittura vano l’utilizzo di quel dato elemento, al variare di un altro dell’equazione. Spesso, vuoi per curiosità, vuoi per necessità, infatti, il gioco ci spingerà a ricominciare la crescita del personaggio da un punto antecedente, qualora volessimo cambiare una delle variabili coinvolte. Un processo non frustrante, anche se il rischio di sentirsi soverchiati dall’estrema abbondanza di opzioni e dall’intricato intreccio di possibilità è senza dubbio reale. Un processo però ricchissimo, grazie soprattutto all’elevato numero di classi personaggio disponibili, ciascuna con le sue dinamiche di specializzazione e crescita, che saprà dare grandi soddisfazioni a chi vorrà cimentarsi nell’esplorazione di questo dedalo di statistiche. 

2 Commenti

  1. Ti manda un po’ fuori di testa, con tutte le possibilità di costumizzazione, crescita dei personaggi ma anche degli oggetti/armi, le diverse classi a disposizione…ma niente di tutto ciò che è effettivamente complicato, perché ricco, è obbligatorio. onestamente, è consigliato vista la mole di contenuti e una giocabilità adatta alle diverse situazioni d’uso di Switch.