Ever Oasis

Per fare un'oasi, ci vuole Grezzo.

Proprio come tutte le opere dell’intelletto e della fantasia umana, uno degli obiettivi primari di un videogioco è quello di riuscire a creare attorno a sé un mondo coerente nel quale ogni tassello collima al raggiungimento del risultato finale. Ever Oasis riesce in questo intento, soprattutto se consideriamo il fatto che è il giocatore stesso a creare pian piano questo mondo. Il team di sviluppo Grezzo, dopo il buon lavoro svolto con i remake di Ocarina of Time e Majora’s Mask per 3DS, può finalmente sbizzarrirsi e proporre una IP inedita molto centrata sia dal punto di vita stilistico, sia per quanto riguarda un gameplay ben oliato che accompagna gradualmente il giocatore a livelli di complessità crescenti.

L’avventura si apre in una ridente oasi nella quale il protagonista Tethu (sufficientemente personalizzabile, inclusi sesso e nome) vive in armonia insieme al fratello e decine di altri abitanti di varie specie. Come prevedibile, l’idillio è rotto dall’arrivo di una minacciosa entità denominata Caos dalle sembianze di drago oscuro che inizia a seminare il panico, fino a distruggere l’intera oasi. Il fratello di Tethu, in un disperato tentativo di salvarci, ci rinchiude in un bulbo e ci spedisce nel mezzo del deserto, prima di essere anch’egli soggiogato dalla creatura del buio. Ormai soli, veniamo soccorsi da Esna, uno spirito dell’acqua grazie alla quale potremo intraprendere l’ardua impresa di creare una nostra oasi da zero. Questa possibilità è alla portata esclusivamente di alcuni speciali Bulbini, ovvero la razza a cui apparteniamo: insomma, una sorta di folletto arboricolo (ma niente a che vedere coi Pikmin!). Collaborando insieme, sarà possibile ampliare pian piano la nostra oasi intorno alla fonte sacra del nostro spirito.

Come potete capire, la trama ripercorre molti stilemi classici delle produzioni fantasy, ma rimane comunque un piacevole fil rouge da seguire durante le ore di gioco. Anche perché alla Storia con la S maiuscola si intreccia una vita da capo-oasi che in alcuni frangenti prenderà il sopravvento sul mero brandir di spada. L’obiettivo è infatti quello di aumentare il numero di abitanti del nostro villaggio attirando viandanti e turisti. Nel grande deserto vivono diverse tribù, ognuna con le proprie caratteristiche: abbiamo i Dra, lucertole guerriere dal carattere solitario; i Serkah, orchi non certo famosi per i loro modi pacati; ed infine i  Lycona, conigli abili nel combattimento. Ma come si riesce a far arrivare questi alleati nella nostra oasi? I metodi sono differenti: si può soccorrere qualcuno perso in un luogo remoto, oppure si può cercare di prenderli per la gola dopo aver sentito alcune voci di corridoio su viandanti interessati a determinate merci. Infatti, benché non esattamente portati per i combattimenti, i Bulbini conservano dentro di sé un seme dal quale può crescere una Bulbottega, ovvero un bazar nel quale è possibile vendere e acquistare una varietà incredibile di prodotti: da gustosi spuntini e rinfrescanti bibite, a stilosi scialli e più pratiche coperte, passando per buffi palloncini e graziose girandole. Per far germogliare questi negozi sono richiesti due elementi fondamentali: una somma sufficiente di acquagemme, ovvero la valuta interna al gioco che si trasforma in una simbolica pioggia benefica che irrora il terreno, e la felicità del futuro gestore dell’attività. E allora la nuova domanda diventa: come si fa ad ottenerli?

    

Per quanto riguarda le acquagemme, dopo una somma iniziale donataci da nostro fratello proprio con l’intento di dar vita ad una nuova oasi, il metodo più facile (nonché quello principale) è riscuotere i profitti delle bulbotteghe alla fine di una giornata di lavoro. Infatti, man mano arriveranno sempre più Pingufi, adorabili uccelli dalle tasche belle piene pronti a spendere e contribuire alla sopravvivenza del villaggio. Ma come accade nella realtà, è necessario mantenere un’offerta sufficiente al pubblico, quindi la sera è buona abitudine passare da ogni negoziante e provvedere ad eventuali carenze di scorte. Tuttavia, ogni bottega richiede materiali differenti per creare i suoi prodotti, quindi bisogna mantenere variegato il nostro inventario. Anche perché la fornitura di uno specifico ingrediente è spesso la chiave per riempire l’indicatore di felicità dei Bulbini, come anche il recupero di un suo avere disperso nei meandri del deserto. Quindi, per ricapitolare: viandante, felicità, nuova bulbottega, acquagemme (prima in uscita, poi in entrata), materiali. Quindi rimane l’ultimo tassello: dove procurarsi le risorse?

Se si tratta di frutta e verdura, una possibile fonte è il nostro vivaio. Piantando alcuni semi nel terreno e aspettando un paio di giorni (nel gioco), potremo far crescere una sempre più ampia gamma di colture da impiegare soprattutto nella fornitura dei negozi legati al cibo. Ma per quelli di moda o oggettistica sono necessari altri tipi di materiali. Siamo quindi costretti ad uscire dalla nostra oasi in caccia di risorse: ad attenderci ci sono le dorate dune del deserto che pullulano di succosi cactus, ma anche di pericolose creature. Il Caos ha avuto ripercussioni anche sulla fauna locale, trasformando gli animali in mostruose fusioni che, una volta sconfitti, possono lasciare alcuni oggetti utili come peli, squame e artigli. Ogni zona è abitata da determinati mostri a cui corrispondono determinati materiali, con la naturale conseguenza che il nostro inventario si allarga sempre di più con il proseguo dell’avventura e la scoperta di nuove zone. Ma bisogna fare attenzione all’orario di esplorazione, visto che di notte i nemici saranno decisamente più agguerriti (e se non si è ben equipaggiati, la differenza si percepisce eccome). Dopo i primi combattimenti e il raggiungimento del primo villaggio, è possibile creare una squadra di tre elementi (Tethu sempre obbligatorio) che possono essere manovrati a rotazione premendo la freccia direzionale. Ogni tribù ha la sua arma caratteristica (ad esempio, tutti i possenti Serkah impugnano grossi martelli), ad eccezione dei Bulbini che invece possono utilizzare spade, balestre, bolas o bacchette magiche.

Qualunque sia l’assetto scelto, si hanno a disposizione due attacchi: uno veloce ma non molto forte, e uno forte, ma più lento a caricarsi. Col tasto L è possibile agganciare i nemici, con una telecamera che compie a dovere il suo compito e fornisce (quasi) sempre una buona inquadratura della battaglia, senza eccessivi disorientamenti. In generale, la difficoltà si attesta su livelli medio-bassi, sia per quanto riguarda le capacità richieste dal sistema di combattimento, sia per la tenacia dei nemici, benché una loro buona differenziazione richieda sempre un attento studio dei movimenti per sapere quando attaccare e quando schivare. Tethu ha anche la facoltà di generare un vento magico con il quale stordire alcuni nemici e spazzare cumuli di sabbia sotto il quale trovare tesori (o mostri in agguato!). E sebbene il protagonista sia un piccolo Bulbino, sconfiggendo i nemici è possibile acquisire punti esperienza con cui crescere di livello e migliorare le proprie statistiche.

4 Commenti

    • Grazie! ^^ Ha sorpreso positivamente anche me: un po’ mi aveva incuriosito durante il Treehouse Live, ma non pensavo così. Non ho provato la demo (per ovvi motivi), ma spero gli renda giustizia.

    • In effetti le prime ore di gioco sono un’introduzione soprattutto delle dinamiche “gestionali”, ma man mano i momenti di esplorazione e di combattimento diventano più frequenti (fino alle battute finali, dove tutto diventa così frenetico che per un po’ si è troppo impegnati a cercare di debellare il Male per pensare se la tua bulbottega ha i magazzini ben riforniti XD).