Splatoon è stato forse il miglior gioco di un’intera generazione di home console Nintendo: il Wii U, infatti, come sappiamo, ha avuto enormi difficoltà commerciali, ma nonostante l’avversione del grande pubblico verso questa console, il primo episodio della nuova serie sparatutto di Nintendo ha saputo stupire e attrarre come mai ci si sarebbe potuto aspettare prima della sua uscita. Lo stile estetico adottato, l’approccio moderno e originale al mondo di gioco, le dinamiche di interazione online in un titolo cooperativo a squadre, la cura per ogni dettaglio, compreso il single-player, hanno proiettato Splatoon nell’Olimpo videoludico della passata generazione, tanto da riuscire a vendere oltre 4 milioni di copie su una base installata irrisoria, e da riuscire a imprimersi nella memoria collettiva come una nuova icona videoludica. Non stupisce, quindi, che sin dalla presentazione di Switch lo scorso gennaio, Nintendo abbia voluto affiancarvi il marchio di Splatoon: non con un porting migliorato, come per Mario Kart 8 Deluxe, ma con un vero e proprio seguito.

Splatoon 2, annunciato sin da subito, in arrivo in una finestra temporale vicina a quella del lancio della console, per poi ribadire il peso commerciale dell’iniziativa con il primo bundle ufficiale a livello globale e, tanto per non farsi mancare niente, una coppia di JoyCon cromaticamente ispirati agli inchiostri di gioco e ben due demo online (un Testfire e uno Splatfest) a scandire il ritmo di attesa dell’uscita sugli scaffali. Uscita ormai imminente, tanto che siamo pronti ad accompagnarvi nella recensione della versione definitiva di questo titolo tanto atteso.

Splatoon 2 è un seguito diretto del primo capitolo. In quanto tale, condivide con il capostipite numerosissimi elementi cardine, dalla struttura suddivisa tra shooter cooperativo online e action-platform single-player offline, all’estetica moderna ed irriverente al sistema di controllo. Molti aspetti, quindi, non sono nuovi per i più, ma è giusto fare un breve riassunto per i neofiti che, viste le difficoltà della precedente console ad aprirsi al mercato, immaginiamo possano essere molti. Splatoon è uno sparatutto in terza persona che ci mette nei panni di originali e coloratissimi protagonisti metà antropomorfi e metà zoomorfi, capaci infatti di mutare forma, trasformandosi da ragazzi/ragazze in simpatici calamari. In forma umanoide, i nostri possono utilizzare svariate armi e utensili di attacco o difesa, mentre sotto forma di molluschi sono in grado di nuotare e saltare con prestazioni notevolmente migliorate, all’interno di un liquido colorato simile a inchiostro (precedentemente sparato dalle stesse armi di cui sopra). La particolarità risiede nel fatto che ciascuno “Squid” può attraversare senza danno (e contemporaneamente ricaricare la propria arma) soltanto le pozze del suo stesso colore, mentre resterà danneggiato dal liquido di colore avverso. Punto cardine della giocabilità di base è che il titolo più che all’attacco dei nemici, punta alla copertura del terreno di gioco attraverso il nostro inchiostro, per scontri a squadre su base cromatica: al termine del turno, vincerà la squadra che complessivamente sarà stata in grado di ricoprire la percentuale più grande di terreno a disposizione. Questo approccio di massima si articola poi in diverse modalità di gioco, con regole specifiche ad organizzare il flusso di partecipazione (scandito da una rotazione di mappe online predeterminata da Nintendo) alle Turf War e alle battaglie “Classificate” (accessibili solo dopo aver raggiunto un determinato valore partecipando all’avventura single player o a partite libere online), divise nelle modalità Rainmaker, Splat Zones o Tower Control. Per meglio prendere confidenza con i controlli e le dinamiche di gioco, è inoltre disponibile anche una modalità storia adibita al gioco in single, tramite cui farsi le… branchie, entrando per altro maggiormente all’interno delle dinamiche narrative oltre che ludiche di questo universo finzionale.

Tutto questo è ancora presente nel seguito, che però si arricchisce di svariati nuovi elementi. Da un lato, troveremo nuove mappe di gioco sfruttabili nelle modalità già viste nel primo capitolo: inutile dire come la loro struttura possa andare a determinare in maniera profonda le dinamiche di approccio alla conquista territoriale del campo di gioco, soprattutto una volta presa confidenza con la conformazione stessa delle arene; dall’altro lato troveremo nuovi set di armi, tendenzialmente raggruppate in principali, secondarie e speciali, suddivise tra Shooter, Roller, Charger, Slosher, Splatling, ma anche le nuove Dualie (perfette per gli scontri ravvicinati e in grado di offrire anche mosse di evasione rotolanti) o le Brella (a forma di ombrello, in arrivo dopo il lancio e capaci di creare scudi di difesa nelle partite multiplayer). Ma non finisce qui: il seguito infatti introduce anche una nuova modalità di partite multigiocatore online, pronta a rimescolare parecchio le carte in tavola. Completamente inedita infatti risulta la modalità Salmon Run, capace di mettere insieme squadre di 4 giocatori (sia online che in locale) per affrontare in un arco di tempo limitato 3 ondate di nemici di difficoltà crescente gestite dall’AI del computer, con lo scopo di raccogliere le Uova Dorate sconfiggendo i boss nemici. Le dinamiche di gioco convincono, soprattutto in termini di varietà rispetto alle sfide online già viste nel primo episodio, con un discreto grado di coordinamento richiesto e soprattutto di strategia: prestare attenzione al livello della marea per l’individuazione del posizionamento del canestro di uova, piuttosto che prestare attenzione alle uova sparse per il livello per non lasciarle in balia dei nemici, sempre pronti e recuperarle, o ancora rianimare un alleato o distrarre i nemici una volta “splattati” dagli stessi per consentire al gioco di squadra di prevalere. Sempre e comunque.

11 Commenti

  1. Una domanda semplice : quante ore servono per completare la modalità storia al 100%?
    Cmq spero in futuro che la campagna non sia di nuovo a livelli ma che abbia una sua storia. Per fare un esempio terra terra un po’ come la campagna di ratchet e clank (così un nome a caso. solo per far capire cosa intendo. ). Con i personaggi di splatoon e la fantasia di nintendo secondo me verrebbe una cosa fighissima.

    • Non ci sono opzioni di split screen/multiplayer locale con una sola console. Se ti riferisci alla possibilità di giocare online in due, non saprei perchè non ho ancora provato. Posso provare, ovviamente. Diciamo che in ottica multiplayer locale il focus è l’interpretazione di Switch come console portatile, cioè ciascuno con la sua console/schermo