Yoshi Switch

Le due facce del prossimo Yoshi

Durante lo Showcase di Nintendo all’E3 i fan della casa di Kyoto hanno avuto di che gioire, in salsa Switch: oltre a uno sguardo approfondito a tutti i titoli in arrivo nel corso dell’anno, infatti, sono state anticipate due vere e proprie bombe come Pókemon e Metroid Prime 4. Titoli presumibilmente ancora lontani, per sopperire alle cui lacune contenutistiche Nintendo ha deciso di offrire scampoli di prodotti forse meno eclatanti, ma ben più vicini al completamento e, di conseguenza, alla nostra fruizione. Nel dettaglio, un nuovo Kirby (con tanto di funzione multiplayer) sviluppato da una sempre più prolifica Hal Laboratory, e un nuovo inedito e frizzante capitolo di Yoshi. Le particolarità? Che è affidato a Good Feel, che tanto bene ha fatto col simpatico dinosauro in Wholly World per Wii U e 3DS, e che sia basato su Unreal Engine 4. Una prima assoluta per un franchise della casa di Kyoto.

A Milano abbiamo avuto modo di assistere a una dimostrazione delle peculiarità di questo nuovo titolo, in arrivo nel corso della prima metà del prossimo anno. Di base il gioco appare molto familiare, con un tipico approccio a scorrimento orizzontale per un platform bidimensionale fatto di grafica 2.5D dai contorni estetici molto pastellosi e colorati. Ritmo non frenetico, esplorazione attenta alla ricerca di numerosi collezionabili. Cosa c’è di nuovo allora? Sostanzialmente due aspetti principali, uno legato al l’estetica è uno al lato ludico. Cominciamo con il primo: niente più stoffe, fili e tessuti a distinguere il mondo di gioco, bensì un approccio olistico votato al realismo ottico retinico. Realismo? Voi direte…è been sì, perché osservando da vicino il mondo di gioco, ci accorgeremo che tutto ha radici materiche, come se ci trovassimo sul diorama fatto da un bambino. Ed effettivamente, soffermandosi in certi punti che offrono una visione più ampia del mondo di gioco, ecco che scopriremo (almeno nel livello della demo) di essere davvero nella ca erects di un bambino. In una cornice che ricorda davvero da vicino quella di Toy Story, ogni elemento costruttivo dei livelli è segretamente fatto con bastoncini di legno, rotoli di carta igienica, scatole del latte, confezioni di succhi di frutta, lattine…tenute assieme con pezzi di scotch o filo di spago, colorate con pennellate approssimative e via dicendo. Un registro linguistico visivo meno univoco rispetto a quanto visto nel capitolo Wii U di Yoshi (interamente fatto di gomitoli di lana) o anche di Kirby (creato nel pongo), ma al contempo più variegato e ricco. Nonché intrinsecamente legato all’elemento distintivo sul versante ludico. Sì, perché tutti questi sotterfugi costruttivi sono intuibili ma non evidenti, agli occhi della telecamera frontale, ma escono allo scoperto andando…dietro le quinte.

Il gioco infatti è si un platform 2.5D, ma dotato di effettiva profondità di campo, consentendo al prode Yoshi di addentrarsi…dentro i livelli, portando la telecamera a posizionarsi sul lato opposto del punto di vista,con un ribaltamento di campo di 180 gradi (per proseguire da “dietro” i livelli, Yoshi dovrà procedere verso sinistra, per intenderci) che ovviamente svela tutti i segreti celati alle spalle delle “quinte teatrali” che compongono muri, pareti, piattaforme del livello. Visivamente, potremo quindi osservare tutte le piccole particolarità di questa scelta stilistica, svelando le parti nascoste e non colorate del diorama, i tubi marroncini non pitturati, i fili nascosti, i pezzi di legno o i cartoni del latte che facevano da sostegno al percorso e così via…ma soprattutto, potremo agire di conseguenza. Dal lato di osservazione opposto, infatti, sarà possibile scovare percorsi altrimenti inaccessibili, eliminare avversari apparentemente irraggiungibili, attivare leve altrimenti nascoste e così via. Il cambio di punto di vista sarà a volte opzionale, legato al raggiungimento di tutti i numerosi collezionabili nascosti in ciascun livello; altre volte obbligatorio, per poter superare un ostacolo ambientale e proseguire così nell’avventura fino al raggiungimento del traguardo.

Yoshi per Switch, ancora senza un nome ufficiale, arriverà nel corso del prossimo anno e già promette di ripetere le buone cose viste con l’episodio Wii U, dopo tanta mediocrità passata sui diversi portatili di casa Nintendo. Good Feel sembra davvero ispirata, sia sul versante ludico che stilistico, senza contare come, grazie all’Unreal Engine 4, Yoshi non sia mai stato così bello da vedere. 

3 Commenti

  1. Il trailer all’E3 mi aveva entusiasmato, ma il gameplay al Treehouse Live mi ha un po’ deluso.
    Niente da dire dal punto di vista stilistico, anzi, adoro l’idea del cartone e derivati: quando ho scoperto che sul retro si potevano ancora vedere etichette, immagini delle scatole di fiammiferi e pezzi di giornale, sono andato in brodo di giuggiole! *o*
    Anche l’idea del ribaltamento è molto stimolante, ma non mi è andato giù che non sia una meccanica da poter utilizzare liberamente. Quindi dobbiamo farci ogni volta lo stesso livello due volte: spero non sia solo una trovata per allungare il brodo e lesinare sulla quantità di livelli.

    • Alla dimostrazione hanno detto niche la struttura divisa tra le due facce dei livelli è solo dimostrativa. Credo che il gioco finale avrà un unico livello con possibilità di muoversi all’interno