Miitopia

Un gioco di ruolo coi Mii? Funziona!

In sede di recensione, alcune testate straniere hanno deciso di non dare un voto o un giudizio a Miitopia, citando la sua particolarità nel panorama video-ludico, e la difficoltà di incasellare il gioco in un genere in particolare. Niente di più sbagliato: tali recensioni, in realtà, fanno emergere molto chiaramente la difficoltà di alcuni videogiocatori “veterani” ad aver a che fare con dei prodotti non a loro indirizzati, e spesso a bistrattarli come non-giochi.

Si mettano quindi le cose in chiaro: Miitopia è sì un videogioco, ed è in realtà molto più classico di quanto possa sembrare. Non è un Libera Mii più esteso, o perlomeno non lo è più di qualsiasi altro gioco con combattimenti a turni. Miitopia è un gioco di ruolo “leggero”, con meccaniche ridotte all’osso e grande enfasi sui Mii, e sulle loro interazioni. 

In effetti, la particolarità del gioco sta nel fatto che i protagonisti sono proprio gli avatar di Nintendo. In Miitopia, i Mii possono essere assegnati ai ruoli principali (gli eroi del party, e quei personaggi in posizioni chiave nella storia), prendendoli dal Centro Creazione del 3DS, dalle isole di Tomodachi Life, attraverso un codice QR oppure creandoli ex-novo. I personaggi secondari (ad esempio, gli abitanti dei villaggi) sono invece assegnati casualmente prendendoli da Internet o da Mii creati dagli sviluppatori. I Mii donano al gioco un’atmosfera spensierata, e rendono le situazioni buffe e divertenti; ad ogni personaggio del party si può assegnare un aspetto del carattere (prudenza, caparbietà, etc.) e questo influisce sui dialoghi e sul comportamento. La storia è ovviamente molto semplice, seppur grottesca: Il Duce del Male si è impossessato dei volti dei Mii, che utilizza per creare dei mostri e seminare il terrore. In pratica, ogni nemico affrontato nel gioco ha un volto di un Mii (od una parte di esso), che torna al suo proprietario una volta sconfitto. Alcuni bonus di gioco ed abilità sono elargiti sulla base dei volti “salvati”; se i nemici tradizionali hanno volti “anonimi”, i boss saranno in possesso di volti chiave nella trama (per esempio, quello del re).

Miitopia è un gioco di ruolo stilizzato, il che non è decisamente un male. La mappa di gioco è divisa in due tipi di aree: i villaggi o altri luoghi chiavi, nei quali si può muovere il personaggio liberamente (anche se sono solitamente aree molto piccole e semplici), per farlo parlare con gli altri Mii; e i percorsi da esplorare. In questi ultimi, il party si muove, da sinistra a destra, autonomamente, mentre il videogiocatore deve scegliere la direzione ai bivi, oppure se compiere o meno alcune azioni (aprire un forziere, guardare tra i cespugli). Le aree da visitare sono molte ed i bivi incentivano ad esplorarle più volte, alla ricerca di ogni segreto. Lungo i percorsi, ci sono i consueti combattimenti casuali.

Le uniche due parti del gioco che richiedono davvero una pianificazione attiva sono le battaglie (che comunque possono essere impostate come automatiche) e le pause tra un percorso e l’altro. I combattimenti sono a turni, con un gruppo di massimo quattro personaggi; il videogiocatore può dare comandi solamente al protagonista, mentre gli altri eroi sono gestiti dal computer. Le azioni sono piuttosto standard: attacco, abilità e magie, e così via. La differenza tra i personaggi sta nelle classi ai quali sono assegnati: ladro, mago bianco, guerriero, e così via. Niente di trascendentale per chi conoscere il genere, ma un’aggiunta utile a variare un po’ l’azione di gioco e donare un pizzico di strategia alle basilari battaglie.

Se è vero che non c’è molto da decidere durante queste fasi, gli effetti di molti attacchi dipendono dalle relazioni tra i personaggi… Ed è qui che il gioco diventa un po’ Tomodachi Life. Al termine di ogni percorso, i personaggi si riposano in una locanda, dove recuperano punti vita e magia. Qui, si può interagire con i membri del party in diversi modi: mettendoli a dormire nella stessa camera, per aumentare la loro affinità (il che ha appunto un effetto positivo durante le battaglie, ad esempio potenziando alcuni attacchi); dando loro da mangiare i cibi ottenuti dai nemici; pagandoli affinché acquistino armi ed equipaggiamenti vari o oggetti curativi; oppure osservando cosa fanno. Rispetto Tomodachi Lifel’aspetto life-sim è molto essenziale e finalizzato a potenziare le battaglie, ma è ben integrato nel gioco. Certamente, viste le limitate possibilità, potrà venire presto a noia, così come l’avanzamento nel regno.

In effetti, il difetto più grande di Miitopia è la sua ripetitività. Dopo le prime ore di gioco, si è già visto più o meno tutto ciò che il gioco ha da offrire. Il che non è decisamente un limite: si può giocare a Miitopia “in sottofondo”, magari facendo altro, anche grazie alla possibilità di velocizzare l’azione di gioco tenendo premuto un tasto. Inoltre, Miitopia può creare dipendenza, grazie alla struttura del suo sistema di gioco: molto schematico, veloce, e incentrato sul completamento delle aree e sulla collezione di oggetti. Al contempo, Miitopia è anche molto demenziale e buffo: i Mii non si prendono mai sul serio, e la trama è decisamente sopra le righe. Per questo motivo, è anche un peccato saltare le occasionali scenette tra i personaggi che si palesano di tanto in tanto durante l’esplorazione, o mentre ci si riposa alla locanda. Tutto il gioco è presentato come se fosse uno spettacolo teatrale, altro elemento affascinante e di impatto (grafica e comparto sonoro fanno il loro dovere).

In realtà, al di là di chi ama i Mii oltre ogni cosa, Miitopia è un gioco perfetto per i videogiocatori giovanissimi; è uno di quei giochi che potrebbe iniziare i più piccoli al genere dei giochi di ruolo (un po’ come Pokémon), e che un genitore potrebbe regalare senza troppe preoccupazioni. Da questo punto di vista, Nintendo è stata maestra nel creare un gioco accessibile, divertente e senza pretese, che certamente non potrà rivaleggiare con franchise come Final Fantasy Dragon Quest, ma che mantiene una sua identità ben definita. Il voto riflette quindi la qualità di Miitopia nel panorama dei videogiochi, ma può essere tranquillamente cambiato sulla base della categoria cui è rivolta la recensione. Inoltre, la demo disponibile su eShop fornisce una panoramica perfetto di che tipo di gioco sia Miitopia, e potrà convincere gli indecisi ad acquistarlo o meno.

4 Commenti

    • Come ho scritto, è un gioco indirizzato ad un certo tipo di pubblico. Per un bambino, è un gioco da 9: lineare, semplice, divertente. Anche per chi ama i Mii, il gioco piacerà molto. Per tutti gli altri, magari lo si può recuperare a poco, o provare la demo per capire se sia l’esperienza giusta 😉 detto ciò, io mi sono divertito molto con Miitopia, nonostante la ripetitività e la semplicità del gioco.