Cosa hanno in comune Mario e i conigli pazzi di Ubisoft? La passione per i videogiochi espressa dal capo sviluppatore della divisione italiana della casa francese,  Davide Soliani. Da qui, dal suo amore per l’intrattenimento elettronico e in particolare per le creature nate dalla fantasia di Shigeru Miyamoto, nasce il bizzarro progetto che abbiamo ora tra le mani. Un crossover tra i Rabbids, mascotte che esordirono sull’amato Wii ergendosi a simbolo controverso del suo successo, con produzioni fuori dagli schemi e sopra le righe di grande impatto commerciale ma di qualità altalenante, e il Regno dei Funghi. Quasi a voler sottolineare però la natura assai più classica in termini di contenuti e target che caratterizza Switch rispetto al glorioso passato di Nintendo, ecco che appunto i conigli non solo si presentano oggi accompagnati dall’idraulico baffuto, ma abbandonano il genere party game per addentrarsi niente meno che in quello degli strategici a turni. E allora partiamo, insieme, alla scoperta di questo inusuale viaggio ricco di sorprese.

Il titolo in questione come detto vede la commistione tra due mondi lontani, tenuti assieme in maniera egregia: l’incipit narrativo vede una ragazza del mondo reale, grande appassionata di Nintendo, intenta a creare un particolare visore dotato di Intelligenza Artificiale in grado di fondere tra loro due oggetti, con l’obiettivo di risolvere il problema energetico del globo. Purtroppo per lei, però, i pazzi conigli francesi arriveranno nella sua stanza-laboratorio a sua insaputa, a bordo dell’infausta lavatrice-macchina del tempo, iniziando a creare scompiglio. Cosa più preoccupante, uno di loro si impossessa del visore e, non sapendo come utilizzarlo, ecco che inizierà a fondere tra loro amici e oggetti, ma anche…mondi. Centrifugati dalla lavatrice, i conigli e il merchandising di Nintendo sparso per la stanzetta porteranno alla creazione di un vortice spazio temporale che guiderà l’invasione dei Rabbids nel Regno dei Funghi. Per fortuna del nostro eroe, non tutti gli antipatici animaletti verranno corrotti in negativo dal tecnologico artefatto, visto che alcuni verranno fusi con elementi tipici degli amici di Mario, dando così vita a Rabbid Peach e compagnia cantante, pronti a dare manforte al famoso avventuriero in salopette. Ma sarà davvero una fortuna? Forse sì, grazie alla mediazione e all’intervento del simpatico robottino arrivato come incarnazione dell’AI ideata dalla ragazza dell’introduzione: con la sua guida potremo scoprire le dinamiche alla base del gioco e dell’avventura.

Il titolo infatti ci permette di scoprire, con discrete fasi di esplorazione legate alla scoperta di un elevato numero di collezionabili di natura diversa, di andare alla scoperta di un Regno dei Funghi corrotto dall’arrivo dei pazzi conigli di Ubisoft: le consuete forme morbide e arrotondate vengono sostituite da enormi blocchi spigolosi, mentre i Goomba vengono torturati dai nuovi invasori. Il territorio si divide in quattro aree principali, tra pianure, deserti, vulcani e paludi tenebrose, ciascuna delle quali offre spunti di navigazione interessanti, potendo scoprire bivi o scorciatoie capaci di portarci alla raccolta di monete (importanti nell’evoluzione della crescita del nostro armamentario), di globi luminosi o forzieri nascosti, contenenti artwork o modelli da osservare nell’apposito museo, piuttosto che elementi di gioco veri e propri (armi, in particolare). Queste fasi di esplorazione risultano dense di significato sia ludico che di collezione, ma sanno anche farsi apprezzare per gli sguardi sul panorama che sono capaci di offrire: questa versione del mondo di Mario, infatti, non solo offre una bizzarra ma apprezzabile direzione artistica, ma anche una più che discreta ispirazione in termini di scenari e contenuti (a volte esilaranti, come i due Rabbids pensionati che scuotono la testa davanti a uno dei cantieri di lavoro dei loro compagni più giovani). L’originalità con cui vengono ripresi e trattati scenari tipicamente marieschi e il livello di cura e dettaglio sospinti dal team di sviluppo all’interno del progetto sono palesi (osservare i pesci che nuotano sotto la superficie di uno specchio acquatico dai colori brillanti come il mare al tramonto, in un punto tendenzialmente fuori dalle inquadrature usuali, arriva quasi ad emozionare l’osservatore più attento) e confermano sia l’amore del gruppo di lavoro italiano per le proprietà intellettuali della casa di Kyoto che l’attenzione dello stesso Miyamoto nella supervisione del progetto.

8 Commenti

  1. Non avendo esperienza con i giochi strategici a turni, mi sono buttato su questo titolo con un po’ di perplessità. Mamma mia! Mi ha subito inchiodato allo schermo fino a tarda ora! Il sistema di gioco è fruibilissimo e parecchio divertente, ma soprattutto ci si mette davvero poco tempo ad entrare nella dinamica degli scontri. Magari mi è sfuggita, ma non ho visto una mappa dei mondi e secondo me sarebbe utile.

    • Non proprio una mappa, ma a un certo punto, a metà del primo mondo, avrete accesso all’HUB di gioco, da cui verificare la disposizione dei diversi “Quadri” e tante altre diverse aree interessanti (legate al party, all’equipaggiamento, all’osservazione dei collezionabili, alle missioni cooperative eccetera)

  2. “Mario + Rabbids Kingdom Battle era inaspettato: quando trapelò il concetto, molti lo attaccarono senza ritegno, adducendo alcune tra le scuse e le critiche aprioristiche più trite dell’ambito videoludico”.
    Alla facciaccia di chi non è mai disposto a sperimentare qualcosa di nuovo! #tié #ciapalì