L’eShop che verrà: Mulaka

Lo sciamano di una tribù messicana in viaggio per salvare un mondo abitato da spiriti e creature mitiche.

Eccoci di nuovo con L’eShop che verrà, la rubrica più amata di sempre (*dal sottoscritto). Il nostro viaggio nell’immenso ecosistema dei giochi indie ci sta conducendo nelle direzioni più variegate, facendoci scoprire la biodiversità di un sottobosco che pullula di vita e di vitalità. E come in ogni bioma, bisogna stare attenti ai cacciatori, soprattutto se appartengono ad una tribù rinomata per la loro ferocia.

Il gioco di oggi è un action-adventure in 3D sviluppato da Lienzo, compagnia messicana il cui nome, in spagnolo, vuol dire “tela”. Non c’è quindi da stupirsi che una delle componenti che prima colpisce di Mulaka è proprio il suo particolare stile grafico low-poly, con la natura espressa da forme geometriche appena abbozzate, ma che riesce a trasferire perfettamente la vastità della Sierra messicana.

Il protagonista del gioco è un Sukurúame, termine che indica lo sciamano all’interno della tribù dei Tarahumara, popolo centro-americano discendente delle civiltà precolombiane. Nonostante l’arrivo dei Gesuiti e la feroce repressione che ha caratterizzato la storia di questa zona geografica, questa popolazione esiste ancora oggi nello stato di Chihuahua, dove si è integrata alla vita moderna, pur mantenendo fede ad alcune tradizioni, come riti e danze propiziatorie. Per rendere il gioco il più fedele possibile alla realtà, gli sviluppatori hanno lavorato in collaborazione con diversi antropologi, e il risultato è un’attenta rappresentazione della cultura dei Tarahumara, arricchita da aspetti videoludici che richiamano usi descritti in libri e diari dimenticati. Persino i dialoghi sono doppiati interamente nella lingua autoctona, così come la musica ripropone i ritmi tradizionali del luogo (qui sotto potete trovare un assaggio, per capire la ricerca e la qualità espressa).

Per quanto riguarda le vicende narrate nel gioco, le semi-divinità adorate dai Tarahumara hanno assistito dal momento della creazione ad una lenta ma inesorabile corruzione del pianeta, sempre più invaso da manifestazioni della negatività imperante. Decisi a fare tabula rasa per ricominciare da capo, il compito del Sukurúame è quello di convincerli a non mettere fine all’esistenza del mondo eradicando il male. Fortunatamente, lo sciamano può avvalersi delle sue abilità nel combattimento corpo-a-corpo e di pozioni magiche per fronteggiare bestie mitiche come il gigantesco Gaonko, lo sputa-fiamme Sipabura o il divoratore di anime Rusíwari.

 

Durante l’avventura si alterneranno fasi di esplorazione nella quale far valere la nomea dei Tarahumara, celebri per essere dei grandi e resistenti corridori. Risolvendo enigmi ambientali e battendosi contro le creature di questo (e dell’altro) mondo, saremo in grado di visitare le controparti digitali di panorami unici come le aride dune di Samalayuca, le costruzioni affascinanti di Paquimé, il calmo Lago di Arareko e la grandiosa cascata di Basaseachi. Inoltre, nel nostro cammino per diventare dei Sukurúame a tutti gli effetti, potremo utilizzare poteri spirituali particolari, grazie ai quali percepire cosa si cela oltre ciò che gli occhi sono in grado di vedere o trasformarci in animali come un’aquila o un serpente.

Se ancora non siete convinti di Mulaka, sappiate che il 10% dei ricavi derivante dalla vendita del gioco sarà devoluto a ONG che lavorano sul territorio a sostegno di queste comunità. E se il vostro cuore ora è ben disposto, sappiate che per l’uscita su Switch dovrete aspettare fino ad inizio 2018. E nel frattempo, godetevi il trailer rilasciato per il recente Nindies Direct.

Tornate presto per un’altra giornata in caccia di nuovi giochi!

6 Commenti

  1. stile grafico pazzesco. Questo è quello che intendo con il “non importa la graficona ma deve essere una grafica curata”. Nel 2018 il minimo è avere la cura, almeno, nella grafica e non limitarsi ad una grafica retrò…questa esempio mi piace e la vedo ben curata. Saranno anche abbozzati ma sono abbozzati benissimo. Un po come su wiiU lo era sia Master Reebot che il suo seguito spiriturale Soul Axiom.

    • Stesso interesse. E pure a me era venuto in mente Never Alone: il gameplay era un po’ grezzo, ma i filmati sulla cultura inuit erano molto ben fatti e coinvolgenti (con tutti gli approfondimenti sulla particolarissima sfera spirituale).

    • Penso infatti che prossimamente mi interesserò anche di sciamanesimo e chi sa forse farò anche un viaggio in quei posti per una esperienza.