Se c’è un aspetto davvero ben gestito in questo titolo è quello legato alla longevità: come detto, la modalità Storia è ricca di diversi episodi tipici delle diverse saghe, arricchiti dal pizzico di reinterpretazione narrativa che ci permette di entrare attivamente all’interno degli stessi per (non) modificare il corso della storia; accanto a queste troviamo poi anche numerose missioni secondarie, attivabili liberamente parlando con i diversi NPC sparsi nell’HUB: accettandole potremo accedere a scontri in grado di fornire interessanti premi, capaci di potenziare il nostro personaggio secondo diversi parametri. Completando determinati requisiti di sistemazione temporale, inoltre, come riportato sul nostro sito è possibile anche accedere e sbloccare diverse missioni del primo capitolo, con tanto di cut scene a guidarne lo svolgimento.  Inoltre è ovviamente possibile spendere la propria voglia di lotta in diversi incontri singoli, selezionando tra vari combattenti famosi e sfidando o la CPU o altri partecipanti sia in locale che online. L’online per altro offre anche specifiche missioni legate in qualche modo più che alla storia, alla crescita del personaggio, con punti esperienza spendibili nella città HUB per personalizzare il nostro eroe. Tra modalità “arcade”, sfide online e soprattutto canovaccio del racconto principale, la carne al fuoco è davvero tanta, anche grazie a un roster davvero ampio da cui fare incetta di super poteri e mosse segrete. 

Il lavoro svolto da Bandai Namco è poi valido anche dal punto di vista tecnico. Il gioco gira a 720p nativi sullo schermo della console e a 900p su schermo TV; non raggiunge quindi il top della risoluzione possibile sui grandi schermi ma allo stesso tempo va riconosciuto come la pulizia grafica sia notevole, come le arene siano di dimensioni considerevoli e di come nel complesso anche la mole poligonale dei combattenti sia più che valida, arricchita per altro da un gradevole effetto toon shading a sottolineare la natura “anime” del prodotto. La fluidità dal canto suo soffre solamente nella città-HUB, mentre nelle fasi di combattimento il tutto sembra solidamente ancorato sui 30fps che, pur non arrivando ai 60 di console più potenti, offre animazioni e fluidità di gioco senza dubbio soddisfacenti (e quasi impressionanti in ambito portatile). Senza contare che negli scontri 1 VS 1 il frame rate sale a 60fps. Il tutto è arricchito da un sistema di controllo vario ma efficace in entrambi i set up su schermo TV, oltre che più che convincente anche in assetto “undocked”. In ultima analisi, non possiamo sottolineare come proprio la natura stessa della console offra un ulteriore livello di usabilità, sia per la possibilità di giocare ovunque che per la chance di sfide 1 VS 1 “out of the box”, grazie ai JoyCon singoli separati.

Dragon Ball Xenoverse 2 è un buon esordio per la serie su Switch: la mancata inclusione dei DLC usciti fino a oggi su altre piattaforme è quantomeno parzialmente compensata dalle missioni del primo capitolo affrontabili all’interno dell’arco narrativo del secondo episodio qui proposto; il frame rate ottimale a 60ps presente solo nelle sfide 1 VS 1 non così frequenti nelle dinamiche del titolo non pesa troppo a fronte di una fluidità più che discreta e soprattutto stabile, durante i combattimenti; la risoluzione nativa su console portatile e l’estrema pulizia grafica del cell shading utilizzato non fanno rimpiangere i mancati 1080p su schermo TV. E, soprattutto, ancora una volta entra in gioco la peculiarità della console Switch stessa che si adatta perfettamente alla produzione in questione, sia per la possibilità di accedere ovunque in qualsiasi momento a un divertente picchiaduro di ottima fattura, che per la possibilità di scontri multiplayer immediati sfruttando i doppi JoyCon. Bentornato Goku, ora non farti desiderare troppo a lungo per il nuovo episodio della tua interminabile saga.

 

7 Commenti

  1. Mah, un mio amico aveva il primo capitolo e ci ho giocato anche io qualche volta, la cosa brutta erano i personaggi, pochi, e ad esempio per sbloccare Broly bisognava aver finito il gioco e tante altre cose, ma anche altri personaggi sbloccabili avevano requisiti troppo speciali per essere sbloccati, comunque alla fine i personaggi giocabili erano pochi, ho il Budokai tenkaichi 3 per la Wii e la differenza è enorme, lì ci sono tutti in pratica.

    • Dopo controllo il numero esatto, ma la schermata di selezione dei personaggi mi è sembrata davvero piuttosto ampia. Non posso commentare sul primo capitolo, ma il secondo di carne al fuoco ne mette davvero tanta. anche perchè non è solo un normale picchiaduro 1 vs 1 e basta, ma è davvero un action-rpg con giocabilità picchiaduro negli scontri. purtroppo non sono tutti sbloccati dall’inizio, i personaggi, come invece avviene in Pokken DX…!

    • E secondo me è un pregio. Ultimamente mi sembra ci sia la tendenza a dare tutto e subito, mentre per un picchiaduro o per altri generi che puntano anche sui personaggi la possibilità di sbloccarli è uno dei punti a favore. Averli tutti fin da subito, secondo me, riduce la longevità del gioco

    • @Serpex: nelle “ri-edizioni” pure tipo Pokken per me invece è una gran cosa poter accedere a tutto da subito. Qui magari è invece diverso, non essendo il gioco mai uscito prima su console Nintendo, per cui magari almeno una parte di utenza non si sovrappone.
      @R-4in: sai che secondo me ci sono circa 50 personaggi da sbloccare? Tutto mi è sembrato tranne che scarno questo prodotto!