One Piece: Unlimited World Red – Deluxe Edition

I pirati più simpatici dei sette mari approdano nel porto sicuro di Switch.

Diciamo le cose come stanno: i videogiochi su licenza sono sempre un campo minato su cui aggirarsi. Il rischio di finire in una qualche trappola è dietro l‘angolo e spesso capita che l’impegno nello sviluppo del gioco sia inversamente proporzionale alla nomea della serie cui si ispira. Insomma, delle vere e proprie fetecchie. Fortunatamente esistono anche eccezioni, e dopo una ventina di ore passate con One Piece: Unlimited Word Red – Deluxe Edition su Switch, posso dire che possiamo tranquillamente far rientrare il titolo in esame nelle operazioni ben riuscite. Certo, ci sono dei difetti o delle carenze, ma il risultato è comunque più che godibile.

L’aspetto più riuscito è senza dubbio l’atmosfera che si respira fin dalle prime battute. Appena avviata la modalità Storia, complice probabilmente il doppiaggio originale in giapponese (con sottotioli in italiano), sembra di assistere ad uno delle centinaia di episodi dell’omonima e fortunata serie anime, nata dal genio del mangaka Eiichiro Oda. Ad aprire il gioco c’è infatti una sequenza animata di cinque minuti abbondanti che ci aiutano ad inquadrare subito la situazione, senza però perdersi in troppe presentazioni. Il massimo su cui possiamo contare sono dei piccoli riquadri con nome e “professione” dei personaggi (stiamo pur sempre parlando di pirati), il che può essere un po’ spiazzante per un neofita della saga. Sebbene questa impostazione privilegi soprattutto chi abbia già fatto conoscenza in passato di Rufy (alias Rubber) e della sua ciurma sgangherata, ciò non impedisce a tutti di godersi delle buone cutscene, intervallate da dialoghi tipici del genere shonen (rivolto principalmente al pubblico giovane maschile) con molta ironia e ritmo incalzante.

La trama ci vede sbarcare sull’isola di Trans Town, cittadina marittima che funge da hub e che ha un po’ di problemi da risolvere. Dopo aver fatto man bassa di approvvigionamenti alla locanda di Yadoya, decidiamo di aiutarla a ricostruire la città per saldare il nostro (salatissimo) conto, collaborando alla riapertura di diversi edifici, quali taverne, farmacie, musei e altro ancora. Complice l’ambientazione, scorrazzare per la città è molto piacevole, con alcuni segreti da scoprire e tante costruzioni cui appendersi. Infatti, girando nelle vesti di Rufy, possiamo sfruttare l’elasticità dei suoi arti e utilizzare il Gom Gom Rocket, grazie al quale aggrapparci ai tetti delle case e muoverci velocemente librando nell’aria, fiondandoci da una parte all’altra in un baleno.

A metter fine alla pace imperante ci pensa però lo spietato conte Red, evaso dal carcere di massima sicurezza di Impel Down e pronto a diventare il nuovo Re dei pirati. La ciurma di Cappello di paglia, ovviamente, viene coinvolta dalla sua ferocia, tanto che i diversi componenti del gruppo spariscono improvvisamente in circostanze misteriose. Spetta al pirata allungabile ritrovare i suoi compagni d’avventura, accompagnato inizialmente solo dalla penna stilografica Pato, il quale può assumere le sembianze di un tenero procione dopo aver ingerito un frutto del mare. Iniziano così una serie di missioni che ci portano a rivisitare alcuni luoghi celebri della serie, come Punk Hazard, Enies Lobby o l’Isola degli uomini-pesce. Il mistero si infittisce quando davanti a nostri occhi si parano anche vecchie conoscenze della combriccola (ad esempio, Crocodile, Aokiji e Lucci), pronti a riprendersi la loro rivincita. Come mai queste riapparizioni di punto in bianco?

 

I diversi livelli sono articolati per lo più in mappe piuttosto basilari, con al massimo qualche biforcazione qua e là. Le ambientazioni sono però belle da vedere ed abbondantemente colorate, il che rende l’esplorazione comunque piacevole, sebbene sicuramente non il punto forte del gioco. Decisamente migliore il sistema di combattimento, punto focale in un titolo d’azione hack ‘n’ slash come questo. Prima di ogni missione possiamo scegliere tre componenti fra i 9 disponibili a formare la squadra, ognuno con le sue abilità e il suo stile di lotta: abbiamo l’approccio molto più aggressivo di Rufy e dello spadaccino a tre-lame Zoro, quello più ragionato del cecchino Usopp e della bella Nico Robin (capace di far spuntare braccia e gambe a distanza), oppure quello misto della renna Chopper, utile da avere in squadra in quanto medico di bordo. Ma poi ci sono anche il cuoco Sanji (specializzato in calci infuocati e manicaretti roventi), la navigatrice Nami col suo bastone capace di generare fulmini a comando, il robotico Franky con le sue braccia esplosive (letteralmente) e il simpatico, seppur scheletrico Brooke, esperto violinista alto 2 metri e mezzo. Il parterre proposto è ampio e ben caratterizzato, sia caratterialmente che dal punto di vista delle doti atletiche: la varietà è assicurata, permettendo ad ognuno di scegliere il personaggio che più si adatta ai propri standard. E la possibilità di sceglierne tre e ruotare fra di essi a piacimento durante la missione consente anche di poter rischiare combinazioni con stili che presi singolarmente non si sarebbe in grado di gestire.

1 commento