Koei-Tecmo e Nintendo collaborano da molto tempo allo sviluppo di titoli esclusivi per le console della casa di Kyoto e, nell’arco degli ultimi anni, questo tipo di partnership si è concentrata prevalentemente su classici titoli “Mosou”, marchio di fabbrica della casa giapponese: prodotti fortemente improntati all’azione, ci mettono nei panni di numerosi guerrieri pronti ad affrontare orde e orde di nemici, alla conquista delle aree di gioco presenti all’interno dell’arena. L’esempio più importante in questo ambito è senza ombra di dubbio stato Hyrule Warriors, titolo ambientato all’interno dell’universo finzionale della saga di Zelda che ci ha permesso (prima su Wii U e poi su 3DS) di impersonare moltissimi personaggi del famoso brand, controllandone direttamente movimenti e attacchi coreografici: un’operazione che ha saputo incontrare il favore di molti, sia a livello di critica che di mercato, diventando uno dei Warriors di maggior successo sul mercato occidentale, arricchendone la formula di base con piccole e grandi novità derivate dal franchise di Link. Sì, perché al di là di una discreta cura tecnica, l’aggiunta di “lock-on”, boss di livello, strategie di combattimento basate sull’utilizzo di diversi accessori dell’equipaggiamento dei combattenti hanno saputo offrire quel pizzico di sale in più capace di soddisfare diversi palati. Quando, di conseguenza, durante l’evento di presentazione di Switch venne annunciato Fire Emblem Warriors, in molti hanno gioito, pregustando un altro sapiente mix di elementi d’azione in comunione con alcune caratteristiche fondanti del brand di casa Nintendo. Il momento del giudizio è finalmente giunto, per cui eccoci qui, pronti a scendere sul campo di battaglia.

Il gioco sviluppato da Koei Tecmo conserva  tutte le caratteristiche principali del filone Mosou, fatto di tanta azione frenetica e orde di nemici da affrontare e debellare attraverso l’utilizzo di svariati protagonisti. Il tutto rivisitato in chiave Intelligent System, ovviamente. Nel dettaglio, il novero dei guerrieri giocabili si aggira attorno alle 25 unità, di molto superiori a quelle di partenza viste in Hyrule Warriors: d’altronde il bacino da cui attingere è senza dubbio più vasto, nonostante i due team di sviluppo (anzi 3: Omega Force e Intelligent System sono stati infatti affiancati dal Team Ninja, vecchia conoscenza degli hardware Nintendo) abbiamo preferito concentrasi su tre capitoli della serie in particolare. Tutto il roster infatti è suddiviso tra eroi ed eroine provenienti dai mondi di Shadow Dragon (primo episodio ripreso qualche anno fa su Nintendo DS), Awakening e Fates. Una scelta che ha lasciato un po’ l’amaro in bocca agli appassionati di vecchia data, affezionati ad esempio a Ike e agli altri protagonisti della grande accoppiata Path of Radiance/Radiant Dawn uscita su GameCube e Wii, ma che ha ovviamente una grande motivazione commerciale alle spalle. Il rilancio della serie, infatti, è avvenuto a livello di mercato proprio con la ponderata pianificazione degli episodi per 3DS, da cui è poi stata mutuata una completa ristrutturazione del brand e del suo team di sviluppo, capace di portarci nell’arco di pochissimo tempo svariati progetti di diversa natura (dal remake di Shadow of Valentia al remunerativo Heroes su mobile, senza dimenticare il già confermato primo capitolo principale in HD in arrivo sempre su Switch nel corso del prossimo anno); tutte operazioni che hanno reso un franchise sull’orlo della chiusura (vedasi il “fratellastro” Advance Wars) a diventare al contrario uno dei pilastri dell’immagine mondiale della casa di Kyoto. A rincuorare i più, in ogni caso, subentrano sia personaggi nuovi ed inediti (i due fratelli protagonisti della trama creata ad hoc per l’occasione), che una più che discreta varietà di tipologia di guerrieri scelti: durante il corso dell’avventura, infatti, potremo indossare i panni di spadaccini, lancieri, cavalieri pegaso, guerrieri a cavallo, soldati e soldatesse armati di asce o lance, arcieri e persino maghi dotati di tomi magici e incantesimi di combattimento. Il risultato è quello di una continua diversificazione delle animazioni dei pattern di lotta del nostro avatar, elemento fondamentale per ottenere varietà e divertimento, allontanando la ripetitività di fondo del genere, altrimenti sempre pronta a riaffacciarsi.

Elemento ancora più importante per arricchire la formula di base del prodotto in questione, poi, è quello che vede il forte legame con alcune delle dinamiche di gioco e interazione mutuate dal Fire Emblem originale: innanzitutto, la preparazione delle diverse missioni di gioco, capace di richiamare in tutto e per tutto le tipiche schermate del brand Nintendo, sia nell’interfaccia audiovisiva che, cosa ancora più significativa, nei contenuti: osservare la mappa di gioco, gli obiettivi primari e secondari, preparare l’equipaggiamento dei nostri personaggi e persino selezionarne i membri e impartire gli ordini alle unità. Una volta scesi sul campo di battaglia, poi, Fire Emblem Warriors stupisce per il grado di stratificazione e profondità che cerca di trasmettere, traendo ispirazione del genere strategico. Se, infatti, il ritmo di gioco e le sue azioni primarie restano frenetiche e fortemente improntante all’azione, dall’altro diventerà fondamentale (già al livello di difficoltà normale) riuscire a prestare attenzione a tutta una serie di accortezze tipiche della saga Intelligent System. Da un lato, avremo il triangolo delle armi che ci aiuterà ad ottenere un numero maggiore di danni qualora affrontassimo gli avversari (non le centinaia di soldati semplici sparsi per il terreno dell’arena, ovviamente, ma i diversi Capitani dei Presidi, piuttosto che nemici particolarmente ostici o pregni di significato per le dinamiche della battaglia) seguendo la struttura tripartita di rapporti di forza; in seconda analisi, lo studio dello svolgimento del confronto con la valutazione attenta degli obiettivi primari e secondari per ottenere benefici puramente strategici; in terzo luogo l’attivazione delle Vene del Drago permetterà la modifica dell’ambiente circostante, aprendo strade altrimenti precluse, ma non obbligatorie per raggiungere la vittoria (bensì capaci di facilitare il superamento di determinati ostacoli da parte di tutte le nostre truppe, e non soltanto di quelle alate, ad esempio). Ma potremmo citare ancora anche la possibilità di “difendere” un compagno in difficoltà, trasportandolo attraverso l’arena al fianco del nostro personaggio, piuttosto che la crescita del livello di affinità tra unità a seconda della vicinanza sul campo di battaglia, in modo da ottenere bonus di combattimento qualora si ritrovassero ancora a lottare assieme. Insomma, alla ricetta tipica dei Warriors, Koei Tecmo va ad affiancare tutta una serie di elementi che elevano il titolo al di sopra della media dei Mosou, quantomeno in termini di varietà e strategia di approccio alle diverse sfide.

19 Commenti

    • Il numero di personaggi, la loro varietà, le diverse situazioni in continuo mutamento e il pizzico di strategia necessaria (per i triangoli delle armi, per le affinità di coppia, per altro) lo rendono il meno ripetitivo dei Mosou da me provati finora. Di base ovviamente la giocabilità è quella della serie Warriors, eh, per carità. Però mi è proprio piaciuto.

    • Ah, ho letto ora dell’assenza di quei due capitoli. Mi sa che vado a disdire il preorder della limited. Solo i personaggi degli ultimi (orrendi) capitoli più il primo mi sembra davvero una cosa fatta solo per fare cassa. Non avranno i miei soldo in questo modo. Cavolo avevo grandi aspettative da switch e al momento ho solo Zelda come gioco.

    • Davvero? Scusa ma decidere in base a dei personaggi se comprare il gioco o no mi sembra un po’ una sciocchezza.
      Poi sinceramente non capisco quali aspettative avevi. Si conoscevano da tempo i giochi usciti e che usciranno nei primi 7 mesi di vita di switch. Mario odyssey ad esempio non ti interessa?

    • Si, fates davvero orrendo (ho giocato tutte e tre le storie) a parte revelation che salva un po’ la baracca anche se non supera la sufficienza, mentre quello con Chrom (non ricordo il nome del gioco) era un po’ meglio ma comunque la trama era davvero lineare e scontata. Io ho conosciuto il brand con capitoli un po’ meno scontati e più avvincenti quindi questi ultimi non mi hanno entusiasmato e vedere un gioco incentrato sugli ultimi capitoli mi stringe il cuore soprattutto perché lo spessore di tanti personaggi è pari a quello di una sottiletta. I capitoli precedenti li ho trovati più curati nella caratterizzazione dei personaggi, anche di quelli secondari e quindi preferisco quei capitoli. Come si diceva sono gusti. A me piacciono le belle storie nei videogiochi ed è quello che cerco nei giochi che prendo.
      Comunque morale della storia, dopo tutte ste paranoie sono a casa con la mia copia del gioco. Dopo tutto è pur sempre uno spin off di fire emblem e io sono un fan accanito.

    • beh fates e awakening effettivamente sono i capitoli più bruttini della serie. Ottimo il level design in fates, ottimo il combat system con le nuove aggiunte, ma come trama e gestione dei personaggi non ci siamo. Molto meglio echoes a mio parere, appunto remake del secondo capitolo.

    • E’ proprio a quello che mi riferisco. Echoes purtroppo non l’ho ancora giocato per vie della mancanza di tempo (due lavori si fanno sentire sul tempo libero). In ogni caso mi fa piacere vedere che non sono l’unico a non aver apprezzato a pieno gli ultimi due capitoli.

  1. A me questo gioco non ispira. Davo ogni tanto un occhiata a qualche video di gameplay e sembrava abbastanza noiosetto e anche le mosse dei personaggi mi sembravano poco varie.
    Non lo trovo noiosetto solo perchè è un mosue. Dragon quest heroes ad esempio mi è piaciuto ed era abbastanza carino.

  2. Sicuramente mi divertirei a fare la storia provandola con un paio di personaggi…forse qualche missione…poi lo lascerei li come fatto con Hyrule Warriors dove non ho mai finito la mappa, facevo qualche missione ogni tanto. Fatta la storia affrontandola con alcuni personaggi diversi non mi andava di rifarla però in chiave missionistica. Ok, il mosou è questo, semplicemente non è il mio genere. Hyrule complice la presenza proprio dei personaggi di Zelda, mi ha catturato per provare il genere…questo non avendo neanche mai giocato un fire emblem (se non lo pseudo ora su cellulare, che mi piace molto) non mi attira particolarmente. Sono contento però che legandolo a fire emblem gli sviluppatori abbian trovato il modo di renderlo quanto più vario possibile mescolando bene i due generi. Spero venda molto e che vada benissimo. Io passo.

    • Se ti piace quello su cellulare ed hai un 3ds prenditi Awakening e/o Fates 😉 .
      Oppure a quanto ho capito l’anno prossimo dovrebbe uscire un capitolo “regolare” su Switch, magari prendi quello.