Warner Bros. e TT Games continuano a fornire grandi soddisfazioni agli appassionati Lego su Nintendo Switch: è da poco infatti disponibile anche Lego NinjaGO: The Movie, titolo d’azione ispirato al famoso brand della casa di giocattoli danese, basato sulle disavventure del nuovissimo film per ragazzi. Considerazione che è forse meglio tenere a mente sin da subito, approcciandosi anche al gioco. Se, infatti, la semplicità di base dei prodotti a marchio Lego è da sempre un cardine della serie, in questo caso ci troviamo dinnanzi a un titolo creato con in mente un target di età in linea con il relativo prodotto cinematografico, senza dubbio piuttosto basso: detto questo, il solito intrecci di licenze e contro-licenze, rimandi e spinoff tipico dei giochi TellTales ci porta tra le mani un prodotto leggero, ma divertente. Scopriamo perchè.

NinjaGO è uno degli innumerevoli sotto-brand creati dalla sapiente casa di giocattoli danese meglio nota come Lego: compagnia sull’orlo del fallimento nel non così lontano 2008, seppe riemergere dalle macerie dei propri mattoncini grazie a una sapiente lettura del mercato e delle principali problematiche connesse al proprio prodotto, sulla carte un sempreverde agli occhi del consumatore. Proprio la sua capacità di piacere a cavallo delle generazioni, però, finì per rappresentare una delle maggiori problematiche commerciali per la casa di sviluppo, complice anche un ristagno nella proposta di nuovi modelli di forte richiamo di massa. Così, tutti continuavano a giocare con i Lego, ma senza acquistarne di nuovi, bensì continuando a creare sempre nuove costruzioni basate sulla propria fantasia, sfruttando i tesori di mattoncini vecchi e nuovi già presenti nelle case di tutti. Finché non ci si rese conto, in quel di Danimarca, che per evitare la bancarotta occorreva…investire, per rinfrescare il portafoglio prodotti a marchio Lego. Da qui, per poter attecchire sulla curiosità degli ex-bambini diventati ormai ragazzi o giovani adulti, ecco l’acquisizione di licenze dal mondo della cinematografia (Star Wars ancora oggi è il brand di maggior successo sotto etichetta Lego, dopo l’IP di City), in modo da spingere anche i detentori del potere d’acquisto diretto a comprare nuovi modelli. Da passare ovviamente anche ai propri figli, invogliandoli a rimetter mano e testa alla fantasia creatrice seguendo nuove indicazioni di base e nuovi modelli, ispirati ai diversi nuovi mondi proposti. Il passo fu breve per iniziare a includere anche licenze più direttamente vicine al mondo dei bambini, con prodotti Disney o Marvel, il tutto senza dimenticare la nuova linfa data alla pressione pubblicitaria anche televisiva, giusto per ricordare a tutti l’esistenza non tanto del marchio originario, quanto delle sue nuove proposte tematizzate. Ma non è tutto. Il rilancio passò, e passa tutt’ora, anche e soprattutto da una maggiore penetrazione sia del mercato dei giocattoli, che dell’immaginario collettivo. Per quanto riguarda il primo punto, importante fu la decisione di uscire dal solo segmento delle costruzioni, per cercare di “invadere” altre categorie merceologiche del sottobosco appartenente al mondo dei giocattoli: Bionicles, ad esempio, riuscì con successo a proporre vere e proprie action figure fatte di mattoncini, così come la linea Mini Figures ebbe ragione nell’invasione del canale edicola, proponendo personaggi in bustina collezionabili. Il secondo aspetto invece fu quello che vide l’azienda investire pesantemente in diversi ambiti dell’intrattenimento: grande fu la scommessa sul digitale, con diverse sottolinee fortemente basate su Web episode distribuiti sul canale Youtube ufficiale del gruppo, piuttosto che su Siti prima e App poi con forti correlazioni con il prodotto (il più recente è Nexo Knights, con realtà aumentata capace di dar vita a diversi elementi fisici acquistabili nei negozi, per ampliare l’avventura del racconto); ancora più grande fu l’investimento fatto sulla realizzazione di veri e propri blockbuster cinematografici, per portare Lego Movie o Lego Batman sugli schermi di tutto il mondo, invertendo il flusso di intrattenimento rispetto al precedente step di acquisizione licenze holliwoodiane per la creazione di nuovi modelli di mattoncini. Il tutto senza ovviamente dimenticare l’accordo ormai pluriennale con Warner Bros. Interactive per la realizzazione di numerosi prodotti di intrattenimento digitale su tutte le principali piattaforme di gioco, andando quindi semplicemente ad accerchiare il giovane utente alla ricerca di nuovi filoni di divertimento.

Un cerchio che però si chiude e completa nella sua encomiabile realizzazione soltanto includendo anche l’ultimo tassello: fra espansioni a licenza, nuovi tentativi in segmenti di prodotti paralleli e avventure nell’ambito di intrattenimento cinematografico e videoludico, la maggior parte dei ricavi furono però ancora una volta investiti nella creazione di nuovi brand appartenenti al core business aziendale, con lo sviluppo di diverse nuove linee di puro e semplice Lego. Nel corso degli ultimi anni, abbiamo infatti visto la casa danese spendere davvero molto nella proposta di numerosi nuovi e affascinanti modelli di costruzioni sotto etichette del tutto inedite e ricche di ispirazione immaginifica, mettendo al lavoro fior fior di designer sfruttando l’esistenza di un numero elevatissimo di materiali già a disposizione della compagnia, trasformatisi in strumenti di base per la fantasia creatrice di una nuova e giovane forza lavoro libera di esprimere la propria cultura fantastica al servizio di un grande marchio. Power Miners, The Legend of Chyma, Nexo Knights, senza dimenticare l’allargamento al pubblico femminile con Friends e Elves: ogni volta la proposta è stata capace di creare un intero universo finzionale ricco di fascino, contenuti e background narrativo, presentando nuovi modelli inediti, per vincere la curiosità degli acquirenti e spingerli a comprare sempre nuovi giocattoli, anche a fronte del possesso di svariati elementi compositivi di base. Il coronamento massimo di tutto questo è stata la serie NinjaGo: lanciata per la prima volta qualche anno fa, si propose come un’interessante nuovo brand Lego intenzionato a trascendere i limiti tra le costruzioni e le trottole; i primi prodotti infatti erano incentrati proprio su questo tipo di giocabilità, salvo poi esplodere tutto il potenziale ludico attraverso la proposizione di numerose altre scatole dal punto prezzo variabile e contenenti numerosi elementi di gioco legati a quell’universo narrativo. Da allora la serie non è mai stata abbandonata, al limite messa in secondo piano rispetto ai nuovi lanci annuali di altre properties, ma sempre sostenuta dato il suo enorme successo. Nuovi personaggi, nuovi draghi, nuove scatole di mattoncini assemblabili secondo sempre nuovi affascinanti schemi che anno contribuito, anche tramite la popolare serie TV, a mantenere vivo l’interesse di milioni di bambini nel mondo. Fino all’arrivo di un film, e di un videogioco dedicato.