Su questo sito abbiamo già avuto modo più volte di lodare l’estrema versatilità di Switch, grazie alla quale è persino possibile divertirsi in coppia senza bisogno di periferiche aggiuntive sfruttando la duplice natura dei Joy-con. Ebbene, ci sono sviluppatori che si sono spinti oltre, sfidando ogni concezione classica di controller con l’obiettivo di rendere i videogiochi facilmente accessibili a chiunque. E sebbene i nobili principi non siano esattamente fra i punti all’ordine del giorno, The Jackbox Party Pack 4 si attesta ad esponente principe di un divertimento democraticamente irriverente.

Per non lasciarsi sopraffare dalla furia delirante del gioco, è richiesta una logica e ordinata analisi. A partire dal titolo stesso, che dice già molto di sé. In primis, per chi si fosse perso qualche uscita nei mesi passati, il numero 4 implica l’esistenza di altri tre episodi, tra l’altro tutti già disponibili su Switch eShop. Party Pack vuole creare la suggestione di un kit pronto all’uso per movimentare ogni festa in compagnia: non per niente, pur essendo un gioco prettamente multimediale, i giochi che lo compongono sono immaginati in maniera geniale come dei giochi in scatola (con tanto di confezione personalizzata) da tirare fuori all’occorrenza. Infine, l’ultima componente del titolo rimanda al classico You Don’t Know Jack, capostipite della serie e quiz sui generis dai contenuti sfacciatamente impudenti che ironizza sulla rigidità pedagogica di programmi TV a base di domande (pur richiedendo sempre una buona dose di cultura generale e ingegno).

Col passare degli anni la serie si è evoluta, ampliando la sua offerta e sperimentando nuovi concetti uno più strambo dell’altro, ma sempre all’insegna del divertimento e dell’immediatezza. Come già anticipato nell’introduzione, il pregio maggiore di queste raccolte è infatti la possibilità di unirsi allo spasso con un semplice dispositivo elettronico di uso comune. Basta scomodi telecomandi e costosi joystick! Tutto quello che serve è prendere uno smartphone, un pc o un tablet, accedere al browser, collegarsi al sito jackbox.tv e il gioco è fatto. All’inizio di ogni sessione è sufficiente inserire il proprio nominativo di riconoscimento e un codice univoco a quattro caratteri per far parte della partita. Da quel momento, ogni input verrà eseguito unicamente attraverso tastiera, schermo e mouse (a seconda del dispositivo scelto dal giocatore), con i risultati che verranno mostrati di conseguenza sul televisore, o direttamente su Switch se in modalità da tavolo.

Se consideriamo che al giorno d’oggi è raro trovare qualcuno non munito di smartphone, veramente chiunque ha la possibilità di partecipare, grazie anche ad una componente fondamentale per un gioco di società adatto per una festa, ovvero poter giocare in tanti contemporaneamente. La maggior parte dei giochi permette di avere una combriccola di ben 8 persone, fino a punte sorprendenti di ben 16. E se anche aveste una vita sociale tale da riuscire a riunire un numero ancora maggiore di potenziali giocatori, non disperate, visto che esiste la modalità “spettatore”. A differenza di quanto avviene per altri giochi, qui il pubblico può partecipare attivamente alla partita votando i propri giocatori preferiti o persino competendo contro di essi e farla loro bellamente sotto il naso. A seconda del gioco scelto, la platea può contenere fino a 10.000 persone, numero che potrebbe sembrare esagerato se non si tenesse conto del grande successo che Jackbox ha su Internet. Non è affatto strano imbattersi in una diretta su Twitch del proprio youtuber preferito durante la quale partecipare attivamente anche se a chilometri e chilometri di distanza. Per facilitare queste operazioni, gli sviluppatori hanno pensato a tutta una serie di opzioni per lo streaming di cui non tratterò approfonditamente, ma che rivela comunque una certa attenzione nel favorire l’aggregazione di persone, punto focale del gameplay.

E a proposito di gameplay, direi che è giunto il momento di descrivere un po’ più nel dettaglio i diversi giochi proposti. Si comincia con Fibbage 3, un divertente quiz nel quale non vince solo chi ne sa di più, ma anche chi sa mentire meglio. All’inizio di ogni round, a turno un giocatore sceglie una delle curiose categorie proposte, in merito alla quale ci viene poi posta una domanda, spesso legata ad argomenti non propriamente scolastici, come ad esempio una SPA scandinava che fra i trattamenti offerti propone un massaggio eseguito con la collaborazione di un particolare animale. A questo punto, in un altro quiz qualsiasi, ci apparirebbero le possibili alternative tra le quali individuare l’opzione corretta. Ma qui stiamo giocando a Fibbage, quindi dobbiamo prima preparare la nostra esca. Ad ogni giocatore viene infatti chiesto di inserire sul proprio dispositivo una risposta, con l’obiettivo di trovarne una talmente strana da poter quasi sembrare vera. Dopo questa operazione, sui vari schermi vengono mostrate le alternative date ovviamente dalla risposta corretta, ma anche da tutte quelle inventate di sana pianta (ovviamente senza sapere a chi corrisponde cosa). Lo scopo sta nel rispondere correttamente, ma si guadagnano punti anche per ogni avversario che cade nella nostra trappola selezionando la fregnaccia che ci è venuta in mente. Tornando al massaggio zoologico del nord Europa, se doveste scegliere tra gatti, topi, serpenti, lontre e scimpanzé [*tratto da una storia vera], quali animali vi sembrerebbero più adatti per l’occasione? Complimenti se avete pensato ai rettili striscianti, ma anche nel caso di risposta sbagliata, avere inventiva può portarvi a vincere questo buffo gioco di bluff.

 

Le manche si susseguono una dopo l’altra in uno schema simile, inframmezzate però da divertenti varianti, come ad esempio riuscire a capire a che caspita serva un oggetto guardando l’immagine del suo brevetto. E vi assicuro che riconoscere un raccoglitore automatico di bisogni di cani [ho controllato, esiste veramente!] non è una passeggiata. Alcuni punti bonus vengono anche assegnati alle risposte giudicate più simpatiche dai vari giocatori, mentre una piacevole estetica da programma televisivo degli anni ’80 vi guida con il suo stile visuale e sonoro a scoprire strampalate curiosità di tutto il mondo. L’unico difetto sta nel fatto che il tutto è esclusivamente in lingua inglese, con questo gioco ad essere probabilmente il più penalizzante per chi non spiccica una parola straniera. Infatti, anche se la domanda può essere tradotta da un amico una volta comparsa sulla TV, la risposta corretta sarà ovviamente mostrata in inglese, rendendola evidentemente riconoscibile nel caso si inserissero le opzioni farlocche in italiano. Per chi invece lo mastica a giorni alterni, nel caso ci si trovasse senza un appiglio cui aggrapparsi nella fase di “creazione-bugia”, è possibile ricorrere all’opzione (bloccabile) di suggerimento, che genererà automaticamente uno specchietto per le allodole.

EAY_01E come piacevole aggiunta, ai 5 giochi se ne aggiunge “mezzo”, come scherzano gli sviluppatori stessi. E’ infatti presente anche la modalità Fibbage: Enough about you, nella quale le domande non verteranno più su argomenti di cultura generale e pop, ma bensì sui gusti e le preferenze di chi vi siede accanto. A turno a ciascun giocatore viene chiesto di rispondere sinceramente ad una domanda del tipo “qual è la cosa che ti dà più fastidio in una persona”. Per il resto il meccanismo è simile: gli avversari devono inserire un’opzione plausibile affinché gli altri scelgano la preferiscano alla risposta corretta. Nella manche finale si deve poi inserire una verità e una bugia riguardo se stessi, andando a scovare gli aspetti meno conosciuti di sé (magari un insospettabile scheletro nell’armadio). Insomma, vince chi conosce meglio gli altri, e vista la particolare struttura, è consigliabile un bel gruppo di amici piuttosto che quasi sconosciuti. E inoltre si può decidere saggiamente di rispondere tutti quanti in italiano, rendendo questa modalità fruibile da chiunque.

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