Frozenbyte è uno sviluppatore europeo dotato di grandi doti artistiche e rivelatosi piuttosto eclettico in termini di generi e giocabilità. Reso famoso dall’ottima serie di Trine (di cui il secondo capitolo ha segnato l’esordio degli sviluppatori verso l’utenza Nintendo su Wii U), ha bagnato la primissime settimane di vita di Switch con l’originale Has Been Heroes e torna pochi mesi dopo a ribadire il suo interesse verso la piattaforma con Nine Parchments (complici forse anche le ottime vendite su eShop della scorsa fatica?). L’approccio è diverso, sotto tutti i punti di vista e, lo anticipiamo, ci ha convinto di più. Ma andiamo con ordine.

Le Nove Pergamene è un titolo che si svolge in un mondo magico fatato dove i giovani studenti di una scuola di magia si trovano improvvisamente lanciati nel bel mezzo di un’avventura atta a recuperare appunto i nove testi magici andati perduti per via di un bizzarro incidente avvenuto all’interno della Torre, principale luogo di culto di maghi e fattucchiere. Eccoci così catapultati, al misero livello 1 degno di ogni novellino che si rispetti, nel mondo esterno, pieno di mostri pericolosi da superare per procedere nell’esplorazione di questi meravigliosi scenari, alla ricerca delle famose pergamene. L’incipit narrativo è piuttosto esile, quasi fosse un pretesto per mettere in scena l’azione di gioco, ma raccontato con grazia, cura e molta classe. L’elemento che balza più chiaramente all’occhio, infatti, è la raffinata direzione artistica che permea il titolo in questione. Tornando a un approccio estetico più vicino a quello di Trine che a quello sempre curato ma forse meno convincente di Has Been Heroes, Frozenbyte ritorna alle origini culturali nord europee che caratterizzano le loro produzioni migliori, allontanandosi invece dalle proporzioni esagerate e marcate della loro ultima fatica, più vicine a una messa in scena nord americana. Proporzioni dei personaggi più delicate e slanciate, quasi eteree, per figure che si muovono in ambientazioni ricche di numerosi dettagli accostati con maniacale attenzione e ravvivati da una palette di colori contemporaneamente sgargiante e delicata. Un uso sapiente di effetti parcellizzati di luce dipinge quadri in movimento capaci di restituire sia una sensazione pittorica che digitale, sfruttando al massimo il medium videoludico per proporre un’idea artistica ricca di personalità. L’accompagnamento musicale, a sua volta poetico nella composizione di atmosfere magiche e fantasiose, viene arricchito anche da un doppiaggio (inglese) di qualità dove non solo i toni, ma anche e soprattutto i ritmi contribuiscono a fornire l’idea di essere in un mondo di sogni.

Anche dal punto di vista ludico il titolo riesce a fornire un intrattenimento meno intricato e più spontaneo, a nostro giudizio più nelle corde naturali della programmazione di Frozenbyte. Il titolo di base è un action RPG con telecamera a volo d’uccello e inquadratura isometrica; questo significa avere uno sguardo pre-determinato dalle scelte registiche su tutti gli scenari di gioco, che però non sono pre-renderizzati ma costruiti poligonalmente. Può infastidire la mancanza di libertà di movimento della telecamera, ma soltanto per via della curiosità di gettare lo sguardo su questi splendidi mondi presentati dal team al giocatore. La levetta analogica destra, infatti, è dedicata allo spostamento del target di attacco (evidenziato da cerchi magici ai piedi dei protagonisti), mentre quella sinistra si occupa in maniera classica di spostare i vari avatar lungo il percorso. I tasti dorsali permettono una rapida selezione dei diversi incantesimi a nostra disposizione (differenziati a seconda dei personaggi), oppure delle fasi di attacco e difesa. Il sistema di controllo, che si avvantaggia anche dei tasti frontali per le azioni principali, è semplice e funzionale ed è capace di trasmettere senza problemi un discreto senso di padronanza, adatto alla giocabilità action del titolo. Gli attacchi si suddividono in incantesimi (anche di cura o protezione) e fisici, con questi ultimi più o meno efficaci a seconda del personaggio selezionato: il gioco infatti ha la buona caratteristica di sapersi differenziare nell’utilizzo delle varie tecniche a disposizione sulla base dei numerosi protagonisti creati da Frozenbyte. In più, va anche sottolineato come sia i personaggi, che i cappelli e i bastoni magici, senza dimenticare i tomi di apprendimento delle formule magiche sono soggetti a uno sblocco o a un aumento progressivo di livello che contribuisce a trasmettere il senso di avanzamento lungo l’avventura.

4 Commenti

    • Esatto, cosa che ovviamente semplifica la giocabilità, ma va anche detto che in coop è conseguentemente più semplice “pulire” i livelli dai nemici, ovviamente. In sostanza, funziona per quello che è (modalità piuttosto “sporadica”).