Snow Moto Racing Freedom esordisce su Switch dopo aver visto i natali con discreti risultati su Nintendo 3DS, per altro accompagnato dal “fratellastro” Aqua Moto Racing Utopia. L’abbellimento effettuato con esotici aggettivi a entrambi i titoli ne segna il presunto upgrade in vista dell’aggiornamento fatto per adattarli all’ammiraglia ibrida della casa di Kyoto, anche se dobbiamo avvisare come la sostanza sia molto vicina a quanto già visto sul precedente portatile a due schermi di Nintendo. Un po’ sospettosi ma incuriositi, ci avviciniamo allo sportivo qui proposto con l’intento di capirne i punti di forza. Andiamo con ordine.

Il gioco si propone come un approccio piuttosto classico se non banale alle gare con motoslitte da neve, sulla falsariga di quei titoli sportivi a metà tra l’arcade (della sensazione di guida) e la simulazione (di mezzi, percorsi, accessori e via dicendo) che andavano di moda qualche tempo fa. Nel titolo si può scegliere tra diversi piloti, personalizzando il proprio avatar, nonché tra diversi mezzi di locomozione, differenziati per guidabilità e prestazioni. All’inizio la maggior parte dei contenuti è bloccata dietro alla necessità di progredire nell’esperienza di gioco arrivando a ottenere un certo grado di bravura del pilota, raggiungibile affrontando e vincendo diverse gare. Il lato negativo è che in fase iniziale il gioco ha quindi poco da offrire in termini di differenziazione del feeling di guida, dando per altro in mano al giocatore i mezzi meno interessanti e, purtroppo, perseverare nella scoperta degli unlockable non è esattamente la più divertente delle avventure.

Il gioco infatti non presenta un sistema di guida particolarmente interessante, impegnativo o soddisfacente, con un senso bizzarro del peso dei mezzi, una aderenza al terreno innevato non particolarmente simulativa e collisioni poco realistiche (le evoluzioni più esilaranti sono quelle involontarie, tanto per dire). Anche arrivare ad avere la padronanza dei mezzi, quindi, semplicemente non è un’attività particolarmente divertente, in sostanza. Le cose cambiano poco per altro anche alternando le diverse inquadrature a disposizione, che possono metterci letteralmente al controllo dei manubri, piuttosto che allontanarsi alle spalle del nostro personaggio per offrire un controllo più arcade. In entrambi i casi, il senso di velocità non eccelle né troviamo grandi differenze a livello estetico, essendo gli scenari piuttosto scialbi. Sarà anche colpa del contesto, ma il gioco è dominato da una prevalenza di scale di grigio piuttosto monotone e noiose. Nemmeno il sistema di punteggio dato sia dalla posizione raggiunta al termine delle gare che dalle evoluzioni compiute dal guidatore a bordo della moto slitta riescono a rendere il tutto più pepato, per un’esperienza di gioco davvero piuttosto scialba.