MXGP3 segna l’esordio dell’italiana Milestone su Nintendo Switch, con il titolo insignito della licenza ufficiale del mondiale di motocross, disciplina forse secondaria nel nostro paese, nonostante l’amore incondizionato per i motori, e la presenza di Cairoli, pluripremiato campione mondiale di questo sport. I possessori dell’ammiraglia ibrida della casa di Kyoto del Bel Paese saranno appassionati di questa disciplina? Se sì, probabilmente troveranno il titolo piuttosto interessante, nonostante alcune pecche oggettive. Ma andiamo con ordine: posizionatevi sulla griglia di partenza, che siamo pronti a far iniziare la gara!

Il gioco si avvale di licenze ufficiali, sia per i circuiti, che per i mezzi di trasporto, che per gli sponsor, che per gli equipaggiamenti. Senza ovviamente dimenticare i piloti, tra cui il già citato campione nostrano. Sin dalle prime battute, è palese come giustamente Milestone insista molto su questo aspetto di ufficialità, per trasportare il giocatore all’interno di una atmosfera familiare per gli appassionati della disciplina in questione: i marchi onnipresenti e tutta la fase iniziale di personalizzazione del nostro avatar faranno sentire i più come se davvero fossero protagonisti di una carriera da pilota professionista, creando attorno a lui l’illusione ludica che è cardine di questa esperienza di gioco: in prima battuta, oltre al nome del personaggio, potremo determinarne lo sponsor iniziale, l’equipaggiamento base e il mezzo con cui partire alla scalata del Mondiale di motocross. Il tutto con tanto di agente, che ci guiderà spronandoci a raggiungere traguardi sempre più prestigiosi per aumentare la nostra popolarità nel paddock, così da ricevere offerte ed ingaggi mano a mano sempre più allettanti. Calcolando anche le diverse modalità di gioco (da Gara libera a Time attack, passando per la già citata Carriera), si può tranquillamente dire che in MXGP3 si fa sul serio!

La ricerca di verosimiglianza la si trova poi anche sul versante puramente ludico: la guida tende alla simulazione, con la necessità di adattarsi notevolmente al tipo di terreno, senza dubbio particolare per un videogioco di corse: lo sterrato, il fango, i dossi indirizzano chiaramente la strategia di governabilità del mezzo, distanziandola da molti altri titoli di guida e caratterizzando molto il prodotto in questione. Per padroneggiare al meglio le moto, dovrete al più presto entrare nell’ottica delle derapate, dei salti e degli atterraggi che influenzano non poco lo stile di guida di questa particolare disciplina, lasciandovi andare a possibili evoluzioni soltanto in un secondo momento, se vorrete arrivare a tagliare il traguardo per primi, da vincitori. Il sistema di controllo risponde in maniera abbastanza positiva, anche se la sensazione di peso trasmessa dai veicoli non è delle migliori e il feeling a volte è troppo leggero, come se le moto non aderissero davvero al terreno, ma ci scivolassero sopra. Allo stesso modo, poco convincenti risultano non tanto la fisica delle traiettorie, quanto le collisioni, non aiutate va detto nemmeno dalle animazioni, piuttosto legnose.