Teslagrad è uno dei giochi più affascinanti cui abbia giocato ai tempi su Wii U, facendomi innamorare del suo gameplay ostico, ma ben pensato, e del suo stile narrativo minimalista, ma altamente coinvolgente. Dopo la sua riproposizione anche su Switch, i ragazzi di Rain Games hanno deciso di portare il seguito anche sulla nuova console di Nintendo. Ed è quindi con grandi aspettative che mi sono approcciato a World to the West, conscio del talento dimostrato in passato dal team norvegese. Il risultato è un qualcosa di molto diverso dal suo predecessore, il che, nel bene e nel male, merita comunque un po’ di considerazioni in merito.

Per chi ha avuto modo di giocare a Teslagrad [in caso contrario, vi invito a considerarne l’acquisto], questa volta abbandoniamo i cupi corridoi dell’imponente torre che svetta sulla città per immergerci in un nuovo mondo, decisamente più colorato, ma non per questo meno irto di pericoli. In realtà le primissime sequenze di gioco si svolgono proprio all’interno dell’edificio e ruotano attorno a Lumina, una giovane rappresentante dei teslamanti, un popolo che sfrutta le proprietà dell’elettromagnetismo per attivare macchinari tecnologicamente avanzati. Dopo una serie di sfortunate coincidenze, si ritrova teletrasportata in una landa sconosciuta, con la macchina per tornare a casa danneggiata dopo il viaggio. Comincia quindi la ricerca di un qualche aggeggio per ripararla; ricerca durante la quale si imbatte in una misteriosa donna dalla pelle bluastra che sembra conoscerla fin troppo bene.

Ma proprio quando iniziamo ad ambientarci a questa nuova situazione, il gioco ci proietta nei panni di Knauss, un piccolo minatore che vive nei sotterranei insieme ad altri ragazzini che credono di trovarsi sulla Luna e che lavorano in condizioni ben poco umane per non si sa bene chi. Una volta scoperta la menzogna su cui si poggia tutta la loro vita, non passa molto tempo prima che venga esiliato dalla comunità e abbandonato a se stesso nell’oscurità delle caverne. Vagando per i bui anfratti, giunge in uno spiazzo con un misterioso totem composito sul quale compare la sua faccia. Lì di fianco c’è una misteriosa donna dalla pelle bluastra che sembra conoscerlo fin troppo bene.

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Ma proprio quando la curiosità ci attanaglia, la narrazione si sposta al punto di vista di Miss Teri, un’avventurosa mercenaria che viene assoldata da un ricco imprenditore per scovare una vecchia reliquia che si narra abbia dei poteri speciali. Peccato che una volta compiuta la missione, l’accoglienza riservatale non sia delle più amichevoli. Ma proprio quando vorremmo sapere che fine abbia fatto, entra in scena Lord Clonington, un nerboruto omone che sbarca nella cittadina principale a bordo di un battello. Non sappiamo molto su di lui, se non che la sua aspirazione massima sembri sia andare in giro a trovare nuovi contendenti cui tirare un paio di cazzotti. A dir la verità sembra avere qualche conto in sospeso con il ricco imprenditore di cui sopra, ma proprio quando…

Avrete ormai capito che la trama di World to the West vede intrecciarsi le vicende di questi quattro personaggi che, per un motivo o per un altro, sembrano accomunati da un destino comune. Almeno questo è quello che dice una misteriosa donna dalla pelle bluastra che mi pare ovvio sappia qualcosa di cui noi (giocatori e protagonisti) siamo all’oscuro. A differenza di quanto avveniva in Teslagrad, la trama è molto più complessa, con molti dialoghi (tradotti perfettamente in italiano), e decisamente più divertente e scanzonata, sebbene non manchino dei momenti più tensivi. Ciononostante, il tutto risulta decisamente meno intrigante dell’alone di mistero che si respirava nel predecessore, privilegiando invece più azione e meno introspezione. Rimane comunque molto ben congeniato l’intreccio alternante dei quattro personaggi, destinati ovviamente ad incontrarsi.

Questo punto di forza si riflette nella caratterizzazione dei personaggi, che avviene non solo per quanto riguarda le personalità individuali, ma anche le abilità uniche che ognuno possiede. Per fare una rapida carrellata: Lumina può utilizzare il suo bastone da teslamante per scagliare sfere di energia o teletrasportarsi di qualche metro in avanti; Knauss sfrutta la sua pala per tirare colpi ai nemici con i quali rimangono solamente storditi (mica è Shovel Knight!), ma che fanno guadagnare istanti preziosi per scavare una buca grazie alla quale nascondersi e girovagare nel sottosuolo; Miss Teri può usare la sua sciarpa cerulea per aggrapparsi a paletti con cui saltare dei piccoli fossati o per dar fastidio ai mostri; mentre Lord Clonington prende le cose di petto con tutta una serie di mosse fisiche come cazzotti, pugni a terra e cariche a tutta velocità (con tanto di posa aerea finale). Il continuo passare da un personaggio all’altro spinge a doversi adattare ai vari stili di combattimento e risoluzione dei tanti enigmi che costellano il mondo di gioco. Inoltre, proseguendo nell’avventura, ciascun protagonista acquisirà nuovi poteri ed abilità: ad esempio, Knauss Risultati immagini per world to the weste Miss Teri,  i due personaggi che dapprima potevano sembrare più sguarniti, si trovano muniti rispettivamente di dinamite esplosiva devastante e occhiali speciali con i quali prendere il controllo della mente dei nemici per sfruttarli a proprio comodo (o anche solo per farli precipitare in un burrone).

5 Commenti

    • Personalmente io ho apprezzato (molto) di più Teslagrad, forse anche per la mia predilezione per i platform.
      Sappi però che è possibile godersi i titoli anche nell’ordine inverso: il collegamento fra i due c’è, ma se ti ispira più questo, non ti fare troppi problemi! 😉