Grande esclusiva Wii U, segno di una Nintendo che cercava quasi disperatamente di accattivarsi le simpatie di un pubblico forse ristretto ma deciso a investire il proprio denaro in esclusive di grande qualità, Bayonetta 2 arrivò sulla vecchia e sfortunata home console della casa di Kyoto con un grande carico di aspettative (confermate) e invidie (non tradite). Ma la base installata era una barriera troppo forte perfino per la strega di Umbra, incapace di esprimere appieno la potenzialità dei suoi incantesimi. Ed è così con gioia che accogliamo l’arrivo del secondo capitolo di Bayonetta su Switch, dove ci auguriamo possa trovare più spazio, in vista ovviamente dell’arrivo del terzo inedito e ancora misterioso capitolo.

Il titolo ovviamente è la riproposizione fedele di quanto già visto su Wii U, ma questo non è certo un male. Il gioco conferma la stessa frenesia del precedente capitolo e della precedente versione, con una netta miglioria in termini di pulizia e cura generale rispetto all’antesignano. Action puro, di stampo quasi “old school”, il prodotto plasmato dalle sapienti mani di Platinum Games si distingue per un’azione frenetica, un ritmo sincopato, un gameplay assolutamente adrenalinico, dove ogni cosa è pensata per far sentire il giocatore al centro di un turbine. Bayonetta 2 vi farà girare la testa, e non solo per le lunghe gambe della protagonista. Il susseguirsi di combo è ancor più ampio e vario del predecessore, la giocabilità si fa sia più tecnica (approccio necessario per ottenere i punteggi più alti alla fine di ogni “micro sezione” all’interno di ciascun quadro, e non solo alla fine del livello) che più accessibile (con la possibilità di riuscire a superare le orde di nemici anche senza padroneggiare fino in fondo le enormi soddisfazioni celate dietro alla matrice di schivate e attacchi messi a nostra disposizione) per un titolo davvero imprescindibile per gli amanti del medium videoludico. 

Il tutto condito da una cornice narrativa sopra le righe come fu per il primo capitolo, dipinta all’interno di un contesto dantesco fatto di arcangeli e gironi infernali, dove la contrapposizione tra i due mondi di paradiso e inferno riesce ad offrire ancora più spunti (per altro anche ludici) rispetto all’originale: la posizione neutrale del purgatorio dove le streghe di Umbra si muovono, a cavallo dei due regni astrali, infatti, permette loro una maggior varietà sia del canovaccio e dei relativi colpi di scena, che delle situazioni (ambientali e acrobatiche) di combattimento che si dipanano davanti al nostro avatar. Non è un mistero che qualcosa va storto sin da subito nelle evocazioni demoniache di Bayonetta, tanto che una delle creature chiamate a combattere con e per lei si rivolterà contro a Cereza, finendo per spedire l’anima di Jeanne nell’aldilà. Questo metterà in moto un racconto dove la nostra eroina farà di tutto per salvare l’anima dell’amata amica, compreso…sfidare le forze celesti e infernali, varcando le vere porte dell’inferno pur di reclamarla indietro. I colpi di scena saranno meglio organizzati che nel primo capitolo, ma soprattutto questo doppio contesto permetterà l’introduzione di nuove evocazioni, nonché la sfida non più solo contro le armate divine, bensì anche contro quelle dei dannati, con un netto miglioramento della varietà situazionale e di lotta. Insomma, il seguito poggia le fondamenta sulle solidissime basi di Bayonetta 1, ma lo evolve sotto moltissimi punti di vista.

4 Commenti

    • Eh, ma il mio commento sotto alla recensione del primo era valido anche per il secondo :P.
      Non ci ho giocato e non conosco bene il genere, avevo una mezza idea di recuperarlo su WiiU con un calo di prezzo, ma a questo punto lo prenderó su Switch. Anche se, concordo, non sembra per nulla un gioco “portatile”.