Grazie alla natura profondamente versatile di Switch, stiamo assistendo all’arrivo di “esperienze” ludiche come mai viste finora su console Nintendo. Non si tratta solamente di una questione di generi o della fiumana di titoli indie che sempre più si stanno ritagliando la loro fetta di pubblico fedelissima. Insieme a titoli first party, terze parti e sviluppatori indipendenti, grazie a Switch anche i giochi per dispositivi mobili possono finalmente trovare un pubblico più vasto. Ovviamente il bacino di utenza potenziale è maggiore sugli smartphone, visto che ormai praticamente tutti ne possiedono (almeno) uno, ma la baraonda di titoli free-to-play o free-to-start spesso rendono complicato ad un titolo di qualità di emergere senza dover scendere a compromessi sul versante “prezzo”. Dato che è lecito ipotizzare che i possessori di console siano più propensi a videogiochi degni di tale nome, c’è tutta una nuova fetta di possibili giocatori pronti a tuffarsi in esperienze fuori dagli standard canonici cui eravamo abituati.

Risultati immagini per old man's journey

Un esempio di tale migrazione è proprio Old Man’s Journey, il quale nasce dalle menti dei ragazzi di Broken Rules per finire su dispositivi mobili, viste le particolari meccaniche di gioco proposte. Ma Switch non solo rende possibile ciò che sarebbe infattibile su altri lidi, ma offre una varietà di possibili opzioni che chiunque saprà trovare i comandi che fanno alle sue esigenze. Infatti è possibile giocare sia sulla TV utilizzando la classica levetta analogica o un sistema di puntamento abbastanza affidabile (ma in ogni caso, facilmente ricalibrabile), sia in modalità portatile utilizzando direttamente il touchscreen, proprio come avverrebbe su un tablet. Tutte e tre le opzioni sono perfettamente implementate, anche se l’immediatezza e la comodità di poter interagire picchiettando lo schermo sono due vantaggi non indifferenti.

Basta selezionare un punto per far dirigere in quella direzione il protagonista che, come dice il titolo stesso, è un anziano signore dalla folta e lunga barba canuta. Un giorno riceve una misteriosa lettera e decide di lasciare la sua casetta sulla scogliera per intraprendere un viaggio zaino in spalla. Ovviamente i dettagli si vengono a scoprire con il proseguo dell’avventura tra il viola della lavanda della Provenza e il blu della Costa Azzurra. L’impatto cromatico è molto forte, con paesaggi vibranti grazie al sapiente utilizzo dei colori e il particolare stile utilizzato. Gli occhi rimangono estasiati da questi fondali tanto vari, così come da una specie di “cartoline” che appaiono nella mente del vecchio. Fra una pausa e l’altra lungo la strada, i pensieri vagano infatti nel passato, con illustrazioni di una bellezza unica che ripercorrono la vita del protagonista. La particolarità sta nel fatto che siano immagini statiche, ma al contempo in movimento, con fondali fissi ed elementi che si agitano in un moto perpetuo, come i ricordi: frammenti immoti di vita vorticosa che si ripetono all’infinito nella nostra mente.

Risultati immagini per old man's journey

Non voglio addentrarmi oltre nella trama, esile ma evocativa nel suo essere delicatamente agrodolce, quindi passo a descrivere il gameplay. Come già detto, la meccanica di spostamento ricorda vagamente un punta-e-clicca a scorrimento orizzontale, se non per il fatto che fatti pochi passi ci rendiamo conto che è possibile spostarsi anche nella dimensione della profondità, in una commistione di 2D e 3D che inganna l’occhio e il comune senso della prospettiva. E’ come se il mondo di gioco fosse diviso in piani posti uno davanti all’altro e tra i quali si possa letteralmente passare con un balzo. Affinché questo salto possa avvenire è però necessario che i due piani abbiano almeno un punto di contatto. All’inizio l’architettura è già predisposta per permettere di proseguire senza intoppi, ma ben presto diventa necessario intervenire noi stessi sull’ambiente muovendo le diverse colline presenti sullo schermo. Selezionandone una, vengono visualizzati chiaramente i margini superiori dei diversi piani, quindi è sufficiente modellare la loro altezza fino ad avere due linee che si intersecano fra loro. Si scopre così la natura fortemente puzzle del gioco, che propone meccaniche mai viste personalmente prima d’ora, e la possibilità di utilizzare i comandi touch è un’aggiunta che mi ha conquistato.

 

Lo scopo del gioco è quindi riuscire a capire come riuscire a raggiungere un determinato piano. Inizialmente la faccenda è relativamente semplice, e sebbene la difficoltà non sia mai proibitiva, gli sviluppatori hanno deciso di introdurre man mano alcune variazioni sul tema. Ad esempio, ci sono cascate che avviluppano l’anziano signore e lo trasportano ai loro piedi (senza danni alla sua incolumità), oppure muretti a secco da distruggere con delle ruote di legno da manovrare con un gioco di pendenze. L’ambiente particolarmente bucolico ha ispirato anche la presenza di alcuni gruppetti di pecore che impediscono il passaggio, ma che possono essere manovrate da una praticello all’altro con un tap. Ci sono anche alcune sezioni in treno, durante le quali ricomporre le rotaie riposizionandole alla giusta altezza man mano che compaiono sullo schermo: probabilmente questa scelta era pensata per smuovere un po’ il ritmo, benché sia proprio il ritmo rilassante e rilassato il punto di forza del gioco (e quindi potenzialmente troppo lento per chi invece predilige l’azione più concitata).

Questa calma può essere goduta ovviamente in solitaria, accompagnati da una delle migliori colonne sonore che abbia ascoltato negli ultimi tempi, con tracce che ricordano le atmosfere di un bistrot francese con fisarmonica e archi, brani più minimalisti e composizioni con assoli di pianoforte struggenti. Ma nel caso voleste condividere quest’esperienza con qualcuno, è anche possibile giocare in coppia, ognuno col suo puntatore: il gameplay non cambia, ma è comunque un’aggiunta interessante che ben si adatta alla trasposizione su console. Diventa divertente anche solo interagire con i vari elementi nella schermata che non hanno finalità legate alla risoluzione degli enigmi, ma che rendono i paesaggi ancora più vivi: che siano finestre di un hotel da aprire e chiudere, porte cui bussare, oppure fronde degli alberi, festoni con lanterne e mulini da muovere come se fossimo un soffio di vento, il risultato finale dà quasi l’impressione di aleggiare tra quelle colline.

 

In cotanta poesia, spiace quasi dover parlare di aspetti più venali, ma mi sembra comunque importante constatare che il rapporto prezzo/longevità potrebbe essere un po’ sbilanciato per qualcuno: ai quasi 10€ richiesti al momento, fanno da contraltare 2 orette di gioco. Il problema non sta tanto nella durata – aggiungere altro avrebbe voluto dire solamente allungare il brodo – quanto forse nel prezzo del biglietto, effettivamente maggiore rispetto ad altre piattaforme su cui è disponibile. Ma se siete amanti di storie semplici, ma non per questo banali, allora Old Man’s Journey potrebbe fare al caso vostro. L’avventura di un vecchio nel quale il viaggio nello spazio diventa anche un viaggio nel tempo, nel quale presente e ricordi si intrecciano sul ritmo lento di un pianoforte. Un viaggio nel quale ci si rende conto che spesso la vita è fatta di scelte: alcune si rivelano felici, altre si trasformano in rimpianti, nel tentativo spesso vano di bilanciare affetti e velleità personali che ci accecano, ma che bruciano troppo per essere domate. Ma il messaggio tanto dolce quanto amaro che il gioco vuole far passare, è il fatto che se si è disposti a farlo, non è mai troppo tardi per mettersi uno zaino in spalla e partire per ritrovare e riconquistare quello che è davvero importante per noi.

2 Commenti