Lupo Solitario di Joe Dever: pagine e pagine scritte dal famoso autore, sotto forma di libro interattivo, nel corso degli anni ’90. Avventure che hanno accompagnato e guidato la fantasia di moltissimi ragazzi, con il loro mondo fantasy, i bivi decisionali e l’aspetto ludico del lancio dei dadi per gestire combattimenti e azioni. Senza dimenticare l’immedesimazione della creazione del personaggio, matita e gomma per le variazioni di stato dell’equipaggiamento e quella splendida sensazione di scoperta che la collana sapeva regalare, mettendosi nei panni del Master di meravigliosi ed epici giochi di ruolo…in solitaria. Difficile non vedere i parallelismi tra quei giorni e quel medium di comunicazione legata a un intrattenimento interattivo, con il lettore al centro di una trama intessuta per lui da qualcun altro ma capace di lasciare variazioni decisionali nelle mani del fruitore, e i nostri amati videogiochi. Canovaccio pre-costituito da affrontare in maniera dinamica tramite il nostro intervento diretto, capace di dipanare il proseguire degli eventi attraverso il dialogo tra il prodotto e il suo fruitore: affermare che i libri-game siano stati in qualche modo precursori di quello che stiamo vivendo oggi nel mondo dei videogame non è poi così folle. Ed è quindi con grande affetto che accogliamo l’adattamento per Switch di The Lone Wolf, per altro sviluppato in Italia da Forge Reply, con la collaborazione diretta del compianto autore.

Il titolo non arriva oggi dal nulla, bensì ha una genesi di qualche anno, con uscite su altre piattaforme, ma è arrivato anche per lui il momento di affacciarsi sull’ammiraglia ibrida della casa di Kyoto, conservando il fulcro della sua esperienza di gioco, senza perdere nulla e anzi arrivando a offrire qualcosa in più che in passato. Il prodotto è molto atipico nel panorama attuale dell’intrattenimento videoludico, basandosi fortemente sullo scheletro dei libri game che hanno dato i natali al protagonista. Si potrebbe anzi dire che The Lone Wolf è letteralmente un “nuovo libro-game”, arricchito ovviamente da tutte quelle che sono le caratteristiche offerte dal potenziale ludico virtuale. Per apprezzarlo, quindi, bisogna essere predisposti (se non addirittura attirati) da ritmi lenti, da una grande mole di testo a schermo che, con la lettura e tramite di essa, ci guidi alla scoperta dell’avventura, e in generale ad atmosfere fantasy oggi abbandonate. Tutti elementi che, se si è capaci di lasciarsi catturare dall’elevato grado di immedesimazione e “intimità” che un approccio quasi letterario sanno offrire, saranno in grado di intrattenervi lungo il corso di un canovaccio inaspettatamente ammaliante.

Dopo aver deciso le caratteristiche principali del nostro eroe (soprattutto, ovviamente, in termini di abilità, sia nel combattimento che nelle arti Kai), operazione per altro sia snella che significativa al contrario di quanto avviene in moltissime produzioni “di rango” (per le profonde conseguenze che la lista di capacità dell’avatar avranno nell’affrontare le diverse situazioni di gioco), ecco che su metà dello schermo vedremo la pagina di un libro, il cui testo scorre passo passo davanti ai nostri occhi per guidarci nella descrizione della situazioni ambientale, mentre a destra avremo sempre visualizzata la mappa, piuttosto che l’equipaggiamento. In alcuni determinati snodi, ci verranno offerte diverse opzioni di azione tra cui scegliere, tramite un menu di interfaccia piuttosto riuscito, che sfrutta sia i tasti che le leve analogiche per “scorrere” sui diversi elementi interattive delle “pagine” (molto comodi i dorsali per girare i fogli, ad esempio), dove solo l’assenza del supporto al touch screen in modalità portatile lascia un pizzico di rimpianto. Le scelte possono coinvolgere approcci diversi (legati alla forza, piuttosto che all’astuzia o all’uso della magia) di alcuni enigmi ambientali, avendo poi conseguenze sia sui nostri valori vitali (divisi in salute, magia e vigore), che sull’equipaggiamento (essendo tutte le risorse sempre consumabili, e quindi mai infinite). In alcuni frangenti le selezioni sono ponderate, in altri possono coinvolgere fattivamente o i nostri riflessi o la nostra abilità di esecuzione in quanto giocatori, offrendo un ritmo di dialogo con il prodotto piuttosto vario, e rimandando sempre alle atmosfere oltre che alla fruibilità dei libri game di una volta.

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