TinyBuild ha deciso di scatenarsi su Switch, annunciando l’arrivo di ben sei titoli della sua libreria Indie sull’eShop della console ammiraglia ibrida della casa di Kyoto a stretto giro di boa. Il primo prodotto a sbarcare è l’originale The Final Station, uno shooter a metà strada tra il survival e il gestionale, ambientato a bordo di un treno, sullo sfondo di uno scenario apocalittico fatto di mostri e zombi non meglio precisati. Scopriamo assieme come si comporta questa particolare produzione!

Il gioco si presenta con una grafica retrò, tanto di moda ormai nel panorama indipendente, senza particolari lodi né infamie, ma mettendo quantomeno sulla scena un contesto piuttosto originale anche dal punto di vista ambientale. Lo scenario infatti è quello di un mondo “che è andato avanti” (come direbbe Roland di Gilead, nella Torre Nera), seppur i dettagli non siano del tutto chiari né definiti. Quel che è certo è che le ambientazioni sono infestate da mostri simil zombi, pronti a tenderci imboscate dietro a ogni angolo e in ogni dove. Le location sono moderne, attuali, ma evidentemente abbandonate e desolate: sembra di essere in un mondo che prende vita nell’America rurale, fatta di distributori di benzina e capannoni al centro del nulla, soltanto ancor più isolati dal resto di tutto, e popolati da creature pericolose. Eppure, qualcosa, come sempre, è sopravvissuto e all’interno di nuove dinamiche di spostamenti e scambi commerciali, troviamo la ferrovia: ancora parzialmente funzionante, fondamentale per continuare a mantenere in vita il tessuto della comunità dei sopravvissuti. Ed è così che veniamo arruolati per guidare uno dei treni che si muovono sullo sfondo di questa ambientazione problematica, con lo scopo di far continuare la sopravvivenza, nostra e dei nostri viaggiatori, cercando nel contempo di preservare questo importante mezzo di trasporto.

Il gioco infatti ha una doppia natura: a bordo di questo treno, tramite le due levette analogiche potremo spostare il personaggio oppure il suo mirino, per esplorare ambienti che si “aprono” alla nostra vista (rivelandone il contento, a volte minaccioso, altre interessante) soltanto una volta varcatone la soglia: la pressione dei tasti ci aiuterà invece ad impossessarci dei vari elementi di equipaggiamento che troveremo in giro, piuttosto che nell’eseguire i nostri attacchi (prevalentemente con armi a lungo raggio, da sparo). Ma il lato sparatutto non è solo e, in numerosi momenti della partita, anche solo per continuare il viaggio e sopravvivere (o far sopravvivere i nostri ospiti) dovremo anche prenderci cura della gestione delle risorse del treno stesso. Nel vagone locomotiva, infatti, dovremo continuare a tenere d’occhio le riserve (di cibo, di armi e di medikit), lo stato di salute dei passeggeri e, soprattutto, del treno stesso, regolamentandone turbine, motori, temperatura e tutti gli altri elementi che, in piena sinergia, permettono al veicolo di continuare la sua incessante marcia. Il lato gestionale non è preponderante, né frustrante, ma offre comunque una discreta variazione sul tema al ritmo di gioco e alla sua varietà complessiva, seppur a tratti finisca più per spezzare il senso di esplorazione e azione che altro.

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