Coffin Dodgers è l’esempio lampante di una cosa: non basta ispirarsi ai grandi, per esserlo a propria volta. Probabilmente pensando a quanto i titoli di corse arcade abbiano trovato successo presso l’utenza Nintendo grazie all’ottimo Mario Kart, piuttosto che respiro con l’egregio lavoro svolto da Sumo Digital con la serie Sonic All Star Racing (in particolare il riuscitissimo Transformed), gli sviluppatori hanno deciso di provarci, con il “simpatico” prodotto qui preso in esame. Ebbene, l’esito di questo esame non è proprio dei più esaltanti.

Il titolo ha una premessa divertente e interessante: nella ridente (insomma…) cittadina in questione, un bel giorno si presenta niente meno che la Morte: d’altronde l’età media di questa città-per-anziani è piuttosto elevata e il tristo mietitore non vede l’ora di fare incetta di anime ottuagenarie. Ma i diretti interessati non sembrano tanto dell’idea e, per cercare di salvarsi la pelle incartapecorita, decidono di sfidare la Morte a una gara di corse. Ed ecco così che ciascun vecchietto si appresta a preparare il suo…scooter per anziani alla battaglia. Perché chi vincerà avrà salva la vita! L’incipit come detto è divertente e originale e porta anche alla realizzazione di veicoli e guidatori piuttosto caratterizzati, tutti ispirati a questo bizzarro contesto, capace di strappare più di un sorriso nella modalità “storia”, forse la più interessante del pacchetto.

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Peccato per tutto il resto, però. Entrando in pista troviamo un racing arcade arricchito da elementi di attacco tramite armi, da raccogliere lungo il percorso: struttura già vista, ma di per sé anche divertente, come tutti sappiamo. Purtroppo i problemi sono però davvero molti: ancor prima di discutere del lato grafico, dobbiamo constatare una povertà e una banalità eccessiva dei percorsi e dei tracciati, che risultano piccoli e davvero poco ispirati da tutti i punti di vista. Cosa poi ancora più fastidiosa, il feeling trasmesso dal senso di guida è davvero pessimo: più che su una strada asfaltata, sembra sempre di trovarsi a pattinare sul ghiaccio, con una leggerezza dei veicoli a dir poco deludente e mai capace di trasmettere un reale senso di controllo del mezzo, né di pesantezza dello stesso. Non parliamo nemmeno poi di una pur minima differenziazione degli scooter, tutti sostanzialmente uguali nella loro estenuante inconsistenza. Roba che il mitico Whacky Races (goduto dal qui presente sul mitico Sega Dreamcast) sembrava un simulatore di guida in stile Gran Turismo…

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