Bit Trip Runner nasce addirittura su Wiiware, primo store digitale di Nintendo ormai parecchio datato: una serie di “mini giochi” che in realtà erano tutti piccole perle spesso sottovalutate. Per poi esplodere in popolarità con il focus sulla sottoserie “Runner”, grazie anche al secondo episodio multipiattaforma (per Wii U). Sin dall’annuncio di Switch, però, ecco che la serie torna all’ovile, con un terzo inedito episodio in esclusiva per l’ammiraglia ibrida di Nintendo. Finalmente, a poco più di un anno dall’uscita dell’hardware, arriva anche questo promettente titolo ritmico, pronto a mettere alla prova il nostro senso della musica e i nostri riflessi.

Runner 3 ricalca per certi versi i suoi predecessori, pur introducendo anche nuovi elementi. La direzione artistica è sempre simile, ma con un approccio poligonale più ricco, e allo stesso tempo materico, soprattutto per quanto concerne ambienti e nemici. La palette di colori è sempre molto spinta e accesa, gli scenari piuttosto dadaisti, anche se in qualche modo ispirati all’arte moderna, senza dubbio non ottico-retinici ma reinterpretati in chiave astratta e fantasiosa. Il senso di essere all’interno di un mondo straniante è poi ovviamente fortemente supportato dalla colonna sonora, elemento cardine di una produzione di questo tipo, incentrata sul ritmo e sull’interazione tra l’avanzamento del livello e l’accompagnamento musicale. Anche da questo punto di vista, il marchio di fabbrica tipico degli sviluppatori resta, con basi musicali elettroniche ma aggraziate, punteggiate dal corredo d’arricchimento derivante dalla corretta esecuzione delle mosse da parte del nostro avatar: agendo al momento giusto, seguendo il ritmo, completeremo la melodia con piccole note aggiuntive che, concatenandosi, ci aiuteranno a sentire ancor di più e meglio proprio quel ritmo soggiacente necessario per continuare a eseguire nel momento giusto le nostre azioni, con un susseguirsi continuo di azioni e reazioni.

Rispetto ai capitoli precedenti, il numero di azioni eseguibili, assegnate ciascuna a uno dei diversi tasti dei JoyCon, è leggermente inferiore (salti, calci, scivolate eccetera), per un approccio esecutivo meno complesso, necessario per affrontare però una costruzione dei percorsi al contrario più difficile. Il tutto, comunque, supportato da un livello di varietà d’interazione comunque elevato, grazie all’introduzione dei mezzi di trasporto: su ruote o volanti, questi elementi di novità assoluta rispetto al passato introducono sezioni più fluide e meno ritmate, capaci di offrire una distrazione (sempre carica di attenzione, sia chiaro) rispetto al resto del livello. Livelli che per altro rispetto a prima si strutturano in modo diverso anche per la maggior lunghezza e durata, per fortuna intervallata da almeno un check point a metà strada, che tende ad innalzare ulteriormente il livello di difficoltà. Nell’insieme, il gioco è più difficile dei predecessori, sia per i motivi sopra esplicitati, che per una maggior ricchezza visiva che, ponendo a schermo davanti ai nostri occhi una maggior complessità interpretativa sul versante grafico, richiede uno sforzo maggiore nell’interpretazione del percorso da superare, ricco di pericoli. Affidarsi all’orecchio è fondamentale, ma in Runner non è mai stato sufficiente, a causa delle diverse azioni da eseguire per affrontare le varie tipologie di ostacolo. 

1 commento

  1. Ho amato follemente il secondo capitolo su Wii U, però già dai primi trailer c’era qualcosa che non mi convinceva.
    E la recensione sembra confermare il mio timore sulla difficoltà di interpretazione degli elementi su schermo (senza averlo ancora provato, questa nuova inquadratura 2.5D mi stranisce). Anche la complessità dei livelli, che di per sé non mi spaventa, qui sembra quasi “gratuita”…
    Ovviamente non resisterò e lo comprerò, però rimango ancora titubante e aspetto un bello sconto.