[Questa recensione si basa sulla versione Switch del gioco, non su quella per 3DS]

Chi è un appassionato di Nintendo ormai sarà abituato alle stramberie che ogni tanto la grande N tira fuori dal suo cilindro, anzi, spesso sono proprio queste trovate inimmaginabili a renderla unica e inimitabile ai nostri occhi, svettando sola (o quasi) in un panorama videoludico pianeggiante, senza rilievi significativi o irregolarità del terreno. Certo, uno cerca di farsi il callo con gli anni, però in un modo o nell’altro gli sviluppatori riescono sempre a spiazzare con idee al limite dell’umano. Ad esempio, mai mi sarei aspettato un gioco basato su lotte fra mangiatori di sushi, eppure Sushi Striker: The Way of Sushido è realtà. Ma guai a classificarlo come un’eccentrica bizzarria, perché dietro alle montagne di riso c’è tanta carne… Pardon, “pesce” sul fuoco.

Nel caso vi foste persi la nostra anteprima, ecco un breve riassunto delle informazioni base da sapere. Il protagonista è Musashi, una ragazza (o ragazzo, a completa discrezione del giocatore) che decide di combattere l’Impero, oscura dittatura sorta dopo la Guerra del sushi a seguito della quale diversi territori del regno sono stati privati della prelibata specialità giapponese. Comincia quindi l’avventura nella quale Musashi deve scontrarsi con temibili guerrieri in accese battaglie all’ultimo… Sushi. Ebbene sì, in questo atipico gioco si combatte grazie al potere del sushi, con il quale lanciare piattini su piattini ai nostri nemici. La storia, di per sé, è piuttosto infantile eppure, nonostante a volte possa sembrare quasi un mero pretesto per proseguire nel gioco, riesce a strappare ben più di un sorriso con la sua vena parodistica dei classici anime di combattimento (à la Dragon Ball, per intenderci) e scene volutamente esagerate, al limite quasi dell’imbarazzante, ma che sono talmente sopra le righe da risultare esilaranti.

Immagine correlataTra l’altro, fra un livello e l’altro, sono a volte presenti dei dialoghi che portano avanti la trama con una serie di personaggi uno più strambo dell’altro. C’è il generale Purrsilla, ovvero una cougar che ha bandito il salmone dalla sua regione perché era il sushi preferito dal suo ex fedifrago; oppure il generale Kodiak che mostra il fisico con i suoi muscoli scolpiti, benché servano ben poco in un combattimento magnereccio; oppure un viscido generale amante del wasabi e circondato da procaci fanciulle pronte a difenderlo dai nostri agguati (che più che un magnone, sembra tutt’altro…). La storia può anche essere saltata a piè pari, però si perderebbe un po’ di quella sana follia che percorre l’intero gioco. Inoltre, durante tutta la prima parte introduttiva e in alcuni segmenti particolarmente importanti, ci sono anche delle scene animate in pieno stile manga-anime giapponese. Non è sicuramente la produzione con la qualità migliore che si sia mai vista (i fondali sono molto basici, così come anche le animazioni), però rimane comunque un piacevole diversivo. Già solo l’opening appena avviato il gioco introduce perfettamente all’atmosfera jappo, tanto che se fosse stata Level-5 a sviluppare il gioco, come minimo ne avrebbe realizzato cartone animato, fumetto e merchandising vario in maniera selvaggia.

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Ma se ci spostiamo dalla presentazione generale, com’é il gameplay in sé e per sé? Di base, si tratta di un puzzle game sullo stile dei match-3, ovvero quei giochi che richiedono di allineare elementi identici fra loro. Però, in questo caso, non solo non ci limita solo a 3 blocchi, ma in più dobbiamo abbinare fra di loro appetitosi piatti di sushi. Il terreno di gioco è infatti un ristorante all-you-can-eat con i tipici nastri trasportatori lungo i quali corrono i diversi piatti. Caratterizzato ognuno da un colore, è sufficiente muoversi lungo il piano di gioco passando da un piatto all’altro (purché siano limitrofi e, appunto, dello stesso colore) per creare lunghe catene, alle quali corrispondono alte pile di stoviglie. Di fianco all’impianto puzzle, infatti, si accosta anche una componente da gioco di lotta per la quale dobbiamo letteralmente combattere lanciando i piatti accumulati contro il nostro avversario. Per fare un paragone, potrebbe ricordare vagamente la struttura di un gioco come Puzzle Dragon. Forse detta così sembra davvero un abbinamento sconclusionato, eppure, il risultato è un gameplay avvincente e perfettamente oliato.

Un aspetto positivo di Sushi Striker è quello di essere facilmente accessibile da chiunque, date le regole di base facilmente intuibili ed immediate. Ma dietro alle apparenze di gioco spensierato, si nascondono meccaniche di gioco estremamente stratificate, con moltissimi fattori che un appassionato può tenere in conto per la sua strategia. Perché di fatto, se ci si vuole spingere un po’ più in là del livello base, di strategia ne è richiesta eccome. Ad esempio, un errore potrebbe essere quello di concentrarsi troppo a creare combo lunghissime che sì infliggono più danni rispetto alle pile più basse, ma che però fanno Immagine correlataingurgitare meno sushi a Musashi. La quantità di riso mangiato determina infatti l’attivazione dei Festival del sushi, breve intervallo nel quale i piatti escono dai rulli in sequenze particolarmente favorevoli e con qualità di sushi più pregiata. Il colore della ceramica corrisponde infatti ad un diverso valore d’attacco, ma ad ogni colore corrispondono più varietà di pietanza: ad esempio, sui piatti azzurri possono comparire nigiri al tonno, maki di salmone o anche ananas. Questo assortimento crea inizialmente un po’ di confusione, dato che l’attenzione sul colore del piatto potrebbe essere deviata da quello del cibo posizionato sopra. Col tempo ci si fa l’abitudine, anche se ciò rende il gioco praticamente impossibile per chi soffre di qualche forma di daltonismo (o si distrae molto facilmente). Eppure, anche questo fattore è tutto al servizio del gameplay, dato che pile di una stessa pietanza (e non solo colore) garantiscono moltiplicatori bonus appetitosi. Inoltre, mangiando una varietà di sushi in dosi massicce si sblocca un’abilità speciale per aiutarci in combattimento: basta selezionare il nostro sushi preferito prima della battaglia e il potere corrispondente verrà attivato.