Ormai è da parecchie settimane che ve ne parliamo, ma quando un gioco è creato al 100% da sviluppatori italiani, diventa impossibile frenare l’ardente campanilismo che si accende in noi. Abbiamo dedicato notizie, interviste con gli sviluppatori, ve ne abbiamo persino regalato una copia (gentilmente concessa da Footprints) pur di farvelo giocare, ma ora è arrivato il momento di capire se Detective Gallo è in grado di superare il nostro ferreo interrogatorio.

Il sospettato è un punta-e-clicca che richiama i classici del genere, proponendo meccaniche di gioco solide, benché non particolarmente innovative: se quindi ricercate un titolo che ridefinisca il genere potreste rimanere delusi, ma se invece vi accontentate di un sistema ben collaudato senza paura di déjà-vu, allora siete sulla pista giusta. Quindi ci sono oggetti da raccogliere nelle diverse zone esplorabili da utilizzare a proprio vantaggio per risolvere enigmi ambientali, spesso combinando più oggetti insieme. Azioni di per sé molto basilari, ma il vero punto forte del gioco giace in tutto ciò che fa da cornice le nostre indagini.

Ad accompagnare la storia, gli sviluppatori hanno optato per un’atmosfera decisamente ben riuscita che coniuga insieme il genere noir con una vena comedy irresistibile. I personaggi principali sono caratterizzati in maniera encomiabile: al ruvido protagonista si contrappone la “cara” Candy Bop, così dolce da diventare appiccicaticcia (anche perché vendendo caramelle al suo banco, probabilmente gli zuccheri le hanno dato alla testa), anche se il tutto è bilanciato da un avido negoziante innamorato dei soldi che tiene più alle sue cose che a se stesso (da quanto si fa schifo da solo) e un pericoloso gangster in età pre-scolare. Fra i tanti altri personaggi presenti, a spiccare rimane comunque il protagonista: pigro, egocentrico e sempre pronto a rispondere con il suo laconico sarcasmo. Se poi ci aggiungiamo l’iconico impermeabile giallo, abbiamo un personaggio irresistibile che già con la sua presenza regge perfettamente la struttura narrativa del gioco.

La trama, che gioca ironicamente sui cliché delle detective story, vede al centro ovviamente un terribile misfatto. Il gioco si apre con la chiamata del botanico Phil Cloro (o Cloro Phil…), disperato per l’improvvisa dipartita delle sue amate piante: un chiaro caso di omicidio plurimo vegetale, sentenzia Detective Gallo, che si mette alla ricerca del colpevole (ovviamente a seguito di un lauto anticipo, perché anche il senso della giustizia ha bisogno dei suoi incentivi). Cominciano così le indagini che ci vedono spesso interagire con gli altri personaggi. A tal proposito, il livello di scrittura è davvero eccellente, con dialoghi divertenti che più volte mi spingevano ad operare tutte le scelte possibili di conversazione solo per il gusto di sentire i personaggi beccarsi fra di loro. E in più, tutti i dialoghi sono doppiati in italiano (sempre con testo a schermo) in maniera davvero efficace, almeno per quanto riguarda i personaggi principali.

 Risultati immagini per detective gallo

Purtroppo, sebbene tutto sia molto divertente, ci sono anche alcune pecche. Dal punto di vista tecnico ci sono alcune piccole, sporadiche sbavature (voci sovrapposte, scritte parzialmente illeggibili perché fuori schermata) che però non vanno ad intaccare l‘essenza del gioco. Per la versione Switch sono stati anche implementati i comandi touch per quando si gioca in portatile: possono essere comodi durante l’esplorazione e per l’interazione con gli oggetti a schermo, ma per navigare fra i menù, la gestione dell’inventario e la selezione dei dialoghi (con le opzioni molto ravvicinate) i comandi tradizionali rimangono comunque la scelta più comoda in mancanza di un pennino per tocchi più precisi.

L’altro elemento che può essere soggetto a critiche sono la gestione degli enigmi. Il problema non è la struttura molto classica in sé che vi ho descritto in precedenza (quella è questione di gusti personali), quanto alcune connessioni logiche non sempre così evidenti e che possono sfociare nel meccanismo, spesso tipico nel genere, di andare a tentativi sperando di beccare la combinazione corretta (interrogandosi perché due elementi non possano essere considerati interscambiabili) e selezionare l‘oggetto giusto al posto giusto nel momento giusto. Perché può anche capitare che semplicemente non sia ancora arrivato il momento di compiere quella determinata azione. E’ richiesta a volte una mentalità acrobatica, che di per sé può rientrare perfettamente nella visione comedy del titolo, ma che può a tratti essere spiazzante e carente di una coerenza evidente. Solitamente i dialoghi forniscono gli indizi sufficienti per capire l’obiettivo successivo e mi è capitato solo un paio di vote di essere in completa balìa dello spaesamento (per poi scoprire che bastava chiacchiere nuovamente con un personaggio dopo aver sbloccato un nuovo dialogo), però anche se appare evidente il “cosa” fare, non si può sempre dire altrettanto sul “come”. E’ proprio questo che intendevo: è necessario quel salto di mentalità nel cercare trovate al limite dell’impossibile. E’ necessaria un’attenta analisi dell’ambiente circostante, il che è reso però più facile dal “senso di gallo”, ovvero un istinto tipico dei detective (e a quanto pare anche dei pennuti) di riuscire ad individuare e a segnalare con un’icona gli oggetti con cui è possibile interagire.

Risultati immagini per detective gallo

Tra l’altro, ispezionare i vari scenari non è nemmeno un compito così ingrato, considerata l’ottima direzione artistica, tutta rigorosamente a mano. Lo stile impiegato richiama fortemente la produzione disneyana con anche citazioni più o meno evidenti (ad esempio, l’avaro negoziante si trova su una collinetta in un edificio di forma cubica in cui deposita tutti i suoi prodotti). Anche solo la scelta di ideare tutti i personaggi con fattezze di pollame vario richiama volutamente uno stile nel quale è però sempre possibile scorgere dettagli più personali. Passeggiare fra i diversi ambienti cercando di raccogliere prove incriminanti rimane quindi un passatempo davvero piacevole per le 4-5 ore necessarie a completare il gioco, accompagnati anche da una calzante colonna sonora in stile jazz. Non si tratta di una produzione esente da difetti, ma l’ottima scrittura e la caratterizzazione dei personaggi sono già motivi più che sufficienti per buttarsi nelle indagini.

1 commento