Il mondo delle produzioni pensate per Realtà Virtuale sta trovando sempre più spazio anche su Switch: vuoi per la possibilità di godere di questi titoli in maniera portatile (con lo schermo vicino agli occhi e le cuffie, senza dimenticare i sensori di movimento dei JoyCon separati, sono in fondo molte le similarità offerte dalle due esperienze di gioco), vuoi per l’afflato commerciale dei visori ancora piuttosto limitato (contrapposto a una base installata sempre più in espansione per l’ammiraglia ibrida di Nintendo). Questa volta è il turno di Time Carnage, che vedere qui recensito.

Il gioco ha una struttura piuttosto bizzarra, volendo anche originale: una volta inizializzato, ci troveremo proiettati in un ambiente proveniente da diverse epoche storiche alle prese con orde di nemici altrettanto variegati. Il giocatore sarà “inserito” in una sorta di postazione di gioco (presa dai tappeti per la camminata virtuale realmente esistenti), senza possibilità di muoversi se non per quanto riguarda l’orientamento delle mani, capaci ovviamente di stringere diverse armi a nostra disposizione. In sostanza, quindi, saremo racchiusi nel nostro “pod” dalle pareti trasparenti, all’interno di aree differenti in cui ondate di nemici proveranno ad attaccarci da varie direzioni: il nostro obiettivo sarà sfruttare pistole, mitra e altri oggetti d’offesa messi a disposizione dal pod stesso per eliminare tutti gli avversari, cercando di evitare che si avvicinino abbastanza alla nostra area per danneggiarla (causando a un certo punto il game over).

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Da un certo punto di vista, l’esperienza pensata dagli sviluppatori ricorda gli sparatutto “su binari” tipici delle sale giochi, anche se in questo specifico caso non avremo pressoché alcuna possibilità di movimento o di avanzamento all’interno dei livelli di gioco. La limitazione deriva in maniera evidente dalla natura “VR” pensata all’origine della produzione, per andare incontro alle ancora oggettive difficoltà di gestione del movimento in ambito 3D di queste tecnologie, ma su Switch risulta ovviamente piuttosto spiazzante e, in buona sostanza, avvilente: gli ambienti di gioco come detto non saranno minimamente esplorabili e dovremo limitarci ad attendere l’arrivo delle orde di nemici per spostare la visuale a 360° e abbatterli nel minor tempo possibile. Un difetto proprio concettuale, anche per un’esperienza arcade che avrebbe giovato di una maggior libertà di spostamento, pur mantenendosi eventualmente ancorata al suo credo di giocabilità immediata.

2 Commenti

  1. completamente stroncato!
    Purtroppo è il problema degli “indie” e dei giochi eshop in generale: è difficile trovare la perla in mezzo ad un oceano di giochi, tanto che gli effettivi titoli meritevoli, non dico si possano contare sulle dita di una mano, ma hanno una proporzione di 1/50 o qualcosa del genere.
    Secondo me dovrebbero esserci dei filtri per poter pubblicare le proprie opere su shop