The Banner Saga 2 continua la narrazione del primo capitolo: grazie al recente rilascio dell’intera trilogia per Switch, i possessori della console ibrida di Nintendo possono godersi l’avventura tutta d’un fiato, anche grazie al passaggio dei dati di salvataggio da un titolo all’altro. Dopo la nostra recente recensione del primo episodio, fedeli alla parola data in merito a “Il mese di The Banner Saga”, eccoci pronti con la recensione del seguito. Affilate le lame, preparate l’armatura: la guerra continua!

Per prima cosa, sarà meglio descrivere la particolare impostazione imposta dagli sviluppatori a quello che a tutti gli effetti è il secondo capitolo di una trilogia: approcciarsi a questo gioco senza aver completato il primo capitolo è possibile, anche grazie al video riassuntivo che è possibile guardarsi a inizio dell’avventura, ma assolutamente non consigliato. Non solo, infatti, la trama riprende esattamente da dove si era interrotta, con tanto di suddivisione in capitoli numericamente legati a quelli precedenti, ma è anche possibile importare i salvataggi del primo titolo per proseguire esattamente come se non ci si fosse mai interrotti. Opzione ancora più veritiera su Switch, dove la Trilogia viene offerta “in quanto tale”, permettendo di fruire dell’intera epopea in un unico respiro. Ovviamente, i save file sono opzionali, pertanto sarà comunque possibile anche scegliere di partire “ex novo”, senza per forza essere legati “al passato”, per chi in qualche modo volesse “cambiare ruolo” o punto di vista (senza entrare troppo nel dettaglio per non spoilerare nulla su alcuni snodi narrativi piuttosto importanti).

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Dal punto di vista strutturale, il gioco ovviamente segue pedissequamente quanto già mostrato nel primo capitolo, essendone come detto un seguito tanto diretto da poter essere percepito come la vera e propria seconda parte di un unico grande progetto. Ritroverete, perciò, sia le fasi di esplorazione che gli scontri a turni sulla griglia: per quanto riguarda la prima parte, possiamo già anticipare come in questo caso ci sia una varietà leggermente maggiore di ambientazioni e scenari, così come dobbiamo riconoscere almeno lievi aggiunte in termini di razze e tipologie di combattenti, in grado conseguentemente alle proprie caratteristiche di arricchire soprattutto le opzioni di battaglia. Nell’insieme, comunque, il feeling è senza dubbio similare se non del tutto identico, nel bene e nel male: sia la direzione artistica che i dialoghi ci guideranno con piacere alla scoperta dell’avventura, così come il sistema di combattimento sarà capace di tenerci incollati allo schermo senza avvertire tedio anche davanti allo scorrere di molte ore di gioco.