Gli scontri sono gestiti con la classica alternanza di turni completi, per cui potremo muovere tutte le nostre unità, prima che il pallino passi nelle mani del nemico. Il plotone è generalmente composto da 4 soldati, ciascuno con diverse opzioni nel proprio menu di azione: spostamento, attacco, equipaggiamento e via dicendo. Particolarità: esistono dei punteggi comuni a tutto il gruppo, spendibili ad esempio per aumentare il raggio dei nostri movimenti per un turno, piuttosto che per colpire con l’arma secondaria in dotazione di ciascun membro dell’esercito. Sarà quindi piuttosto importante valutare per quale specifico guerriero sfruttare queste possibilità, tenendo conto di come impattino conseguentemente anche le chance degli altri compagni all’interno del medesimo scontro. Interessante, inoltre, anche la necessità di ponderare al meglio il posizionamento del cono di visuale dei nostri soldati, poiché esso determinerà non soltanto la direzione degli attacchi, ma anche dei possibili contrattacchi, nonché dell’ampliamento della porzione di mappa visibile, andando a svelare cosa si celi al di sotto della nebbia. Insomma, tutta una serie di accortezze nella gestione delle risorse, delle possibilità di azione e nel coordinamento del plotone che trasmettono un discreto senso di controllo e sfida capaci di intrattenere il giocatore durante le sessioni di gioco. 

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Quello che non convince del tutto in questo titolo è l’aspetto tecnico: il gioco non è un mostro di grafica, ma se i modelli poligonali appaiono piuttosto semplicistici, alcuni scenari al contrario sembrano offrire un quadro piuttosto interessante delle aree di gioco. Salvo poi perdersi in una eccessiva monotonia e ripetitività dei quadri, che finisce purtroppo per ridimensionare anche questo aspetto altrimenti positivo. Gli effetti di luce generati dal sistema di illuminazione o ad esempio dalle esplosioni non rendono certo giustizia all’hardware di riferimento. Il frame rate, dal canto suo, soffre anche in situazioni non particolarmente concitate. Insomma, nell’insieme il prodotto non brilla particolarmente, anche a causa di una struttura di interfaccia poco ottimizzata per Switch. Probabilmente, mouse e tastiera sarebbero più indicati, per controllare questo tipo di struttura della UI, anziché gli analogici dei JoyCon, così come l’assenza di controlli touch in modalità portatile lascia un po’ interdetti.

Achtung Cthulhu Tactics è un buon strategico a turni, di stampo piuttosto classico e tradizionale ma non per questo privo di mordente. Un comparto tecnico sottotono viene almeno in parte contro bilanciato da un quadro narrativo interessante, per gli appassionati di H.P.L. o in ogni caso dell’approccio mistico al periodo bellico della seconda guerra mondiale. Un gioco non di primissima fascia, ma che saprà dare soddisfazione a molti dei suoi acquirenti.