Dal punto di vista visivo, il gioco è derivativo e ambizioso allo stesso tempo: l’estetica richiamata è evidentemente non originale, con toni cupi e tonalità di grigio alternate a verdi laser e azzurrognoli riflessi derivanti da schermi e tracciatori; ciò non implica necessariamente però povertà, soprattutto grazie al livello di cura riposta nel dettaglio di moltissimi elementi del mondo messo in scena, anche dal punto di vista sonoro. Se la colonna propriamente musicale non colpisce, essendo per lunghissimi tratti del tutto assente, allo stesso tempo dobbiamo riconoscere nella scelta dell’ottimo doppiaggio (inglese) e degli SFX (sound effects) come sia stato svolto un lavoro egregio.

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Il lato puramente tecnico non offre il meglio di quanto Switch sia stata ad oggi in grado di mostrare, soprattutto in modalità TV: una sbavatura generalizzata delle texture, in parte coperta da scelta stilistica ma destinata alla fine a cozzare con l’estremo livello di dettaglio “tecnologico” alla base della direzione artistica, lascia intravedere i limiti del progetto, così come alcune incertezze di frame rate un po’ troppo accentuate soprattutto nella gestione della rotazione della telecamera (elemento che, in prima persona, finisce ovviamente per infastidire). In versione portatile, invece, come spesso accade con produzioni di questo stampo iper realistico e di derivazione PC (pensiamo a DOOM o a Wolfenstein per dire) il risultato strappa più di un sorriso. Ancora oggi, a più di un anno dall’uscita della console, poter fruire di esperienze di gioco di questo genere in modalità “on the go” lascia a bocca aperta, quantomento se il porting è gestito in maniera discreta come in questo caso, per adattarsi alla risoluzione nativa dello schermo della console.

Observer è un titolo molto particolare. Esperienza puramente single player, dai ritmi compassati in termini di azione ma intriganti dal punto di vista sia narrativo che di risoluzione logica degli enigmi, ci offre un’avventura quasi “fuori dal tempo”. Una storia dalle tinte cyber punk, infarcita da elementi puramente horror in termini di canovaccio, con un lato estetico affascinante e un lato tecnico piuttosto solido, saprà conquistare i cuori e le menti degli appassionati del genere fantascientifico “dialogato”. Non sappiamo quanti ce ne siano ancora, là fuori, ma senza dubbio l’eShop è da oggi un po’ più ricco.

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