Dopo il successo di Mario + Rabbids Kingdom Battle, ecco arrivare un altro titolo Ubisoft per Nintendo Switch, ancora una volta sviluppato con lo Snowdrop Engine tanto caro alla casa di sviluppo francese. Stavolta, è il turno di South Park: Scontri Di-retti, secondo capitolo della saga ispirata al famoso cartone animato satirico americano, fatto di volgarità e battute sagaci, fortemente incentrate sulla tagliente analisi della società statunitense. Animazione 2D, struttura ruolistica, sistema di combattimento a turni…tutti ingredienti già sperimentati con “Il Bastone della Verità” che tornano riproponendo un mix vincente, questa volta su Switch.

Il gioco si ripropone quindi in maniera similare a quanto già visto qualche anno fa con il primo episodio: storia inedita, rispetto alle avventure della serie animata televisiva, ma messa in scena dagli stessi protagonisti. Il solito gruppo di scompagnati compagni questa volta si troverà ad affrontare però un’avventura nel tempo, piuttosto che nello spazio, entrando in una sorta di sbalzo cronologico a metà tra il serio e il faceto, in cui il protagonista del gioco (avatar personalizzato da parte del giocatore stesso) vestirà i panni del “Re”, impegnato a difendere il quartiere dall’invasione degli stranieri. Se ci aggiungiamo che il colore della pelle varierà anche il livello di difficoltà, proponendo una sfida più ardua al personaggio di colore, capiamo già il clima di forte satirica critica sociale che il prodotto conserva, anche nel passaggio di medium comunicativo. Temi forti, sempre trattati senza grandi remore, quasi con mancanza di rispetto, ma pur sempre secondo lo stilema ormai tipico della serie, per cui niente di inaspettato: diciamo che probabilmente per il linguaggio usato e le scene ideate, un bel disclaimer è d’obbligo. Le persone sensibili dovrebbero tenersi alla larga.

L’ambientazione per altro cambia repentinamente scenari e situazioni, andando ad offrire una varietà situazionale piuttosto elevata e ricca di “colpi di scena”, portando in fretta sullo schermo (al di là delle fasi iniziali di gioco) anche ispirazioni più fortemente tratte dal filone delle produzioni cinematografiche dei supereroi di stampo Marvel, tanto in voga nell’odierna cultura occidentale dell’intrattenimento. Ovviamente sempre in chiave dissacrante, con i protagonisti travestiti in maniera assurda e dotati dei poteri più volgari e strampalati: Kenny McCormick Mysterion), Eric Cartman (il Procione), Jimmy Valmer (Fastpass), , Stan Marsh (Brico Boy) a guidare le gesta di inenarrabili avventure a sfondo rettale. L’ironia la fa da padrone, sempre nel non-rispetto delle regole tipico della serie, con conseguenze piuttosto esilaranti soprattutto in quei frangenti in cui stilemi e crismi classici dell’intrattenimento videoludico vengono presi, esposti in tutta la loro nudità e presi in giro senza ritegno. Eppure, il tutto riesce comunque a risultare poi molto rispettoso sul versante principale che distingue l’animazione dal gaming: l’intarazione ludica.

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