Se c’è una serie che su Switch non si è risparmiata, è quella dei giochi LEGO. Dalla riproposizione del bellissimo City (visto originariamente in esclusiva su Wii U), all’arrivo di di World, passando per tutte le diverse avventure proposte da TellTale Games e pubblicate da Warner Bros sotto l’egida del marchio danese dei famosi mattoncini di costruzioni, l’ammiraglia ibrida della casa di Kyoto è già davvero infarcita di questo genere di produzioni. Ora, però, è il turno di un ulteriore passo avanti (almeno sotto il profilo dell’intreccio di licenze al lavoro..!), grazie a LEGO DC: Super Villains. Questa volta, infatti, gli sviluppatori ci immergeranno nell’universo tratto dai famosi fumetti americani di Batman & co., ma dal punto di vista dei malfattori!

La struttura di gioco è ovviamente sempre la stessa: l’impianto è quello di una sorta di action adventure game con fasi di esplorazione e combattimento, affrontabile anche in modalità cooperativa, lontano dalla struttura open world di alcuni recenti episodi e più vicino alla classica struttura a quadri, con snodi legati alla risoluzione di elementi costruttivi a suon di mattoncini, capaci di aprire nuove aree di gioco. Ritmo di gioco e livello di difficoltà rappresentano ancora l’ostacolo più grande per un pubblico più adulto, anche se un pizzico di brio in più rispetto al solito è offerto dall’arco narrativo, capace di risultare fresco, divertente e interessante anche per gli appassionati DC di più vecchia data. La tipica evasione dai massimi carceri di sicurezza sia di Gotham che di Metropolis, infatti, sembra ricalcare canovacci visitati già più volte, ma nel momento in cui il Joker e Lex Luthor vedono le loro tipiche nemesi (impersonate dalla Justice League al completo) sopraffatte da misteriosi nuovi individui (apparentemente visitatori da altre Terre parallele alla nostra) ecco che i ruoli si invertono. Gli epigoni dei nostri super eroi, infatti, non solo catturano Superman e compagnia, ma riescono a porsi come paladini della giustizia agli occhi dell’opinione pubblica e questo, per i veri malvagi che noi tutti conosciamo come le nostre tasche, è troppo. Eccoci così vestire i panni di Harley Queen e dello Spaventapasseri, disposti a diventare “buoni”, pur di smascherare i nuovi truffatori.

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Ultraman, il Re del Mare e Super Woman, in sostanza, riescono con la loro simpatica ironia (di ruolo, nome e comportamento) a inserirsi alla perfezione nel tono narrativo delle produzioni Lego, offrendo il pretesto per invertire il punto di vista sui famigerati personaggi classici del lato oscuro della DC, dandoci lo spunto per interpretare il folle Joker o il machiavellico Lex, spinti dal desiderio di fronteggiare e sconfiggere i “finti buoni ma veri cattivi” di questa avventura inedita, riuscendo a inserire all’interno delle ormai classiche e scontate dinamiche delle produzioni TellTale Games nuovi e variegati poteri legati al super martello della Giullare Pazza o ad altri elementi di gioco ispirati dalle caratteristiche di avatar solitamente gestiti dalla CPU e non direttamente da noi giocatori. Se quindi la natura del gioco sa (molto) di già visto, non possiamo che elogiare il tentativo degli sceneggiatori di sfruttare questo inedito accordo commerciale per riuscire a spruzzare un po’ di pepe nel progetto. Peccato che game designer e programmatori non abbiano avuto altrettanta iniziativa.

1 commento

  1. Come gameplay i giochi Lego “non tradiscono mai”, nel senso che sai già cosa ti aspetti. Personalmente con gli episodi più recenti della serie mi sono divertito un sacco a giocarli in coop locale, ma più per la storia assurda che non per il gioco in sé. Penso che anche questo finirò poi col prenderlo, ma più in là, non a 60 carte.