A diversificare un po’ le fasi di gioco ci pensano gli imprevisti che di tanto in tanto colpiranno il centro abitativo, per rimediare ai quali dovremo muoverci al di fuori del veicolo, per poter saldare un pannello, piuttosto che riallacciare cavi e via dicendo, messi a dura prova dalle intemperie spaziali di Marte; nell’insieme però come detto gli spostamenti, la raccolta di materiali sul JCB e la loro gestione a bordo della navetta rappresentano la fetta di gameplay senza dubbio più ampia di questo titolo. Il tutto gestito con un ritmo a tratti così lento da risultare esasperante, anche e soprattutto per la vena “simulativa” che permea il gioco. Sia nel controllo del veicolo che nell’esecuzione delle azioni necessarie per sopravvivere, infatti, è evidente come l’intento degli sviluppatori fosse quello di ricreare in qualche modo una parvenza di verosimiglianza con le ipotetiche situazioni che un astronauta si troverebbe a dover affrontare: la gravità più leggera di quella terrestre, ad esempio, con conseguente difficoltà nella gestione “fisica” degli spostamenti, piuttosto che l’estrema attenzione riposta nella concatenazione delle spicce necessità di approvvigionamento e gestione di ogni più piccolo scampolo di materiale utile ai nostri scopi trasmettono un senso di realismo, atto alla sopravvivenza.

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Peccato che il risultato sia una produzione piuttosto priva di mordente, che anche sotto il versante tecnico non riesce ad entusiasmare: che sia la mole poligonale non particolarmente alta, piuttosto che le texture ambientali di certo non esaltanti, il peggior difetto del gioco risiede però nella fluidità, praticamente assente, nonché nella presenza di numerosi bug di programmazione. Passi infatti il versante puramente visivo, che quantomeno in versione portatile non offende il fruitore, ma se alla macchinosa natura survival del titolo si accompagnano anche spigolose animazioni, altalenante frame rate e fastidiosi blocchi che obbligano a riavviare il gioco…capirete la nostra delusione.

JCB Pioneer: Mars non convince. Né sotto il profilo prettamente ludico, né tanto meno sotto quello tecnico. La produzione ha un anelito di simulazione che purtroppo finisce per affliggere entrambi i versanti della produzione, lasciandoci un po’ interdetti sulla qualità complessiva della produzione. Un peccato, perchè il presupposto e l’atmosfera survival in ambito spaziale avrebbero potuto senza dubbio offrire di più.