Chi ama seguire le uscite indie sugli eShop di Nintendo conoscerà sicuramente 13AM Games, studio canadese che si è fatto notare in passato per le sue capacità. Il loro gioco più riuscito è senza dubbio Runbow, il frenetico e variopinto action-platform divertente da soli ma irresistibile in compagnia (e disponibile su Switch, Wii U e New3DS). Oltre ad una ricercatezza stilistica, gli sviluppatori ci hanno abituati ad una certa ricercatezza di gameplay, con ogni produzione decisamente differente dalla precedente. Ciò vale anche per Double Cross, l’ultima fatica che sicuramente andrà ad arricchire il loro già ottimo curriculum, anche se il confronto con il suo “predecessore” potrebbe non essere così clemente.

Innanzitutto è curiosa la definizione che gli sviluppatori stessi danno del gioco: un Action Adventure x 2D Platformer x Crime Investigation x Visual Novel. Ora, detto così sembra un’esagerazione, però è indubbio che questi elementi siano effettivamente presenti all’interno del gioco, persino evitando il rischio di trasformare il tutto in un’accozzaglia di generi senza un’identità. Visual novel in quanto la quantità di dialoghi è in effetti superiore alla media dei platform, ma il fatto di essere ben scritti e di offrire un’alternanza di momenti comici e seriosi rende la lettura accattivante, soprattutto perché tradotti in un italiano impeccabile. Il nostro punto di vista è quello di Zahra, una giovane agente dei RIFT (Regolatori Interdimensionali di Frontiere e Tecnologie), ovvero un corpo specializzato nella regolazione degli scambi interdimensionali. Il gioco è infatti ambientato in un futuro nel quale è possibile viaggiare tra diverse realtà, ma solamente a determinate condizioni per evitare contaminazioni.

L’equilibrio viene spezzato con l’arrivo di un uomo mascherato che cerca di impossessarsi della strumentazione della RIFT con evidenti intenzioni malvagie. Sembra che però la minaccia strisci all’interno dell’organizzazione stessa: è praticamente certo che il ricercato sia proprio un agente disertore e l’unica con un alibi valido è Zahra, alla quale viene ovviamente affidato il caso. Si innesta così il filone di indagini investigative attraverso la raccolta di indizi: mostrando determinati oggetti (ottenuti durante le nostre missioni) agli altri agenti presenti sulla navicella interdimensionale otteniamo informazioni utili che ci permettono di avanzare nella storia. Lo schema adoperato è molto semplice, quindi non aspettatevi una struttura fatta di interrogatori e connessioni troppo elaborate, però rimane il fatto che è appagante vagare per la stazione scoprendo nuovi indizi: la storia si fa seguire piacevolmente e l’abbondanza di testi aiuta a costruire una trama che riesce a stare in piedi, oltre a farci scoprire risvolti interessanti sulla politica della polizia interdimensionale.

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Ma la componente che prevale è senza dubbio quella action-platform, con una serie di livelli a scorrimento orizzontale tutti da esplorare. Particolare la struttura delle missioni che ci consente di scegliere liberamente l’ordine con il quale affrontare i livelli. Ciò però non si traduce in una generale piattezza della difficoltà (comunque mai proibitiva), in quanto ad ogni stage sono assegnate delle stelle ad indicarne la difficoltà: pur lasciando completa libertà al giocatore, viene comunque segnalato una sorta di percorso ideale da seguire. I livelli sono divisi in gruppi da quattro a seconda della dimensione in cui sono ambientati: abbiamo una fabbrica di melma, una landa desolata abitata da dinosauri e una città-casinò ispirata al Giappone. Oltre ad una evidente differenziazione delle ambientazioni, ogni dimensione offre meccaniche di gioco personalizzate: ad esempio, Immagine correlatanel “primo” mondo le creature melmose che abitano la superficie rilasciano sostanze di diverso colore che permettono di aggrapparsi alle pareti, rimbalzare oppure correre a tutta velocità. O ancora, in mezzo alle lamiere dei mega-rettili dobbiamo sfruttare rulli trasportatori e magneti giganti per muovere carcasse metalliche.

1 commento

  1. giocato e finito un gioco carino ma che non osa più di tanto, sono daccordo sul fatto dei combattimenti noiosi magari se fanno un seguito aggiustano il tiro(ps uno dei boss finali avevo capito chi era xd ), comunque se non avete ancora giocato recensite unruly heroes che quel titolo merita parecchio