Nippon Ichi Software è uno sviluppatore giapponese decisamente prolifico su Nintendo Switch ed è particolarmente noto per le sue produzioni RPG: basterebbe dire Disgaea per far capire la qualità delle sue produzioni, ma la serie è solo la punta di diamante in una ricca produzione di giochi di ruolo. Sembra però che, fra un combattimento a turni e l’altro, gli sviluppatori abbiano trovato il tempo anche per spaziare un po’ tra generi: ecco che quindi prende vita The Liar Princess and the Blind Prince, un puzzle-platform davanti al quale sarà impossibile trattenere gli “awww!!!” di tenerezza.

Il gioco si presenta come una favola da raccontare ai bimbi prima di andare a letto, con la storia che si dipana in un susseguirsi di pagine proprio come si stesse sfogliando un libro di racconti. Ogni pagina è arricchita con delle illustrazioni che rimandano immediatamente ad un’atmosfera fiabesca fatta di luoghi e personaggi magici. La storia ha come protagonista una lupa che passa le nottate a ululare alla luna con la sua voce incantevole in cima ad una rupe. Una di queste notti, un giovane principe si addentra nel bosco e, ammaliato dalla melodia che ode, si ferma ad ascoltare incapace di vedere la sorgente di tale incanto. Alla lupa, abituata a passare la vita da sola, non dispiace ricevere i complimenti di questo nuovo pubblico e decide di mettere da parte i suoi istinti da cacciatrice.

Tuttavia, crudele come solo le vere fiabe sanno essere, una notte il principe decide di scalare il monticello per ammirare anche con gli occhi l’abile cantante: la lupa non si aspetta il suo arrivo e, per paura di spaventarlo con le sue fattezze bestiali, gli copre velocemente gli occhi con una zampa. Purtroppo, nell’affanno del momento, gli artigli affilati feriscono inavvertitamente il principe, procurandogli delle lesioni che lo rendono cieco. Le guardie del re trovano il giovane a terra che, una volta ricondotto al castello, viene rinchiuso nelle segrete per il disonore procurato ai genitori. La lupa, in preda ai sensi di colpa per aver fatto del male all’unica creatura che le avesse mai fatto dei complimenti, decide di aiutare il principe, ma le sue sembianze sono doppiamente pericolose: in primis per l’incolumità del nemico, ma anche perché non sarebbe passato molto tempo prima che egli capisse che davanti a lui vi fosse la creatura che lo aveva reso cieco. La lupa si rivolge allora alla strega del bosco che le conferisce l’abilità di trasformarsi nei panni di una giovane principessa, in cambio però della sua voce melodiosa. La lupa accetta e, dopo aver liberato il principe, inizia il loro viaggio assieme verso la casa della strega affinché la neo-principessa possa chiederle di restituire la vista al suo amico.

Immagine correlataSe dopo queste righe non avete la vista offuscata a causa delle lacrime, vi dico che questo è il corposo prologo che introduce la storia. Può sembrare piuttosto lungo (e in effetti lo è), però la sua dolcezza lo rende piacevole da leggere, oltre al fatto che dopo questa prima fase, l’alternanza di gameplay e storia è decisamente equilibrata. Purtroppo il doppiaggio è solamente in lingua giapponese, con il testo a schermo in inglese, rendendo difficile la comprensione di tutti i passaggi a chi non mastica nessuno dei due, affidando la narrazione esclusivamente alle immagini (senza nemmeno la possibilità di saltare le fasi di racconto). Il che andrebbe a minare l’intera esperienza, dato che l’aspetto che ha senza dubbio più impatto sul giocatore è la componente narrativa.

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