Entrando nel vivo della battaglia, ci troviamo davanti un sistema di combattimento a turni, con numerose opzioni di scelta e selezione delle nostre principali azioni: potremo eseguire diverse tipologie di attacco, optare per un approccio più strategico sulla base di recupero di HP o elementi difensivi, piuttosto che studiare tempismo e posizionamento dei nemici sull’area di gioco per ottimizzarne gli effetti. Non fatevi ingannare da immagini e filmati: il battle system è a tutto gli effetti a turni, con un piccolo margine di manovra decisionale sul timing di esecuzione lasciato alla discrezionalità del giocatore, dotato poi in realtà di scarse ricadute sugli esiti di gioco.

Risultati immagini per the caligula effect: overdose switch

L’aspetto più traballante del titolo, dopo la monotonia degli scenari e un sistema di combattimento poco accattivante, risiede senza dubbio nei valori di produzione. Rispetto alle origini di PS Vita, il lavoro di conversione non è nemmeno così sottile, con un’innalzamento della risoluzione che rende il gioco piuttosto gradevole in modalità portatile, meno invece sullo schermo della TV. Il frame rate, però, non risulta ancora ottimizzato, offrendo un prodotto a tratti scattoso, sia nelle fasi di esplorazione che in quelle di combattimento; niente di troppo eclatante o fastidioso, va detto, ma comunque nemmeno godibilissimo. Doppiaggio giapponese con sottotitoli in inglese completano il quadro di una produzione senza dubbio di secondo piano, rispetto alle grandi pubblicazioni di altre case di sviluppo.

The Caligula Effect: Ovedose è un buon JRPG, infarcito però di troppi cliché dal punto di vista estetico (mutuati chiaramente dalla serie “Persona” di Atlus/SEGA), narrativo (con un concetto di “Matrix” virato in salsa J-Pop) e ludico (per colpa di un sistema di combattimento che solo grazie ai continui movimenti di camera riesce a offrire un discreto senso di dinamismo). Vessato da un comparto tecnico non di punta, il titolo potrebbe piacere, ma allo stesso tempo non convincere i più.