Come accennato, anche il sistema di controllo di partenza tende a cementare la sensazione di una produzione poco profonda, capace di puntare più sul divertimento superficiale che su una fruizione da esperti, a causa di questo elemento piuttosto guidato del sistema di puntamento, accompagnato per altro da una scarsa diversificazione del feeling di sparo delle varie armi a nostra disposizione. Le cose migliorano un po’ nel momento in cui si passa un po’ di tempo nel menu di personalizzazione dei controlli, andando ad attribuire ai sensori di movimento e alla gestione della rotazione della telecamera parametri più personalizzati: a quel punto, però, apparirà forse ancora più evidente il netto distacco tra la programmazione gestita da Gameloft rispetto ad altri sparatutto di grande caratura presenti su Switch (come ad esempio le produzioni Bethesda, dove il feeling proprio del controllo di puntatore e telecamera è anni luce avanti). A quel punto, credo che molti finiranno per lasciare le impostazioni iniziali, per un’esperienza di gioco più arcade dove il titolo sostanzialmente offre il meglio di sé.

Tutti i difetti finora elencati derivano chiaramente dalle origini “mobile” del titolo: la brevità dei livelli, la semplice ma semplicistica struttura a missioni, lo scarso approfondimento del controllo di armi e inquadratura…elementi che, fruiti su dispositivi mobile, contribuiscono a un tipo di esperienza adatta a quei device, con una giocabilità senza dubbio divertente, soddisfacente nel suo approccio appunto arcade o mordi&fuggi. A completare il quadro, ecco un comparto tecnico altrettanto derivativo e senza dubbio non ottimizzato per la console di nostro riferimento. La mole poligonale è piuttosto scarsa, così come gli effetti di luce ed esplosione che ci troveremo davanti a spron battuto. Per chi li avesse provati in passato, la sensazione che ho avuto giocandoci è quella superficialmente brillante, ma priva di qualsivoglia direzione artistica significativa, di un Red Steel o di un The Conduit: esercizi tecnici basilari, privi di guizzi particolari. Ammettiamo però che il frame rate non si è trovato in difficoltà in maniera significativa, nè in modalità portatile nè in modalità TV.

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Modern Combat Blackout è un prodotto piuttosto onesto: mutuato dal mondo mobile, si palese su eShop forte di una giocabilità arcade piuttosto fresca e divertente, privo di grandi pretese dal punto di vista tecnico o ludico. Tutto, dalla struttura dei livelli alla gestione dei controlli, spinge a fruirlo in modalità portatile, per brevi e superficiali sessioni di gioco. Se invece siete alla ricerca di un FPS profondo e longevo, dall’approccio cinematografico da fruire comodamente seduti sul divano di casa vostra, sfruttando la vostra TV 4k nuova fiammante…allora guardate altrove.