Creare un gioco di rompicapi richiede una certa rigorosità: affinché possa essere davvero riuscito, è necessario che le sue meccaniche rispettino una loro coerenza interna. Per ottenere ciò, è altrettanto fondamentale fissare delle regole precise cui il giocatore deve necessariamente sottostare. Ebbene, Baba Is You stravolge questo assunto basilare lasciando a noi la possibilità di decidere le nostre stesse regole, per un risultato finale di incredibile libertà.

Partiamo dal titolo: “Baba è te”. Ciò significa che noi siamo Baba, un animale non ben precisato (cane, gatto, pecora?) dal manto bianco e dalle fattezze iper-stilizzate (come tutti gli adorabili elementi su schermo). Non aspettatevi approfondimenti narrativi od oscuri segreti da svelare sull’identità del protagonista, soprattutto perché è piuttosto azzardato definirlo come tale, come scoprirete presto. Comunque, sappiamo di chiamarci Baba perché nel primo livello, mentre siamo liberi di vagare sulla griglia di gioco, sono scritte distintamente le parole “BABA IS YOU”. Poco più in là c’è un’altra sequenza di parole che dice “FLAG IS WIN”, ovvero “bandiera è vincere”. In effetti, a pochi passi da noi c’è una bandiera gialla che emana un curioso brillio: l’istinto del giocatore ci porta ovviamente a toccarla, se non fosse per una fila di massi che blocca la strada. Fortunatamente, poco distante, la scritta “ROCK IS PUSH” ci dà fiducia sulla possibilità di spostarla, e difatti “Masso è spingere” ci consente di farci largo fra gli ostacoli, raggiungere la bandiera e superare il primo livello.

Lo schema ci sembra piuttosto chiaro: noi siamo l’animale bianco che deve raggiungere la bandiera gialla spingendo se necessario i massi di color marrone. Proseguiamo di un livello e ci rendiamo conto che però la faccenda non è così basilare. Ad esempio, notiamo che in un’altra occasione toccare la bandiera non innesca la vittoria come invece successo in precedenza. Dopo una rapida ricognizione della schermata, ci accorgiamo che a differenza di prima non è presente la frase “FLAG IS WIN”, o quantomeno non come dovrebbe essere: le parole ci sono ma non sono allineate. Si aggiunge così una nuova dinamica, ovvero quella di “assemblaggio” di parole spostandole fisicamente sulla scacchiera di gioco. Una volta riordinata, in effetti, la frase attiva il luccichio della bandiera visto in precedenza: la tocchiamo e un altro enigma è risolto.

Proseguiamo avendo bene in mente i punti chiave: noi siamo l’animale bianco che deve raggiungere la bandiera gialla spingendo se necessario i massi di color marrone e le parole a ricreare le frasi di attivazione. Ebbene, non potevamo essere più lontani dalla vera natura del gioco. Non che non sia vero quanto detto, ma una volta superati i livelli introduttivi, scopriamo la meccanica di gioco fondamentale, fulcro di tutti gli enigmi a seguire: la possibilità di creare e nostre regole del gioco. Perché se lo dice il titolo stesso che noi siamo Baba, nulla ci vieta di diventare chiunque vogliamo. Se al posto di “BABA IS YOU” disponiamo le parole a comporre “ROCK IS YOU”, accade l’inimmaginabile: ai nostri comandi vediamo rispondere non più l’animaletto bianco, bensì la roccia. Risultati immagini per baba is youNoi siamo diventati la roccia, e questo solo perché abbiamo modificato la regola di partenza. Possiamo essere qualunque oggetto sia presente su schermo prendendo la parola corrispondente al suddetto oggetto (intuitivamente segnalati con il medesimo colore) e allineandola con “IS” e “YOU” nell’ordine corretto.

Lo stesso discorso vale anche per tutto il resto: se vogliamo spostare la bandiera dovremo cercare di comporre “FLAG IS PUSH”; mentre nel caso scrivessimo “BABA IS WIN”, allora il punto d’arrivo per il superamento del livello non sarà più la bandiera, bensì il cane/gatto/pecora che ormai ci eravamo (erroneamente, ma comprensibilmente) abituati a considerare il nostro alter ego. E’ proprio questo l’aspetto che più mi ha affascinato: le cose non sono tali per il loro aspetto o per come sono disegnate, bensì solo in funzione delle regole vigenti in quel preciso istante (comodamente riassunte nel menu di pausa). Se ad un oggetto non è collegata alcuna regola, è solo un ammasso di pixel senza alcuno scopo, tanto che è possibile passarci attraverso senza interagire in alcun modo con esso.

3 Commenti

    • Purtroppo, come avrai immaginato dagli esempi che ho fatto, è solo in inglese.
      Le parole usate sono però molto, molto basiche e, soprattutto, è possibile scoprire il funzionamento di ogni azione anche solo provandola.
      Secondo me, pur essendo un gioco che ha che fare con le parole, non è proibitivo anche per chi non mastica l’inglese.

      Spero di esserti stato d’aiuto 🙂