Muovendoci all’interno di queste aree, potremo interagire con l’ambiente circostante (a volte anche risolvendo enigmi contestuali, per poter avanzare); arricchire il nostro (inizialmente spoglio) equipaggiamento (sia in termini di armamentario che di oggetti utili a vari scopi); combattere con le svariate creature (organiche o meccaniche) che infestano l’area. Il tutto con lo scopo di recuperare la memoria, capire meglio cosa ci sta accadendo (in particolare in relazione al labirinto stesso, alla sua natura e alle sue presunte finalità) e cercare di sopravvivere (arrivando al centro del dungeon). Anche il sistema di combattimento e di gestione degli oggetti i nostro possesso segue le medesime dinamiche “macchinose” sopra descritte per il movimento libero nell’ambiente circostante, risultando spesso anche piuttosto ostiche nella comprensione e nella gestione della navigazione del menu, o dei gesti a nostra disposizione. Una scelta stilistica, senza dubbio, che però onestamente finisce per rendere piuttosto frustrante anche l’azione più semplice e basilare, andando ad appesantire davvero troppo il ritmo di gioco e la gioia della fruizione.

Il versante tecnico delude per quanto concerne l’aspetto audio, con una OST sostanzialmente assente ma soprattutto con SFX davvero osboleti, incapaci di trasmettere il senso nostalgico che probabilmente era alla base della volontà degli sviluppatori e finendo per comunicare valori di produzione piuttosto grezzi. Più discreto invece l’impatto visivo, soprattutto grazie alla direzione artistica scelta, con un indirizzo chiaramente steampunk a guidare sia la palette di colori che la creazione dell’universo diegetico di riferimento. Il frame rate, anche facilitato dal ritmo lento dello svolgersi degli eventi, risulta quantomeno stabile per un’esperienza di gioco che, lo ammettiamo, riesce forse a soddisfare maggiormente sotto il profilo “portatile”.

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Vaporum si impegna, ma pecca sotto diversi punti di vista. Il sonoro raffazzonato; la trama piuttosto infarcita di cliché; la gestione pessima dell’UI; il ritmo semplicemente troppo macchinoso del tutto affossano la produzione che vede in un discreto impatto visivo (soprattutto sul versante artistico) e sulla ricchezza di contenuti gli unici elementi capaci di intrattenere con piacere il fruitore.

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