Pillars of Eternity: Complete Edition rientra appieno nel novero dei porting “impossibili” che fino a pochi mesi fa avremmo fatto fatica a immaginare. Per vari motivi. Per il team di sviluppo (Obsidian), storicamente incentrato su hardware da PC; per le modalità di finanziamento e pubblicazione, a metà strada tra Kickstarter e Microsoft; per la tipologia di gioco, spesso vista come aliena al pubblico Nintendo. Ma soprattutto per la complessità del prodotto sotto il profilo tecnico, con una vastità e una ricchezza esorbitanti (grazie agli intenti visionari del team ma anche ai fondi raccolti, che lo posizionarono ai tempi – 2014 – come record-setter del crowfunding), che ha spinto molti a storcere il naso davanti all’idea di poterlo spingere a forza in un case poco più grande di un portafoglio. Eppure, eccoci qui a recensire la versione Switch di Pillars of Eternity. Complete Edition, addirittura!

Il gioco di base è un gioco di ruolo di stampo occidentale, con visuale a volo d’uccello, molto testo e tanta azione. Ricorda senza dubbio le produzioni come Baldur’s Gate o, per certi versi, anche Diablo (anche loro presenti o previsti per l’ammiraglia ibrida della casa di Kyoto, tra l’altro). Molto impegno è stato profuso per adattar i comandi da mouse e tastiera all’interfaccia di Switch, con i movimenti legati alla leva analogica sinistra, mentre la pressione dei dorsali apre i menu di selezione a rotazione di equipaggiamento, armi, magie e quant’altro a nostra disposizione per interagire con ambiente e nemici. Il risultato è piuttosto buono, quantomeno dopo aver speso un minimo di tempo per studiarlo e abituarcisi: chi è abituato al PC potrebbe impiegare qualche momento in più per trovarsi a proprio agio, ma nell’insieme l’esperienza non risente della semplificazione necessaria per andare incontro al numero di tasti e input dei JoyCon e anzi finirete presto per non pensare più a “dove premere”, ma soltanto a “cosa fare”, per affrontare i diversi livelli.

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Ma è in generale sul versante tecnico che ci troviamo davanti a un lavoro senza dubbio ben fatto: il gioco presenta tempi di caricamento senza dubbio non leggerissimi, ma capiamo anche come la natura stessa del gioco non sia necessariamente pensata per partite mordi&fuggi; allo stesso tempo si registrano anche alcuni bug fastidiosi, legati ad esempio alla necessità di rivedere i setting legati allo zoom della telecamera (come se il gioco non li registrasse) ogni volta che si riprende un salvataggio, o alcuni occasionali freeze che, unitamente ad alcuni cali di framerate in determinate situazioni di gioco, rappresentano però i soli elementi criticabili. Nell’insieme, invece, stupiscono in positivo la generale fluidità del gioco anche con diversi nemici a schermo; l’assenza di lag (fondamentale in un titolo con un numero così ampio di possibilità di input e comandi da assegnare, anche se non necessariamente in tempo reale); la nitidezza dell’immagine e la qualità complessiva di texture, riflessi e giochi di luce. Insomma, sia in modalità portatile che su schermo TV, il gioco è piacevole da vedere, oltre che da giocare (forse complice la tipologia di telecamera, non particolarmente vicina all’azione). Un risultato notevole, considerando come il motore Unity spesso e volentieri, per produzioni più semplici di questa, abbia faticato a girare ottimizzato sull’hardware di riferimento.