Ma cosa ci aspetta, JoyCon alla mano? Beh, un’avventura dove l’interfaccia del controller si adatta magnificamente alle situazioni contestuali di gioco pensate dagli sviluppatori. I comandi infatti necessitano di un minimo di esercitazione (gestita in maniera ottimale, cioè intrecciata al tessuto narrativo e, pertanto, assolutamente non pedante), ma poi sanno offrire grande soddisfazione. Sia nelle fasi d’indagine, dove visori e scan permetteranno un’esplorazione approfondita e affascinante del mondo di gioco, che in quelle di combattimento infatti il tutto calza semplicemente a pennello. Nelle prime, la scoperta di dettagli e particolari “narrativi” è notevole, così come la possibilità di interazione ludica con l’ambiente offerta dai nostri diversi “compagni”, a volte persino in chiave platform. Il sistema di combattimento d’altro canto, come detto, non è frenetico come in Bayonetta, ma non per questo risulta superficiale o banale. Anzi: per certi aspetti il suo ritmo più ponderato presenta un notevole grado di profondità. I tasti dorsali saranno i veri protagonisti, poiché da un lato (il destro) controllano gli attacchi del nostro personaggio umano; dall’altro (il sinistro) governano le principali azioni del Legion (una sorta di avatar o “stand” di arakiana memoria). Ovviamente, è nella sinergia dei due elementi che emerge la vera natura di Astral Chain: l’utilizzo di questa catena astrale è la chiave per l’esecuzione delle mosse e delle combo sia più divertenti che più efficaci. L’evocazione dell’avatar, la gestione della sua energia rigenerabile, l’invio verso obiettivi vicini o lontani, la possibilità di essere trascinati verso di lui, la creazione di linee di blocco e respingimento tendendo la catena…insomma, la ricchezza del battle system è lì, basta solo impegnarsi per scoprirla. 

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In tutto questo, anche l’universo finzionale di riferimento ci fa respirare una boccata d’aria fresca. I toni, la direzione artistica, il mondo di gioco sono davvero lontani da qualsiasi altra cosa vista in tempi recenti sia da parte di Platinum che di Nintendo, andando a creare quell’alone di “nuova IP” tanto benvenuto sull’hardware della casa di Kyoto, dove nostalgia e richiami al passato sono stati cavalli di battaglia forse fin troppo battuti fino a oggi (a esclusione di ARMS, nei primissimi mesi di vita della console). Il futuro cyberpunk fatto di tecnologia, luci al neon e superfici di silicone sfoggia un bagliore folgorante dal punto di vista visivo. La direzione artistica di Masakazu Katsura trasmette un senso di manga in movimento senza pari. La trama incentrata sulla doppia dimensione, perfettamente integrata al gameplay (grazie al concetto di “Stand” rappresentato dai Legion). Il ritmo narrativo sostenuto e ben calibrato, con scene animate ben presenti ma mai troppo invasive, un’ottima regia e personaggi piuttosto ben delineati (anche se alcuni “plot twist” sono forse un po’ troppo telefonati). Insomma, nel complesso il gioco si regge sul lato “adventure” anche grazie alla componente “storia”, spingendoci a continuare a giocare non solo per il puro gusto del gameplay.

Astral Chain è davvero un titolo imperdibile per i possessori di Switch: la componente grafica è di primissimo livello e il lato tecnico davvero solido, sia in portatile che in modalità TV; la direzione artistica fresca e originale, unita a una OST piuttosto curata anche se forse un po’ troppo ripetitiva, incornicia perfettamente il mondo di riferimento. Sul versante ludico ci troviamo davanti a un’avventura variegata e profonda, non banalmente action né puramente esplorativa. Una volta padroneggiato il sistema di controllo, perfettamente funzionante sull’interfaccia primaria di Switch fatta di JoyCon (uniti o separati), la profondità e la ricchezza del battle system vi terranno incollati all’arco narrativo fino alla fine. Forse solo la gestione della telecamera (troppo vicina all’azione) e una modalità multipplayer un po’ troppo forzata (giocando a JoyCon singolo, la giocabilità ne risente in maniera sensibile) non gli consentono di ergersi sul podio della softeca di Nintendo Switch.

7 Commenti

  1. Cavoli, è difficile a Platinum normale.
    Ero arrivato a fine capitolo ma senza pozioni e ho spento e mi ha salvato li.
    La sera dopo ero stanco e non riuscivo a terminare lo scontro senza pozioni e ho provato a reiniziare il capitolo per vedere cosa succede…mi ha sovrascritto il salvataggio.
    Ora devo rifare il capitolo ma farò prima scorta di pozioni. Non voglio assolutamente abbassare la difficoltà.
    Che fregatura però non poter salvare dove si vuole