Se dico SFB Games, probabilmente quasi la totalità di voi non ha la minima idea di chi stia parlando. Sono però altrettanto sicuro che molti si ricorderanno invece di Snipperclips, titolo di lancio di Switch che consiste – molto sommariamente – nel plasmare due buffi personaggi di carta in strane forme geometriche con abili tagli. Ebbene, SFB Games è lo studio dietro proprio a questo geniale puzzle game e che ora ritorna su Switch con un nuovo gioco, ma soprattutto con il difficile compito di bissare un tale successo a livello commerciale, di critica e di ispirazione. Per far ciò si affida a Tangle Tower, una detective story sui generis che, in quanto a personalità, non ha nulla da invidiare al suo predecessore.

C’è un mistero da risolvere: una ragazza è stata uccisa mentre stava dipingendo un ritratto. L’aspetto più inquietante è che la donna nel quadro in questione impugni quello che ha tutta l’aria di essere un coltello. Macchiato di rosso. Con quello che si scopre essere sangue vero. Insomma, siamo di fronte al primo caso al mondo di omicidio perpetrato da un quadro. Ovviamente il nostro compito è quello di indagare su questo fenomeno al limite del paranormale, cercando possibilmente di trovare una spiegazione logica all’accaduto. A condurre le indagini ci sono il detective Grimoire e la sua assistente Sully: si tratta del loro debutto su console, ma in realtà i due sono già stati protagonisti nel 2014 di un episodio uscito per dispositivi mobili.

Mutuandone il gameplay ma limando tutto il resto, questa nuova avventura mostra chiaramente la provenienza originaria della serie anche solo a partire dai comandi di gioco: il miglior modo per godersi il gioco è senza dubbio l’utilizzo del touchscreen, proprio come si farebbe su smartphone. Ma per chi preferisce una fruizione più canonica, sono stati integrati anche i comandi tradizionali con levette e pulsanti, oltre ad una configurazione che trasforma il Joy-con in un puntatore per giocare davanti al televisore e sfruttando i sensori di movimento all’interno della periferica. Ma mettiamo subito le cose in chiaro: non pensiate che questo sia uno di quei giochini da quattro soldi per il cellulare che uno sviluppatore ha adattato per Switch solo per poterci lucrare vendendolo a dieci volte tanto. Qui siamo davanti a un titolo che non ha nulla da invidiare al meglio del mondo indie presente sull’eShop.

Il gioco comincia con il nostro arrivo a Tangle Tower, un’affascinante dimora situata al centro di un lago circondato da una misteriosa catena montuosa. L’origine del suo nome è un mistero (almeno all’inizio), ma arrivando davanti all’edificio non si può non rimanere colpiti dalla particolare architettura che prevede la presenza di due torri collegate da una sala centrale. Scopriamo che le due ali sono abitate rispettivamente da due famiglie, i Fellow e i Pointer, accomunate da un complesso schema di parentele che nasconde possibili intrecci interessanti. L’indagine comincia con l’ispezione della scena del delitto: la sagoma a terra di dove è stato ritrovato il corpo della povera Freya Fellow, il dipinto incriminato e la misteriosa e taciturna donna che faceva da modella, Flora Fellow.

Risultati immagini per tangle towerLo studio dell’ambiente circostante avviene molto intuitivamente cliccando sui vari punti dello schermo, andandosi ogni volta a focalizzare su un dettaglio differente. Se si tratta di un indizio importante verrà aggiunto al fascicolo delle prove, altrimenti sarà comunque valsa la pena di controllare bene ogni anfratto anche solo per leggere tutte le linee di dialogo fra i due protagonisti, una più divertente dell’altra. Grimoire e Sally sono infatti dei personaggi irresistibili: il primo apparentemente pauroso e sempliciotto, lei decisamente più sveglia e senza troppi peli sulla lingua. Ogni interazione fra i due è un susseguirsi di botte e risposte che, seppure senza approfondire troppo il loro vissuto (almeno per ora), fornisce una precisa e riuscita connotazione caratteriale. Ma lo stesso vale anche per gli altri abitanti di Tangle Tower, tanto differenti l’uno dall’altro che di più non si può. Ricalcando alcuni archetipi, la personalità di ognuno di loro spicca forte e chiara.

Il merito di questa vivo parterre è da attribuire alla combinazione di tre elementi fondamentali. In primis, il character design e le animazioni, con uno stile non realistico o eccessivamente complesso, ma coerente e, soprattutto, fortemente caratterizzante. Così come le voci dei personaggi, dato che ogni riga di dialogo è doppiata in inglese (con testi ottimamente tradotti in italiano). Solitamente i doppiatori anglofoni utilizzano una tecnica che non mi esalta molto, invece questo è uno dei pochi casi che non solo non tolgono nulla all’esperienza complessiva, ma anzi aggiungono ulteriori sfaccettature alla personalità di ciascuno di loro. Infine, l’ottima scrittura dei dialoghi e dell’intreccio in generale, capace di svilupparsi in un’atmosfera che non può non ricordare quella dell’indimenticata serie del Professor Layton: la commistione di elementi (apparentemente?) paranormali, la cura per i dettagli che si riescono a scorgere e ad allineare man mano, se non addirittura solo al momento della rivelazione finale.