Sono passati ormai diversi anni da quando, in un Direct di inizio anno, Iwata in persona annunciò l’inizio di un progetto senza precedenti: una collaborazione tra Intelligent System e Atlus per un crossover tra i due famosissimi brand Shin Megami Tensei e Fire Emblem. Perso nei meandri aziendali, nel bel mezzo del maestrom Wii U, il gioco ricomparve parecchio tempo dopo, in una vesta senza dubbio inattesa. Molto più vicino ai “Persona”, che ai due brand teoricamente capostipiti dell’iniziativa, il gioco metteva in scena una Tokyo moderna, invasa da strani demoni succhia-popolarità, da affrontare e sconfiggere grazie al potere dello show-business. “I” e soprattutto “le” famose “Idole” giapponesi in tutto il loro splendore di abiti succinti e gridolini J-Pop, contro manifestazioni demoniache pronte a soggiogare la metropoli orientale. Detta così, non sembra niente di allettante, eppure…il gioco ci convinse già ai tempi, conquistandosi un bell’8 pieno su Wiitalia. Sì perchè sotto o dietro la patina brillante di questa bizzarra scelta stilistica si trova un RPG dalle dinamiche a dir poco accattivanti, capaci di conquistare grazie al battle system, al sistema di crescita degli equipaggiamenti e, credeteci, anche a personaggi tutt’altro che bidimensionali e, anzi, spesso capaci di farci appassionare alle loro storie. Tokyo Mirage Session #FE: Encore è la versione ampliata, riveduta e corretta di quel titolo, alla ricerca di luci della ribalta senza dubbio più sostanziose, grazie al successo di Switch. 

Rispetto alla release originale, dobbiamo dirlo subito, non è cambiato molto: le uniche novità e aggiunte (oltre all’ovvia comodità di poter fruire il titolo anche in modalità portatile) riguardano in particolare la possibilità di coinvolgere in battaglia (soprattutto per i “chain attack”) personaggi che prima non entravano a far parte del “party”, pur essendo parte del cast del gioco. Un elemento non da poco, se si pensa a quanto la dinamica della concatenazione degli attacchi sia rilevante all’interno delle dinamiche di combattimento del gioco, per carità. Inoltre, va evidenziata anche la presenza di un nuovo capitolo legato a una vicenda secondaria, che sarà in grado di sbloccare oltre a una nuova canzone (anch’essa senza dubbio parte integrante della natura del gioco in questione) anche alcuni costumi altrimenti inaccessibili (nonostante l’inclusione del gioco di base anche di tutti i DLC rilasciati separatamente al capitolo Wii U). Qualche aggiunta è quindi presente, ma dobbiamo allo stesso tempo ammettere che, per chi avesse già affrontato l’intera esperienza di gioco sussistono poche motivazioni per riaffrontare il titolo di Atlus.

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Per chi invece si approcciasse per la prima volta, allora sappiate che il gioco si discosta dai classici Fire Emblem non solo per i toni (come detto, piuttosto frivoli e in salsa “idol”), ma anche per le dinamiche di gioco; fasi di esplorazione della mappa (overworld interamente ambientato in una Tokyo contemporanea, suddivisa in vari quartieri) o dei dungeon si alternano a scontri che, però, non sono strategici bensì mutuati dai classici rpg a turni. Il gioco però ha davvero un ottimo ritmo, grazie a diverse trovate capaci di non far pesare assolutamente la classicità dell’impostazione generale e anzi di intrattenere proprio per il piacere del battle system. Personaggi diversi, divisi in classi, acquisiranno sia diverse armi che diverse abilità da spendere durante il loro turno (in uno scambio dinamico tra momenti di attacco e difesa, senza che il giocatore debba attendere la conclusione delle azioni di tutto il gruppo avversario, prima di rendersi parte attiva), in un contesto di interazione davvero intrigante.