Way of the Samurai è una storica serie a metà tra l’action e l’hack&slash dei lontani tempi PS2 (quelli di Tenchu, per intenderci), sviluppata da Acquire. Dopo quattro capitoli, con vendite di nicchia afflitte da una parabola discendente, grazie anche alla pubblicazione da parte di Spike Chunsoft il gruppo è riuscito a recuperare il brand per un nuovo capitolo. Un episodio “spin off”, sia per l’impostazione ludica che per il budget profuso nell’operazione, capace in ogni caso di riportare i riflettori su una serie altrimenti dimenticata, in arrivo ora anche su Switch.

Ambientato nel periodo Meiji, quando ormai i Samurai erano sul viale del tramonto, il gioco ci mette nei panni di un guerriero solitario ed errante che, quasi per caso, assiste al rapimento di una giovane fanciulla da parte di un ricco possidente terriero ai danni del padre di lei, un umile e squattrinato fabbro. Spinto dal ferreo codice morale tipico di questi antichi e onorevoli guerrieri, il nostro avatar si proporrà come alleato del malcapitato, con l’obiettivo di saldare il debito e liberare la ragazza. Per farlo dovremo sostanzialmente trovare o del denaro, o della merce commercializzabile da parte dell’attività/negozio del nostro compagno, alternando fasi di esplorazione e combattimento ad altre più gestionali. Un mix discretamente vario e capace di allontanare lo spettro della monotonia, spesso presente in produzioni hack&slash sovente afflitte da un fondo di ripetitività.

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La fase più corposa a interessante del gioco è quella legata maggiormente alle radici del franchise e cioè quella action; le diversità più significative rispetto al passato risiedono principalmente in due aspetti: la visuale, che diventa isometrica a simil volo d’uccello, allontanando la telecamera dalla scena di gioco, e la costruzione dei livelli che si avvicinano alle dinamiche di generazione randomica tipiche dei dungeon crawler. Questo riduce notevolmente l’interesse verso il level design, ovviamente, seppur gli scenari riescano comunque a risultare piuttosto interessanti nel loro colpo d’occhio d’insieme. Per fortuna, il sistema di combattimento è invece piuttosto appagante e capace di catturare interesse e attenzione per il gusto stesso della sfida proposta, seppure svariati nemici non riescano a presentare un adeguato livello di sfida. Sfida che invece emerge dalla natura stessa del gioco, molto rogue-like per molti aspetti, soprattutto quelli legati alla perdita di ogni tipo di progressione ed equipaggiamento, qualora dovessimo incontrare la sconfitta durante le fasi di esplorazione.

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