Per chi non lo sapesse, Langrisser è una serie di rpg strategici a turni di impronta fortemente giapponese che, in sostanza, ha contributo non poco a gettare le basi del genere in un passato ormai per molti remoto. Grazie a un gameplay raffinato, a una trama senza dubbio importante per l’epoca e a una direzione artistica sublime, i due giochi qui raccolti hanno saputo segnare un solco nel quale poi molti altri amati brand si sono infilati, ripercorrendone (e nel tempo migliorandone) dinamiche e caratteristiche. Ottima quindi l’iniziativa di riproporli (soprattutto il secondo, sostanzialmente inedito in Europa), con tanto di aggiornamento della grafica e della gestione registica delle scene, cercando in qualche modo di adattarli ai gusti e alle dinamiche di fruizione dell’epoca moderna.

Uno degli aspetti cardini delle produzioni passate era la direzione artistica affidata al grande maestro Urushihara, fumettista molto popolare in Giappone, padre di opere come Grownlanser, capace con il suo character design di dare un’impronta davvero forte, riconoscibile e (in particolare nel mercato odierno) a dir poco distintiva. La cosa bella però di questi remake è che sono anche stati aggiornati tutti i design, le illustrazioni e le immagini di accompagnamento (nei dialoghi, negli intermezzi) alle fasi di combattimento, con uno stile sempre manga, ma assai più al passo con i tempi. Ciascuno, quindi, sarà libero di scegliere la direzione artistica preferita, per entrambi i prodotti, adattando l’estetica ai propri gusti. Una scelta importante, poiché capace sia di rispettare le origini, che di rinfrescare il comparto visivo senza appunto rinnegare alcunché: best of both worlds, insomma, anche se ammettiamo di preferire l’impostazione originale a mani bassissime.

Risultato immagini per langrisser I & II comparisons

Dal punto di vista del gameplay, invece, il titolo resta fedelissimo alle radici, senza scorciatoie particolari per adattarsi particolarmente ai palati più giovani, tenendo alta la bandiera degli strategici a turni che questa stessa saga ha contribuito ai tempi di Mega Drive e Sega Saturn a gettare. Preparatevi quindi a inquadrature dall’alto, sostanzialmente a volo d’uccello, su mappe spesso interessanti dal punto di vista strategico grazie a ostacoli e labirintiche vie di accesso o fuga, con numerosi combattenti di spicco e numerose truppe (sacrificabili) sullo scenario di lotta. I principali guerrieri saranno ovviamente organizzati in classi specifiche, ciascuna dotata di pro e contro soprattutto in relazione tra loro, con un bilanciamento delle dinamiche di gioco forse oggi “già visto”, ma proprio grazie alla sapienza degli sviluppatori dietro a queste due produzioni. Un consiglio: state sempre attenti ai maghi!