Come già accennato nella recensione della versione Aplha di questa collection, uno dei generi che Switch è stato in grado di riportare in auge è quello degli shooter a scorrimento. Che siano orrizzontali (e pertanto fruibilissimi sia in modalità tv che portatile) o verticali (beneficiando alla grande dell’orientamento dello schermo della console, soprattutto grazie ad accessori come Flip Grip), il richiamo nostalgico da un lato e l’enorme adattabilità di questa tipologia di giochi anche a fruizioni mordi e fuggi li rendono davvero molto appetibili per l’hardware ibrido di Kyoto. E’ quindi con interesse che ci approcciamo anche a Psikyo Shooting Stars: Bravo.

Sei shooter, per diverse esperienze di gioco. Un po’ come nella versione Alpha, ma le saghe qui prese in esame sono differenti: Samurai Aces e Gunbird sono infatti le assolute protagoniste della collezione Bravo. Nel dettaglio troviamo 3 episodi per ciascun brand: Samurai Aces, Samurai Aces II Tengai e Samurai Aces III da un lato, Gunbird, Gunbird II e Gunbarich dall’altro. La cosa più apprezzabile dell’intero compendio è quanto, pur conservando intatti i canonici tipici della tipologia di gioco “shooter a scorrimento”, le due saghe sappiamo distinguersi sia dalla precedente collection, sia in senso lato da molti alti rappresentanti de lmedesimo gameplay, restando uniche soprattutto sotto il profilo degli scenari di gioco. Entrambe legate a mondi fantastici dove la magia la fa da padrone, mettono in scena ambientazioni da “shogun” e Giappone feudale (seppur fortemente intrise di bizzarrie tecnologiche e mostruosità animalesche, con mezzi volanti ispirati agli uccelli della tradizione affianco a gargantuesche fortezze volanti a forma di testuggine) piuttosto che mondi magici popolati da creature antropomorfe e scimmiesche capaci di cavalcare nuvole fatate lanciando pugnali, per affrontare giganteschi robot zoomorfi, in una sorta di crossover tra Dragon Ball e Yattaman. Insomma, il Giappone nel suo senso più “anni novanta”, e quindi semplicemente spettacolare nel suo fantasioso non-sense.

Risultato immagini per psikyo bravo

Le dinamiche ludiche dei primi due capitoli di Samurai Aces sono molto simili tra loro e molto vicini alle caratteristiche che hanno reso così famoso questo genere in passato: scorrimento verticale, numerosi elementi a schermo da evitare, raccogliere o colpire, per un tripudio di riflessi messi a dura prova da un livello di difficoltà piuttosto esacerbante. Il terzo capitolo, che è anche il primo ad essere arrivato su console, facendo uscire il brand dalle sale giochi Giapponesi, cambia l’approccio strutturale, virando verso uno scorrimento orizzontale proprio a causa del diverso mercato di riferimento, introducendo fondali in movimento e rotazione simil-3D, per un senso di modernità e velocità senza dubbio più intriganti, seppur andando con questi continui movimenti di regia ad innalzare ancor di più il livello di sfida.