Brigandine è una serie nata su PlayStation 1 nell’ormai lontanissimo 1998, esportata dal Giappone niente meno che da Atlus, ai tempi profondamente intrisa di amore e passione pe rle produzioni strategiche a turni del panorama videoludico mondiale. Con una direzione artistica assai ricercata, così ricca di dettagli e particolari già all’epoca da risultare quasi barocca o bizantina, sparì presto nell’oblio della modernità dell’intrattenimento digitale. Salvo, all’improvviso, tornare alla carica in maniera totalmente inaspettata su Nintendo Switch. Il seguito del primo capitolo, infatti, è stato annunciato in esclusiva per la console ibrida della casa di Kyoto, con il sottotitolo di The Legend of Runersia, ed è ormai quasi pronto a sbarcare nelle vostre case. Chi volesse capire meglio di cosa si tratta può scaricare una demo gratuita presente su eShop, oppure seguire le nostre pagine per un percorso che, a partire da questa anteprima, vi accompagnerà fino all’uscita del gioco (prevista per il 25 del mese corrente), attraverso un’interessante intervista agli sviluppatori prima, e la nostra consueta recensione poi. Non temete quindi di aprire le pagine dorate del libro di Runersia, amici: Switchitalia è al vostro fianco per scoprire le eroiche ma sanguinose gesta dei Cavalieri delle Rune, signori incontrastati di questo mondo magico e fatato, ma anche violento e senza pietà, pronto a dispiegare i suoi segreti davanti ai vostri occhi e sotto il controllo delle vostre sapienti mani. Venite con noi, quindi, a scoprire le leggende di Brigandine.

Il gioco analizzato è davvero particolare: si inserisce nel filone dei titoli strategici a turni, ma con diverse particolarità che lo differenziano praticamente da tutto quello che è solitamente presente in ambito console. Innanzitutto, troviamo due fasi distinte di gioco: una puramente strategica, mentre l’altra è quella di combattimento a turni. La prima è chiamata “Fase organizzativa”, durante la quale dovremo sostanzialmente gestire le nostre truppe su una “scacchiera”, rappresentata dalla mappa dell’intero mondo di gioco: tale area geografica è suddivisa inizialmente in sei regni, in guerra fra di loro; ciascuno regno si spartisce il controllo di alcuni punti nevralgici (basi operative), da difendere dall’attacco degli avversari o da conquistare dalle grinfie altrui. Immaginatevi, sostanzialmente, una specie di Risiko, dove a ogni turno dovremo valutare quali e quante truppe mantenere in controllo delle regioni già in nostro possesso, e quali e quante schierare invece sul campo di battaglia per guidare la nostra offensiva verso i territori nemici. La fase successiva, invece, è quella che ci mette alla prova con gli scontri veri e propri. Questa parte è chiamata “Fase d’attacco” e ci vedrà scontrarci di volta in volta con nemici di un’altra fazione per conquistare il campo di battaglia e, con esso, il controllo di una specifica area della mappa di cui sopra. La cosa interessante è che, durante questo periodo di lotta, anche le altre fazioni in gioco per conquistare il continente svolgeranno contemporaneamente i loro combattimenti, andando ad aggiornare “in tempo reale” l’andamento della guerra, da verificare con attenzione al termine di ciascuna Fase d’attacco, per impostare correttamente le strategie della Fase organizzativa. Particolari anche le dinamiche di vera e propria lotta, soprattutto considerando due aspetti: la composizione della griglia, a base esagonale (contrariamente a quella a base quadrata tipica ad esempio di Fire Emblem) e il numero di truppe schierabili in ciascuno scontro (davvero elevato). Il nostro esercito, infatti, è composto da diversi Cavalieri delle Rune (capaci attraverso la loro abilità di controllo del Mana di evocare bestie al loro comando), ciascuno dei quali in grado di gestire fino a 6 mostri combattenti, per un totale di ben 42 unità pronte a dar battaglia.

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Le caratteristiche di Brigandine: Legend of Runersia sono davvero affascinanti e peculiari: la disposizione della scacchiera iniziale, alternata alle fasi di battaglia, e i crismi di ricchezza degli scontri (con un elevato numero di possibili combinazioni strategiche offerte sia dalla base esagonale di interazione delle singole unità che dall’abbondanza delle stesse unità durante ciascuno scontro) sono elementi di grande varietà rispetto al panorama videoludico attuale, capaci di incuriosire ma anche di spaventare, almeno inizialmente. L’affascinante direzione artistica, davvero ricca soprattutto per quanto riguarda gli accattivanti protagonisti delle vicende narrate, è un ulteriore stimolo a proseguire oltre l’iniziale spaesamento, anche perché questo è derivante più che altro dalla ricchezza dell’offerta ludica di quest’opera interattiva.

Non vi resta che attendere la nostra recensione, per scoprire se saremo riusciti a domare  Brigandine o se la Leggenda di Runersia ci avrà sopraffatti!

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