Il passato ritorna, carico di gloria e aspettative: dai fasti di un’altra epoca (quella PlayStation 1) ecco riemergere in maniera inaspettata ma interessante un titolo strategico ricco di valori di gioco, alla ricerca di un po’ di spazio nell’odierno panorama videoludico fatto di grandi produzioni cinematografiche. Lo fa forte della florida realtà dell’eShop di Nintendo Switch, della focalizzata esperienza di Limited Run Games per il mercato degli appassionati, ma soprattutto delle sue proprie caratteristiche, incentrate in particolare su due aspetti: una sublime direzione artistica da un lato e una invidiabile profondità di fruizione dall’altro. Ecco a voi il ritorno di Brigandine, con il seguito ufficiale del primo capitolo, intitolato The Legend of RunersiaScopriamolo insieme!

Come anticipato nella nostra anteprima, il gioco si propone come una variante piuttosto originale e atipica degli strategici a turni tipicamente presenti su console. L’ambientazione potrebbe definirsi fantasy, con svariate tipologie di mostri e cavalieri pronti a popolare il continente, teatro delle avventure qui narrate. In un mondo rinvigorito dal mana, infatti, le terre sono state divise in sei diverse fazioni in lotta fra loro, sotto la guida dei Cavalieri delle Rune: esseri capaci di convogliare la magia delle pietre elementari in specifici artefatti (armi o equipaggiamento), brandendo o indossando i quali risulta loro possibile evocare diversi mostri in battaglia. Ciascuna delle forze in campo sarà spinta dal desiderio di conquistare sotto un unico stendardo l’interezza dei territori, annettendo quelli altrui grazie alle proprie forze militari e alla strategie necessaria per il loro utilizzo. I condottieri, infatti, saranno fondamentali tanto nel richiamare al loro servizio le bestie selvagge che compongono il compendio di mostri ideato all’interno di questo episodio, quanto nella gestione dei loro movimenti e dei loro attacchi, in un gioco tanto di violenza quanto di intelletto.

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Selezionato uno dei 6 diversi gruppi disponibili, saremo proiettati all’interno di un arco narrativo comune a tutti, ma di volta in volta vissuto attraverso gli occhi di questa o quella specifica fazione. Osservata con interesse l’introduzione al racconto, ci troviamo davanti alle vere e proprie fasi di gioco. Il prodotto è suddiviso principalmente in due aree ludiche, di cui la prima da analizzare è quella organizzativa; particolarità interessante proprio di Brigandine, capace di differenziarlo da molte altre produzioni similari, si compone in pratica di un approccio strategico tipico dei giochi in scatola o “board game“, in stile Risiko. A partire dallo stato della mappa, dai nostri obiettivi e dalla disponibilità delle nostre truppe, infatti, dovremo decidere in ciascuna “stagione” quanti elementi tenere a difesa dei nostri accampamenti e quanti mandarne invece all’attacco, selezionando anche lo specifico obiettivo del prossimo duello. Durante ogni “stagione”, tutti gli schieramenti in campo effettueranno le loro mosse, in uno svolgimento contemporaneo, così da veder progredire contestualmente gli esiti della guerra nel suo insieme, non soltanto del singolo scontro. Singolo scontro che, invece, prende corpo nell’altra fase di gioco, quella d’attacco. La fase sopra descritta risulta davvero impegnativa, vuoi per l’ampiezza della mappa e per il numero degli avamposti, vuoi per l’intelligenza artificiale, capace di non tralasciare nemmeno il più piccolo spiraglio in scopertura difensiva da parte nostra, anche ai livelli di gioco più semplici. Questo anche perché il settaggio della difficoltà non va a inficiare più di tanto quelle che sono le caratteristiche di analisi bellica da parte della CPU, quanto ad ampliare gli orizzonti temporali concessi al giocatore per riuscire a conquistare l’intero continente, offrendogli ad esempio ai livelli più semplici la possibilità di continuare anche all’infinito, senza un numero limitato di “stagioni” entro le quali raggiungere i propri obiettivi. Insomma, amici strateghi, dovrete dare il vostro meglio!