La strana storia di Harvest Moon continua, con Story of Seasons: Friends of Mineral Town. Per chi non lo sapesse, infatti, i litigi e le incomprensioni tra sviluppatori e publisher, proprietari dei marchi e della proprietà intellettuale e altre amenità ben poco bucoliche hanno portato a una divisione tra lo storico nome (oggi poco più che un’etichetta) della saga di videogame agresti più famosa di sempre, e la sua sostanza. Se il titolo resta infatti in mano a Natsume, ecco che la “ciccia” è ancora in mano agli sviluppatori originali, venduta da Marvelous e denominata Story of Seasons. Un guazzabuglio tra il comico e il giuridico che ha rischiato nel recente passato di confondere le acque e le decisioni d’acquisto dei giocatori, che possono però oggi riguardare con tranquillità a questo capitolo per ritrovare le atmosfere a loro care. Friends of Mineral Town, infatti, è in tutto e per tutto un recupero del “core” della serie, essendo il remake del capitolo per GameBoy Advance, chiaramente indicato anche dal recupero del sottotitolo per esteso, nonché dal contenuto stesso del gioco.

Il titolo riprende la formula classica della serie, dalla telecamera capace di offrire una discreta visuale dall’alto delle aree di gioco di cui prendersi cura al ritmo compassato, segnato dallo scorrere delle stagioni, tra allevamento, agricoltura e scavi minerari. Il tutto senza dimenticare ovviamente l’aspetto di relazioni sociali che il nostro avatar potrà intrecciare sin dall’arrivo nella nuova città al centro delle vicende di questo episodio. L’incipit narrativo è piuttosto semplice e derivativo: il protagonista dovrà prendere in carico diverse attività lavorative per mantenersi nel nuovo borgo, cercando di portare avanti sia l’attività della fattoria che la propria vita privata; non esiste un vero e proprio canovaccio, fatto di eventi o scene animate, ma il tutto si risolve nella capacità del giocatore di gestire campi, animali e cave per ricavarne profitto, spendendo il proprio tempo libero nel conoscere gli altri abitanti del villaggio, intrecciando con loro rapporti sempre più stretti. L’evolversi quindi della trama è sostanzialmente quindi soltanto legato alla crescita delle disponibilità economiche, che consentiranno di espandere le proprietà sotto il nostro controllo, e nella capacità di migliorare la propria reputazione nella comunità, riuscendo eventualmente anche a trovare la propria anima gemella, sposandola.

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L’assenza di un vero e proprio macro arco narrativo e l’apparente mancanza di un obiettivo finale non devono però essere viste come difetti, bensì come parte integrante della struttura di gioco, molto libera ma non per questo priva di mordente. Lo scorrere del tempo (sia giornaliero che stagionale) infatti è inesorabile e nell’arco di una giornata o di una stagione appunto il numero di attività realizzabili sarà comunque limitato dalle vostre risorse e dalle vostre capacità organizzative, necessari per riuscire a pianificare al meglio la gestione delle azioni legate alla crescita e alla redditività della fattoria, dai campi agli animali passando per gli scavi. Il tutto finalizzato all’accumulo di risorse alla base del commercio del gioco, a sua volta in grado di permetterci di migliorare gli strumenti a nostra disposizione per ampliare le nostre tenute, così da ingrandire il nostro profitto, da investire in ulteriori nuove strumentazioni o possedimenti, capaci di aumentare gli introiti e così via…in un continuo circolo virtuoso dove il raggiungimento dei micro obiettivi rappresenta in sostanza il fulcro del gioco.